Lavoro

Il datore di lavoro non può rifiutarsi di fare anticipazioni sull’indennità per inabilità temporanea assoluta

Il datore di lavoro non può rifiutarsi di fare anticipazioni sull’indennità per inabilità temporanea assoluta
Il datore di lavoro non può rifiutarsi di fare anticipazioni sull’indennità per inabilità temporanea assoluta quando sia richiesto dall’INAIL e tale anticipazione non deve essere sospesa nemmeno durante il periodo di pausa contrattuale afferente al part time ciclico

Il datore di lavoro non può rifiutarsi di fare anticipazioni sull’indennità per inabilità temporanea assoluta quando sia richiesto dall’INAIL e tale anticipazione non deve essere sospesa nemmeno durante il periodo di pausa contrattuale afferente al part-time ciclico. E’ quanto affermato dall’INAIL con la nota operativa n. 3413 del 5 maggio 2014.

Con riferimento all’argomento in oggetto – si legge nella nota -, sono pervenuti, da parte di aziende di rilevanza nazionale, alcuni quesiti concernenti la richiesta di disapplicazione dell’art. 70 d.P.R. 1124/1965 nel periodo di pausa contrattuale afferente al part-time ciclico.

Preliminarmente, si ribadisce che, in base al principio di non discriminazione sancito dall’art. 4 del D.Lgs. n. 61/2000, “(…) il lavoratore a tempo parziale non deve ricevere un trattamento meno favorevole rispetto al lavoratore a tempo pieno comparabile (…)”.

In applicazione di tale principio (art. 9 del D.Lgs. n. 61/2000), “(…) la retribuzione da valere ai fini dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali di lavoratori a tempo parziale è uguale alla retribuzione tabellare prevista dalla contrattazione collettiva per il corrispondente rapporto di lavoro a tempo pieno (…)”.

Ciò premesso – continua la nota -, poichè ai sensi di legge, la retribuzione part-time da valere ai fini assicurativi è fissata in maniera convenzionale, la stessa retribuzione convenzionale, in assenza di una disposizione normativa o regolamentare che disciplini il part time-verticale ciclico in maniera difforme rispetto alle altre tipologie di part-time, deve essere presa in considerazione anche per il part-time verticale ciclico.

Inoltre, al fine di evitare la violazione dell’art. 3 Cost., anche il meccanismo di calcolo previsto dall’art. 116, comma 2, T.U. il quale prevede, come noto, che la retribuzione media giornaliera percepita nei periodi di effettiva prestazione d’opera debba essere applicata anche ai periodi in cui tale prestazione non viene svolta, deve essere applicato a tutti i tipi di part-time, ivi compreso il part-time verticale ciclico.

Ciò considerato, con riferimento specifico alla problematica relativa alla disapplicazione dell’art. 70 d.P.R. 1124/1965 nel periodo di pausa contrattuale afferente al part-time ciclico, si rappresenta che, ai sensi del suddetto articolo, “il datore di lavoro non può rifiutarsi di fare anticipazioni sull’indennità per inabilità temporanea assoluta quando ne sia richiesto dall’Istituto assicuratore” con la conseguenza che tale anticipazione non deve essere sospesa nemmeno durante il periodo di pausa contrattuale afferente al part-time ciclico.

A conforto di ciò, si fa presente che la suddetta disapplicazione che, come noto, non è prevista per le altre tipologie di part-time, determinerebbe una disparità di trattamento che, ad avviso della scrivente, collide con il surrichiamato principio di non discriminazione.

Art. 70 d.P.R. 1124/65

Il datore di lavoro non può rifiutarsi di fare anticipazioni sull’indennità per inabilità temporanea quando ne sia richiesto dall’Istituto assicuratore.
Il datore di lavoro deve, a richiesta dell’Istituto assicuratore, pagare all’infortunato, se questi si trova nel luogo dove risiede il datore di lavoro, l’indennità giornaliera per inabilità temporanea spettantegli a termine di legge, secondo le istruzioni date dallo stesso Istituto assicuratore.
L’ammontare delle indennità è rimborsato al datore di lavoro dall’Istituto assicuratore alla fine di ogni mese, salvo diversa convenzione.
INAIL – Nota operativa 3413/2014

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