Diritto

Il condomino, anche se proprietario di un intero piano, non può chiudere la scala con una porta

Anche se una parte della scala condominiale è destinata a raggiungere il piano dove abita un solo condomino, non significa che quest'ultimo possa escludere dalla proprietà comune gli altri condomini
Anche se una parte della scala condominiale è destinata a raggiungere il piano dove abita un solo condomino, non significa che quest’ultimo possa escludere dalla proprietà comune gli altri condomini

Anche se una parte della scala condominiale è destinata a raggiungere il piano dove abita un solo condomino, non significa che quest’ultimo possa escludere dalla proprietà comune gli altri condomini. E poco importa dedurre che quel tratto di scala non sia normalmente utilizzata da chi abita nei piani inferiori. È quanto afferma la seconda sezione civile della corte di cassazione con la sentenza numero 4419 del 21 febbraio 2013.

La corte, in particolare, si è occupata del caso in cui un condomino che abitava all’ultimo piano di uno stabile aveva deciso di sua iniziativa di chiudere con una porta quella parte di scala che dà accesso al suo piano.

Inevitabile la protesta degli altri condomini le cui rimostranze hanno trovato ascolto presso i giudici della suprema corte che, ribaltando la decisione precedentemente presa dalla corte d’appello, hanno ribadito che la scala comune è comune! E c’è poco da fare: il condomino deve rimuovere la porta.

La cassazione richiama ai contenuti dell’articolo 1117, punto 1), del codice civile secondo cui sono oggetto di proprietà comune dei proprietari dei diversi piani o porzioni di piani di un edificio, se il contrario non risulta dal titolo, il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d’ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e in genere tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune.

Insomma, se il bene è comune tutti sono interessati alla sua conservazione indipendentemente dal tipo di utilizzo che se ne possa fare. In buona sostanza, la presunzione di proprietà comune stabilita dall’articolo 1117 può essere superata solo dalla prova dell’esistenza di un titolo che giustifichi la proprietà del singolo.

Ma qual è stato l’errore della corte d’appello? Secondo la cassazione il principale errore risiede nel fatto che la corte territoriale ha ritenuto raggiunta la prova di una proprietà esclusiva per il fatto che l’immobile era stato venduto con tutti gli accessori. Ma di certo la scala condominiale non può considerarsi un accessorio della proprietà singola. La cassazione ricorda che con il termine “accessori” si fa riferimento a servizi, disimpegni, magazzini ma non certo le scale che collegano due piani appartenenti a diversi proprietari.

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