Fisco

Il 16 dicembre scade la seconda rata Imu, ecco chi paga e chi no

Il 16 dicembre è il D-Day per quanto riguarda il pagamento della seconda rata dell’Imu, e si attende ancora il decreto ad hoc da parte del Consiglio dei Ministri. L’orientamento è quello di confermare la cancellazione della seconda rata per quanto riguarda la prima casa, mentre è più che probabile che a pagare siano i proprietari di terreni agricoli e fabbricati rurali strumentali.

Verso l’abolizione. Come più volte ribadito dal premier Enrico Letta l’impegno dell’esecutivo è quello di confermare la cancellazione della seconda rata Imu sulle prime case. Nei prossimi giorni, se non nelle prossime ore, il Consiglio dei Ministri si riunirà dunque per trovare i 2 miliardi necessari alla copertura finanziaria ed emanare il decreto di cancellazione.

Servono 2 miliardi. Trovare i 2 miliardi necessari a confermare la cancellazione della rata non sarà facile, ma nemmeno impossibile considerato che il governo ha già individuato diverse possibili aree d’intervento. A parte la discesa dello spread, che ha già valso parte della copertura solo in mancato pagamento di interessi, si punta decisamente su di un aumento degli acconti fiscali per banche e assicurazioni, fino anche al 116 per cento, per arrivare alla somma necessaria.

Niente esenzione per i terreni agricoli. Stesso discorso dei possessori di prime case vale per gli alloggi sociali e le cooperative edilizie a proprietà indivisa, mentre rimarrebbero esclusi dall’esenzione Imu i proprietari di terreni agricoli e fabbricati rurali. Questione che potrebbe portare a nuove fibillazioni politiche, visto che il Ministro per l’Agricoltura Nunzia De Girolamo si è battuta per l’esenzione agli agricoltori ed ora dovrà presumibilmente fronteggiare il fuoco amico chi chi, Brunetta in primis, le chiede di dimettersi dal governo.

Service Tax in alto mare. Nel frattempo ancora si attende il destino della tassa sulla casa dal 1 gennaio 2104, quando dovrebbe entrare in scena la nuova Service Tax (l’imposta che combina insieme Imu e Tares), che potrebbe chiamarsi Trise, con la componente sui rifiuti (Tari) e quella sui servizi (Tasi)  oppure Tuc, il tributo unico comunale.

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