Lavoro

I verbali di ispezione: le varie tipologie

I verbali di ispezione: le varie tipologie
I verbali di ispezione dopo l’intervento della macrodirettiva sui servizi ispettivi del 2008 e le novità introdotte dalla legge n. 183/2010 hanno subito una profonda semplificazione. Alla fine della iniziale attività investigativa con intervento in azienda gli ispettori rilasciano il verbale di primo accesso ispettivo. Al termine degli accertamenti viene redatto il verbale di accertamento e notificazione se vi sono illeciti oppure la comunicazione di regolarità in mancanza di rilievi sanzionatori. Se l’ispezione si protrae dopo il primo intervento ispettivo si deve predisporre il verbale interlocutorio

I verbali di ispezione dopo l’intervento della macrodirettiva sui servizi ispettivi del 18 settembre 2008 e le novità introdotte dall’art. 33 della Legge n. 183/2010 (il famoso “Collegato Lavoro”) hanno subito una profonda semplificazione. Sono infatti mutate sia le tecniche ispettive, sia le modalità di verbalizzazione (Circolare n. 41 del 9 dicembre 2010). Alla fine della iniziale attività investigativa con intervento in azienda gli ispettori rilasciano il verbale di primo accesso ispettivo (vedi fac simile). Al termine degli accertamenti viene redatto il verbale di accertamento e notificazione (vedi fac simile) se vi sono illeciti oppure la comunicazione di regolarità in mancanza di rilievi sanzionatori. Se l’ispezione si protrae dopo il primo intervento ispettivo si deve predisporre il verbale interlocutorio.

IL VERBALE DI PRIMO ACCESSO OBBLIGATORIO

Alla fine “delle attività di verifica compiute nel corso del primo accesso” gli ispettori hanno l’obbligo di predisporre e rilasciare all’ispezionato il verbale di primo accesso ispettivo che “deve formarsi necessariamente prima della conclusione dell’accesso ispettivo” (art. 13, co. 1, del D.Lgs. n. 124/2004 e Circolare n. 41/2010). Se il datore di lavoro non è presente in azienda il verbale di primo accesso è rilasciato alla persona presente all’ispezione, che assume l’impegno a consegnarlo al datore. Vi è obbligo di verbalizzazione immediata, la possibilità di un verbale di primo accesso inviato successivamente è limitata ai soli casi di assenza della persona capace a ricevere il verbale, di rifiuto a riceverlo, di allontanamento successivo all’avvio delle indagini della persona prima presente e il verbale deve dare atto della circostanza che ha impedito la consegna immediata dell’atto.

Quanto ai contenuti, il verbale di primo accesso ispettivo consiste nella rilevata identità dei lavoratori, nella evidenziazione delle operazioni poste in essere, nella stesura delle dichiarazioni dell’ispezionato, nella individuazione delle richieste documentali e istruttorie per la definizione degli accertamenti.

Più precisamente con riferimento agli accertamenti che esigono la individuazione delle persone trovate operanti nel luogo di lavoro, l’identificazione di tutti i lavoratori trovati intenti al lavoro deve avvenire in modo puntuale ed analitico. Nei casi che trovano rispondenza sulle evidenze documentali l’ispettore può procedere ad una identificazione attraverso un rinvio alla documentazione aziendale.

L’identificazione del personale non è obbligatoria se l’accertamento coinvolge un numero elevato di lavoratori, salve le ipotesi del lavoro sommerso o della interposizione nelle quali l’identificazione è sempre indispensabile. Non è indispensabile l’identificazione quando la descrizione delle prestazioni lavorative nell’accesso in azienda è ininfluente rispetto agli esiti dell’accertamento, in particolare quando i lavoratori, da una prima verifica documentale, risultano regolarmente occupati.

Con riferimento alle attività lavorative espletate occorre descrivere le modalità di impiego dei lavoratori, mediante indicazione delle mansioni svolte, dell’abbigliamento o della tenuta da lavoro, delle attrezzature o delle macchine utilizzate (Circolare n. 41/2010). Tale passaggio rappresenta uno snodo centrale dei profili probatori dell’ispezione sia per l’asseverazione del valore legale, fino a querela di falso (art. 2700 c.c.) sulle circostanze di fatto verbalizzate, sia per la valenza generale per tutti gli organismi di vigilanza in materia di lavoro e previdenza (art. 10, comma 5, D.Lgs. n. 124/2004).

Inoltre nel verbale di primo accesso devono essere specificate le attività compiute dal personale ispettivo. La verbalizzazione deve dare conto del sopralluogo effettuato sulle postazioni di lavoro, della disamina dell’organizzazione complessiva dell’impresa ispezionata, della acquisizione delle dichiarazioni dal personale trovato al lavoro e delle rappresentanze sindacali se presenti, dell’eventuale acquisizione od esame della documentazione presente sul luogo di lavoro. Fra le “attività compiute” vanno ricompresi i fatti ai quali il personale ispettivo ha assistito e che si sono verificati in sua presenza.

Nel verbale di primo accesso ispettivo devono essere riportate le eventuali dichiarazioni rese dal datore di lavoro o da chi lo assiste ovvero dalla persona presente all’ispezione, consentendo la corretta impostazione della difesa da parte dell’ispezionato. La dichiarazione può essere formalizzata anche mediante e-mail o fax inoltrati sul luogo dell’ispezione prima della chiusura materiale del verbale se vi è esatta identificazione del dichiarante (Circolare n. 41/2010).

Da ultimo, nel primo verbale deve essere inserita ogni richiesta, anche documentale, utile al proseguimento dell’istruttoria finalizzata all’accertamento degli illeciti. Su tale aspetto incide il Protocollo di Intesa del 15 febbraio 2012, fra Ministero del Lavoro e Consulenti del Lavoro, che stabilisce l’obbligo per il personale ispettivo di acquisire una vasta serie di documenti, impedendone l’ordine di esibizione agli ispezionati.

IL VERBALE INTERLOCUTORIO

Dopo il verbale di primo accesso, quando l’accertamento si rivela complesso o comunque si prolunga nel tempo o si palesano ulteriori esigenze informative nello svolgimento delle indagini, le ulteriori richieste di informazioni e documentazione devono essere formalizzate in un verbale interlocutorio, nel quale si dà atto della prosecuzione delle indagini ispettive e si indicano le ragioni delle ulteriori sopravvenute richieste (Circolare n. 41/2010 e art. 13 del D.D. 20 aprile 2006).

IL VERBALE DI ACCERTAMENTO E NOTIFICAZIONE

Il “verbale di accertamento e notificazione” deve contenere gli esiti dettagliati dell’accertamento, le fonti di prova degli illeciti, la diffida a regolarizzare le violazioni sanabili, le avvertenze circa le modalità di estinzione agevolata degli illeciti, oltre alla indicazione degli strumenti di difesa attivabili e degli organi ai quali gli stessi devono essere indirizzati, con specifica esposizione dei termini.

Anzitutto il verbale conclusivo deve contenere “gli esiti dettagliati dell’accertamento, con indicazione puntuale delle fonti di prova degli illeciti rilevati” (art. 13, co. 4, lett. a), D.Lgs. n. 124/2004). La norma garantisce al destinatario del provvedimento la piena conoscenza della conclusione dell’accertamento ispettivo con riguardo sia alle violazioni che gli vengono contestate, sia in ordine alle ulteriori eventuali determinazioni assunte dall’organo di vigilanza, ma anche con riferimento alle fonti di prova formate e raccolte dagli accertatori, acquisendo certezza riguardo alla completezza delle verifiche effettuate, mediante una dettagliata indicazione dei presupposti di fatto e delle ragioni di diritto che hanno determinato le conclusioni dei verbalizzanti.

In particolare, riguardo alle prove, per l’insieme delle violazioni contestate devono essere specificamente indicate le fonti di prova da cui si trae certezza circa la effettiva sussistenza dell’illecito. Per la specifica e circostanziata indicazione delle fonti di prova hanno rilievo le dichiarazioni acquisite dai lavoratori trovati intenti al lavoro e quelle comunque raccolte nel prosieguo degli accertamenti ispettivi: il verbale conclusivo non potrà non evidenziare che la fonte di prova su cui si regge la violazione accertata è da individuarsi anche nelle dichiarazioni rese dai lavoratori sentiti durante l’indagine ispettiva, potendo essere riportate virgolettate le espressioni contenute nelle dichiarazioni acquisite in atti che comprovano la sussistenza dell’illecito considerato, senza palesare il nominativo del lavoratore dichiarante. Le dichiarazioni devono restare anonime e non devono rendere riconoscibili il dichiarante, né rendere acquisibili dati sensibili.

Il verbale di accertamento e notificazione finisce per contenere tutti gli elementi formali del procedimento sanzionatorio amministrativo (artt. 14 e 16, Legge n. 689/1981), in aggiunta a quelli specificamente introdotti in materia di lavoro (diffida ex art. 13, commi 2-3, D.Lgs. n. 124/2004).

Da ultimo, nel verbale di accertamento deve essere esposta una ampia e dettagliata clausola difensiva contenente l’indicazione degli strumenti di difesa e degli organi ai quali proporre ricorso, con specificazione dei termini di impugnazione (Circolari n. 41/2010 e n. 10/2011). Si fa riferimento ai due strumenti difensivi di carattere generale mediante i quali il verbale unico può formare oggetto di impugnazione, vale a dire gli scritti difensivi al Direttore della Direzione territoriale del lavoro di cui all’art. 18 della Legge n. 689/1981 e il ricorso al Comitato regionale per i rapporti di lavoro di cui all’art. 17 del D.Lgs. n. 124/2004. Il termine per la proposizione dei singoli strumenti di contenzioso è inevitabilmente unico, dovendosi individuare in base alla tipologia di violazioni contestate: se vi sono illeciti diffidati e illeciti notificati il termine per le difese è di 75 giorni dalla notifica del verbale (30 giorni per ottemperare alla diffida, 15 per il pagamento della sanzione ridottissima, 30 per la proposizione degli atti difensivi); se, invece, vi sono soltanto illeciti notificati perché non diffidabili il termine per le difese è di 30 giorni dalla notifica del verbale.

COMUNICAZIONE DI REGOLARITA’

Se al verbale di primo accesso ispettivo non fa seguito un provvedimento di natura sanzionatoria, gli ispettori che hanno concluso gli accertamenti devono informare l’ispezionato con una specifica “comunicazione di regolare definizione degli accertamenti” contenente l’indicazione della circostanza oggettiva che per quanto agli atti del fascicolo ispettivo non sono emersi elementi di irregolarità idonei a comprovare la sussistenza di illeciti o inosservanze (Circolare n. 41/2010).

Fac simile Verbale di Primo Accesso Ispettivo | Fac simile Verbale di Accertamento e Notificazione

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