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I furbetti dell’università: dichiarazioni Isee false nel 63% dei casi

I furbetti dell'università: dichiarazioni Isee false nel 63% dei casi
Università, guerra ai falsi poveri: uno studente su due bara sul reddito, irregolare il 62% delle posizioni economiche delle università romane controllate dalla Guardia di Finanza

Ricchi ma furbi. Di sicuro non poveri. La dichiarazione Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) per le Università di Roma è finita al centro di un’indagine della Guardia di Finanza, che ha effettuato migliaia di controlli e scoperto che oltre il 60 per cento degli studenti dei tre atenei della Capitale si finge bisognoso. L’obiettivo è scroccare borse di studio, affitti calmierati, sconti sui trasporti e assegni. Con il risultato di toglierli a chi ne avrebbe davvero diritto, danneggiando le finanze dello Stato. C’era la ragazza con il padre proprietario di una Ferrari e di case di lusso, ma che dichiarava un reddito di 19 mila euro l’anno per risparmiare sulle tasse universitarie. Mentre dei suoi coetanei facevano lo sciopero della fame contro le multe da migliaia di euro inflitte loro per le autocertificazioni a causa di errori – così sostengono – del sistema elettronico.

I risultati dei controlli sono stati presentati in occasione della firma di un protocollo tra Fiamme Gialle, Regione Lazio e Università La Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre e l’Ente regionale per il diritto allo studio (Adisu). «Un patto anti-furbetti – lo ha definito il generale Ivano Maccani, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Roma -. In questo periodo di crisi si moltiplicano i tentativi di godere illecitamente di sovvenzioni».

Circa il 62 per cento delle posizioni già verificate e relative all’anno accademico in corso è risultato irregolare, secondo la Finanza. «L’83,7 per cento dei 196 mila studenti iscritti nelle tre università pubbliche romane ha presentato la dichiarazione Isee – ha detto Maccani – e di questi il 16 per cento è stato inserito nelle prime tre fasce, quelle di minor reddito, della Sapienza; a Tor Vergata e a Roma Tre la percentuale è del 27 per cento. In particolare la richiesta di sovvenzioni riguarda borse di studio, posti letto o contributi integrativi. Per gli stranieri, che sono 7.000 – ha detto ancora il generale – la percentuale di chi ha presentato l’Isee sale al 90 per cento, di cui il 15 per cento ha dichiarato meno di 1.000 euro l’anno. Nel 2012, su 848 controlli sul corpo degli studenti, 521 sono risultati irregolari. Nel 2013 su 546 controlli, gli irregolari sono stati 340».

«Gli studenti evasori sono ladri di diritti», ha dichiarato il governatore del Lazio Nicola Zingaretti. Il vicepresidente della Regione Massimiliano Smeriglio ha assicurato che ai `furbetti´ saranno revocati i benefit. Il rettore della Sapienza Luigi Frati ha invece sottolineato che nel suo ateneo «gli evasori sono meno dell’uno per mille». Per il delegato degli studenti nel Nucleo Valutazione di Roma Tre, Filippo Coderoni di Azione Universitaria, il dato del 62 per cento di false certificazioni dimostra «un’evidente fallimento dell’intero sistema del diritto allo studio».

Annunciata anche un’iniziativa a favore degli studenti costretti ad affittare casa in nero. Presto arriveranno nelle università i `camper della legalità´, in cui si potranno denunciare alla Finanza situazioni del genere e con l’aiuto di funzionari dell’Agenzia delle Entrate stipulare sul momento contratti regolari. Questi ultimi possono essere del 60 per cento meno costosi rispetto a quelli irregolari, ha detto il generale Maccani. Tutto secondo la legge

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