Fisco

Hai pagato (sbagliando) la quota statale Imu? Ecco due strade possibili per il rimborso

Molti cittadini italiani avrebbero commesso lo stesso errore nel pagare la prima rata Imu 2013: versare anche una quota allo Stato, come andava fatto solo fino all'anno scorso
Molti cittadini italiani avrebbero commesso lo stesso errore nel pagare la prima rata Imu 2013: versare anche una quota allo Stato, come andava fatto solo fino all’anno scorso

Molti cittadini italiani avrebbero commesso lo stesso errore nel pagare la prima rata Imu 2013: versare anche una quota allo Stato, come andava fatto solo fino all’anno scorso (unica eccezione gli immobili a uso produttivo classificati nel gruppo catastale D). L’Associazione Contribuenti Italiani ha ricevuto circa 900 segnalazioni, da persone che hanno sbagliato e vogliono essere rimborsate: vediamo quali sono le strade per arrivare allo scopo, o almeno per provarci.

Nelle mani dei sindaci. «Lo Statuto del contribuente, approvato nel 2000, dice che l’obbligazione tributaria può essere estinta anche per compensazione – ricorda Vittorio Carlomagno, presidente dell’Associazione. – L’Agenzia delle Entrate, però, non ha mai emanato i regolamenti attuativi. Alcuni Comuni hanno sottoscritto una convenzione che permette comunque di compensare il maggior versamento effettuato per un’imposta con un pagamento inferiore per un’altra. La maggioranza dei municipi, però, non è andata in questa direzione». Le strade, quindi, sembrano due. «Se il Comune ha sottoscritto la convenzione di cui sopra, bisogna scrivergli e denunciare l’errore fatto nel versamento Imu. Stessa comunicazione va inviata all’Agenzia delle Entrate. A quel punto sta al municipio “spostare” la somma eccedente su un altro tipo di imposta, che il cittadino dovrà pagare ribassata. Se invece la convenzione è in vigore, il contribuente deve chiedere il rimborso al Comune, che ha 90 giorni di tempo per rispondere. Se non lo fa – o si rifiuta di pagare – il cittadino ha 60 giorni per rivolgersi alla commissione tributaria, che mediamente decide entro un anno».

Non solo Imu. L’Associazione Contribuenti non è in grado di dire quante siano esattamente le persone che hanno versato anche quest’anno (sbagliando) la quota statale dell’imposta. «Per fare una stima dovremmo avere almeno 1.500 segnalazioni. Allora contatteremmo i nostri 230mila associati, e ci vorrebbe circa un mese per avere le risposte. In questo caso non siamo lontani dalle mille segnalazioni, che comunque testimoniano che il problema è diffuso. Non tutti ci scrivono quando sono in difficoltà, specie se l’importo da recuperare non è altissimo (come può succedere con l’Imu). La sfiducia dei cittadini è talmente alta che rinunciano ad andare in giudizio per farsi restituire 100 euro».

Qualche cifra interessante l’Associazione la dà sul tema più generale dei rimborsi fiscali. Parla di 52 miliardi di euro che i cittadini stanno aspettando, e sostiene che ogni anno circa un miliardo va in prescrizione. Non sappiamo a quanto ammonti l’Imu non dovuta pagata dagli italiani allo Stato. Ma sappiamo che dovranno darsi da fare per averla indietro.

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