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Governo, tra Lega e 5 Stelle prima intesa sul programma: reddito di cittadinanza e flat tax

Di Maio e Salvini d’accordo anche su Fornero e migranti. M5S: sul tavolo anche il conflitto d’interessi

Governo, tra Lega e 5 Stelle prima intesa sul programma: reddito di cittadinanza e flat taxI due leader si sono visti ieri di buon mattino alla Camera anche per metabolizzare il «fatto nuovo» intervenuto mercoledì sera, quando Silvio Berlusconi ha dato il via libera al governo giallo-verde ponendo comunque condizioni. «Quello del Cavaliere è stato un atto di responsabilità», hanno convenuto.

E così Luigi Di Maio ha ricevuto Matteo Salvini nel suo ufficio di Montecitorio e insieme hanno buttato giù un cronoprogramma che presto dovrebbe portare, se non si verificano incidenti di percorso, alla nascita del primo esecutivo della storia della Repubblica a trazione sovranista e populista temperato, però, da un «premier terzo né della Lega né del M5S». E per fare questo, Di Maio e Salvini hanno chiesto altri 3 giorni di tempo al capo dello Stato.

Oggi dovrebbe essere messo a punto il «contratto di programma». Domenica, poi, il «pacchetto completo», con la lista dei 20 ministri, verrebbe anticipato al capo dello Stato che già nei primi giorni della prossima settimana potrebbe conferire l’incarico.

Sui «temi», Di Maio e Salvini hanno scritto una nota congiunta per comunicare che tra il M5S e la Lega «sono emersi numerosi punti di convergenza programmatici». Eccoli: «Superamento della legge Fornero, sburocratizzazione e riduzione di leggi e regolamenti, reddito di cittadinanza, misure per il recupero fiscale in favore dei contribuenti in difficoltà, studio sui minibot, flat tax, riduzione costi della politica, lotta alla corruzione, contrasto alla immigrazione clandestina, legittima difesa». Ma nonostante lo zelo nell’esporre il «programma comune», le difficoltà già insorgono: nella «nota congiunta» diffusa dalla Lega non c’è nulla sulla legge sul conflitto di interessi, indigesta per Forza Italia, che invece Spadafora (dopo un primo tentennamento di Di Maio all’ora di pranzo) dà per sicura nel testo del contratto di governo. E anche sui cavalli di battaglia usati in campagna elettorale, gli esperti giallo – verdi si muovono con i piedi di piombo: «C’è stata un reciproca apertura sui temi centrali», ha detto il grillino Alfonso Bonafede. Si cercano, dunque, i «margini di compatibilità» tra introduzione della flat tax e reddito di cittadinanza che, precisa il M5S, sarà una misura «non assistenziale» ma legata al lavoro e che in ogni caso avrebbe un orizzonte temporale lungo e potrebbe arrivare solo nel 2019. L’altro rebus (che terrebbe Salvini ben lontano dal Viminale) è quello dell’espulsione dei clandestini promessa dalla Lega che comporterebbe il finanziamento del più grande ponte aereo della storia dell’aviazione.

Luigi Di Maio dà atto che «ci vuole pazienza davanti all’unione di due programmi non sempre compatibili». Bisognerà vedere se la pazienza ce l’avrà anche Matteo Salvini che ha «postato» una sua foto davanti a una ruspa: «Stiamo lavorando per voi». Non a caso Gianni Letta, il consigliere più prezioso di Berlusconi, parla di «giorni difficili» e invia «gli auguri a tutti e al Paese per quello che ci attende».

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