Diritto

Google sotto inchiesta dei Garanti della privacy Ue: «Illecito trattamento dei dati personali»

Google sotto inchiesta dei Garanti della privacy Ue: «Illecito trattamento dei dati personali»
Google finisce nel mirino del Garante della privacy di sei Paesi europei per il sospetto di aver violato le regole Ue nel trattamento dei dati personali dei navigatori della rete

Google finisce nel mirino del Garante della privacy di sei Paesi europei per il sospetto di aver violato le regole Ue nel trattamento dei dati personali dei navigatori della rete. A comunicare l’apertura di un’istruttoria è la stessa Authority italiana – attivatasi inseme ai colleghi di Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Spagna – spiegando che le contestazioni mosse alla società di Mountain View riguardano l’incrocio dei tracciati di alcuni servizi tra i quali Gmail, YouTube e Google Maps, incrocio che permetterebbe una profilazione dettagliata degli utenti.

Le potenziali violazioni, che erano già state oggetto di un tavolo richiesto dai Garanti, ma rimasto senza esito, riguardano la Direttiva europea 95/46/CE, in particolare i paletti nel trattamento dei dati personali di pertinenza, necessità e non eccedenza, oltre all’informativa agli utenti delle finalità del trattamento dei dati personali e l’acquisizione del loro consenso.

I Garanti europei, al termine di una serie di accertamenti svolti lo scorso anno, avevano chiesto a Google Inc. di adottare, entro 4 mesi, una serie di modifiche ritenute necessarie per assicurare la conformità dei trattamenti alle disposizioni vigenti.
Decorso quel termine, alcuni rappresentanti di Google Inc. avevano chiesto un incontro con la task-force, incontro che si era tenuto il 19 marzo scorso, a seguito del quale tuttavia «la società, nonostante avesse manifestato la propria disponibilità, non ha ancora adottato alcuna concreta iniziativa nel senso auspicato» scrive il Garante.

«Il Garante italiano è da tempo impegnato sul fronte internazionale proprio per operare affinché la privacy dei cittadini europei venga rispettata – ha detto il presidente dell’Authority Antonello Soro – non solo dalle imprese dell’Ue, ma anche da parte dei big della rete e da tutte le società che operano nel settore delle comunicazioni elettroniche, ovunque esse siano stabilite. Vogliamo impedire che esistano zone franche in materia di diritti fondamentali».
Google intando respinge le accuse e in una dichiarazione sottolinea che “la nostra normativa sulla privacy rispetta la legge europea e ci permette di creare servizi più semplici e più efficaci. Siamo stati costantemente in contatto con le diverse autorità garanti della privacy coinvolte nel corso di questa vicenda e continueremo a esserlo in futuro“.

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