Fisco

Gli incentivi fiscali alle Zone Franche Urbane (ZFU)

Le Zone Franche Urbane (ZFU) sono aree infra-comunali di dimensione minima prestabilita dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e micro imprese. Obiettivo prioritario delle ZFU è favorire lo sviluppo economico e sociale di quartieri ed aree urbane caratterizzate da disagio sociale, economico e occupazionale, e con potenzialità di sviluppo inespresse
Le Zone Franche Urbane (ZFU) sono aree infra-comunali di dimensione minima prestabilita dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e micro imprese. Obiettivo prioritario delle ZFU è favorire lo sviluppo economico e sociale di quartieri ed aree urbane caratterizzate da disagio sociale, economico e occupazionale, e con potenzialità di sviluppo inespresse

Le Zone Franche Urbane (ZFU) sono aree infra-comunali di dimensione minima prestabilita dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e micro imprese. Obiettivo prioritario delle ZFU è favorire lo sviluppo economico e sociale di quartieri ed aree urbane caratterizzate da disagio sociale, economico e occupazionale, e con potenzialità di sviluppo inespresse.

L’iniziativa nasce dall’esperienza francese delle Zones Franches Urbaines, lanciata nel 1996 e oggi attiva in più di 100 quartieri.
Per il finanziamento del dispositivo, la legge finanziaria 2007 (L. 296/2006, art.1 comma 340 e successivi) ha istituito un Fondo di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009.

La legge finanziaria 2008 (L. 244/2008, commi 561, 562 e 563) ha confermato tale stanziamento e ha definito in maggior dettaglio le agevolazioni fiscali e previdenziali che, oggi, trovano la loro definizione particolareggiata all’interno del Decreto Interministeriale 10 aprile 2013 in attuazione di quanto previsto dall’art. 37 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n.179.

L’individuazione delle Zone Franche Urbane prevede agevolazioni fiscali e previdenziali per rafforzare la crescita imprenditoriale e occupazionale nelle micro e piccole imprese localizzate all’interno dell’Obiettivo Convergenza (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia), nonché nel territorio dei comuni della provincia di Carbonia – Iglesias.

Tali agevolazioni consistono in:

  • esenzione dalle imposte sui redditi;
  • esenzione dall’IRAP;
  • esenzione dall’imposta municipale propria;
  • esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente.

Nel suo disegno definitivo, il dispositivo approvato estende l’ammissibilità ai benefici ad aree urbane, caratterizzate da significativi fenomeni di disagio sociale, individuate nel territorio di 33 comuni dell’area dell’Obiettivo Convergenza e nel distretto di Carbonia – Iglesias, mettendo a disposizione, per quest’ultima, circa 124 milioni di Euro.

Le ZFU della Puglia, pur previste nel Piano di Azione e Coesione (PAC), non sono state incluse nell’allegato 1 del Decreto, poiché in prima battuta la Regione Puglia aveva rappresentato la volontà di finanziare tali interventi, ricadenti nel territorio, con propri strumenti. Successivamente la Regione stessa ha proposto di utilizzare lo strumento agevolativo nazionale per l’attuazione dell’agevolazione.

Attualmente il Ministero sta procedendo alla modifica del succitato Decreto, al fine di consentire anche alle ZFU pugliesi l’applicazione del decreto interministeriale 10 aprile 2013.

La circolare 30 settembre 2013, n. 32024 fornisce chiarimenti in merito alla tipologia, alle condizioni, ai limiti, alla durata e alle modalità di fruizione delle agevolazioni fiscali e contributive previste dal suddetto decreto, al fine di portare a conoscenza di tutti i soggetti interessati, anteriormente all’adozione dei bandi per la presentazione delle domande, le modalità di funzionamento dell’intervento.

Gli incentivi fiscali alle zone franche urbane viaggiano online. Lo sconto su imposte dirette, Irap, Imu e contributi previdenziali potrà arrivare fino a 200 mila euro per ciascuna impresa. Ma per poterne usufruire i soggetti aventi diritto dovranno far valere i crediti in compensazione e presentare il modello F24 esclusivamente in via telematica, pena il rifiuto della delega di pagamento. A stabilire le modalità attuative degli aiuti tributari alle Zfu introdotti dalla legge n. 296/2006 è stata l’Agenzia delle Entrate con un comunicato stampa del 6 maggio 2014.
Il DM 10 aprile 2013, infatti, aveva fissato condizioni, limiti, modalità e decorrenze delle agevolazioni, ma per l’utilizzo vero e proprio delle stesse mancavano le regole operative. L’Agenzia precisa che gli sgravi fiscali e contributivi potranno essere fruiti in compensazione, cioè mediante riduzione dei versamenti unificati da effettuarsi in F24. Il provvedimento stabilisce che la delega deve essere presentata tramite i canali web dell’amministrazione (Entratel o Fisconline): a tale proposito una successiva risoluzione definirà i codici tributo da utilizzare e le relative istruzioni di compilazione. Per ogni modello ricevuto le Entrate effettueranno in tempo reale un controllo automatizzato, incrociando beneficiari e importi con i dati trasmessi dal Ministero dello Sviluppo Economico. In caso di anomalie, il modello F24 sarà scartato. Ciò avverrà per esempio quando l’importo dell’agevolazione utilizzata risulta superiore a quello autorizzato, oppure laddove il beneficiario non sia incluso nell’elenco dei soggetti ammessi trasmesso dal Mise. Interessate dagli incentivi le micro imprese e le pmi che hanno sede nelle Zfu delle regioni che rientrano nell’obiettivo Convergenza (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia). Accesso consentito anche a studi professionali e Stp. Si ricorda che il DL n. 179/2012 ha esteso l’agevolazione anche ai comuni della provincia Carbonia-Iglesias, mentre la legge di Stabilità 2014 ha ricompreso pure Lampedusa e Linosa. Le agevolazioni alle Zfu possono essere finanziate tramite la riprogrammazione dei Fondi strutturali 2007-2013, oggetto del Piano di azione coesione, oppure con risorse proprie regionali.

Per maggiori informazioni:

  • Zona Franca Urbana Campania
  • Zona Franca Urbana Calabria
  • Zona Franca Urbana Carbonia – Iglesias
  • Zona Franca Urbana L’Aquila
  • Zona Franca Urbana Sicilia
  • Zona Franca Urbana Puglia

Mise – Circolare N. 32024/2013

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