Lavoro

Gli assistenti sociali trovano le competenze tipiche grazie ai parametri

Finalmente, dopo vent'anni, viene scritto nero su bianco quali sono le competenze tipiche dell'assistente sociale
Finalmente, dopo vent’anni, viene scritto nero su bianco quali sono le competenze tipiche dell’assistente sociale

Finalmente, dopo vent’anni, viene scritto nero su bianco quali sono le competenze tipiche dell’assistente sociale. A entrare nel merito delle attività caratteristiche di questa professione è il decreto n. 106 del 2 agosto 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 223 del 23 settembre che stabilisce i parametri per la liquidazione, da parte di un organo giurisdizionale, dei compensi per le professioni regolamentate vigilate dal Ministero della Giustizia (in particolare: notai, attuari e appunto assistenti sociali).

Dei 40mila assistenti sociali iscritti all’albo solo 6/7mila svolgono la libera professione, e sono quindi interessati direttamente ai parametri. Ma il decreto, che entra in vigore da oggi, è molto importante per l’intera categoria. “Il suo valore aggiunto – spiega Edda Samory, presidente dell’Ordine – è che la nostra professione, istituita nel 1993, ora viene codificata nelle sue attività. Il parametro rappresenta soprattutto un indicatore delle prestazioni a supporto generale della professione – prosegue Samory – serve ai professionisti per dirimere le questioni giuridiche, però rappresenta anche un indicatore delle questioni professionali cui si può fare riferimento per comprendere le competenze dell’assistente sociale“.

In allegato al decreto n. 106/2013 vi sono due tabelle (A e B) relative agli assistenti sociali. Nella prima sono riportate le cinque aree di competenza – relazionale; gruppi e comunità; didattico-formativa; studio e ricerca; progettuale, programmatoria e di amministrazione dei servizi. La tabella B, invece, per ogni singola area specifica il valore medio di liquidazione e la variazione ammessa, facendo una distinzione tra casi semplici e complessi.

L’elenco delle mansioni è stato stilato coinvolgendo direttamente gli organi di rappresentanza della categoria, grazie al dialogo che è aperto tra il Ministero della Giustizia e l’Ordine degli assistenti sociali, che da tempo stanno lavorando a un testo di riordino della professione, soprattutto sul fronte della formazione. L’organo di rappresentanza degli assistenti sociali chiede, infatti, una laurea magistrale di 5 anni, e a questo proposito sia alla Camera che al Senato sono state presentate due proposte di legge.

Decreto N. 106/2013 – Tabella A Decreto N. 106/2013 – Tabella B

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