Diritto

Giudice del lavoro: ampia competenza

Giudice del lavoro: ampia competenza
Rientrano nella competenza del giudice del lavoro anche le controversie previdenziali relative a forme di previdenza previste dall’autonomia collettiva, ancorché esse coinvolgono società assicuratrici estranee al sistema pubblicistico della previdenza ed assistenza sociale e anche se la controversia insorga non già tra le parti del rapporto di lavoro, bensì tra datore di lavoro e società assicuratrice, ovvero tra quest’ultima e il lavoratore, coinvolgendo posizioni attinenti al regime privatistico della polizza assicurativa, come la sua stipulazione e l’inclusione in essa dell’infortunio lamentato

Rientrano nella competenza del giudice del lavoro anche le controversie previdenziali relative a forme di previdenza previste dall’autonomia collettiva, ancorché esse coinvolgono società assicuratrici estranee ai sistema pubblicistico della previdenza ed assistenza sociale e anche se la controversia insorga non già tra le parti del rapporto di lavoro, bensì tra datore di lavoro e società assicuratrice, ovvero tra quest’ultima e il lavoratore, coinvolgendo posizioni attinenti al regime privatistico della polizza assicurativa, come la sua stipulazione e l’inclusione in essa dell’infortunio lamentato. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 7625 del 15 aprile 2015.

IL FATTO
Un dipendente esponeva al Tribunale di Roma che aveva sempre goduto, in adempimento degli obblighi nascenti dalla contrattazione collettiva aziendale, di una copertura assicurativa per gli infortuni professionali ed extra-professionali, all’uopo stipulata dalla società datrice di lavoro; egli aveva subito nel corso del tempo due infortuni per i quali rivendicava dalla società una integrazione del trattamento indennitario.
Pertanto chiedeva la condanna della società al pagamento in suo favore di somme a titolo di integrazione del trattamento indennitario.

Il giudice monocratico dichiarava l’incompetenza per materia del giudice adito.

La Corte di Appello ha condiviso la pronuncia del primo giudice, osservando che “la polizza assicurativa oggetto di causa veniva stipulata dal datore di lavoro in ottemperanza ad un obbligo di natura contrattuale (collettiva) e si configurava come una normale assicurazione contro i danni assoggettata allo schema legale di cui agli artt. 1904 e ss.”. Ha ritenuto che “il diritto all’indennizzo derivante dal contratto assicurativo è pertanto assoggettato al regime che gli è proprio, e non certo a quello dei crediti di natura assistenziale o previdenziale”. Ha concluso che la competenza sulle domande in esame fosse dunque del giudice civile.

Contro la sentenza ha proposto ricorso per cassazione il lavoratore, in particolare chiedendo alla Corte Suprema se la domanda di risarcimento danni azionata dal dipendente nei confronti della società, a seguito del duplice infortunio extra-lavorativo occorsogli, rientri nella sfera di competenza ratione materiae del giudice del lavoro, in quanto derivante dall’esecuzione di una polizza assicurativa antinfortunistica stipulata dalla suddetta parte datoriale in favore del proprio dipendente, in ottemperanza degli obblighi sanciti dalla contrattazione collettiva di categoria.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dal lavoratore. Per consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, l’art. 442 c.p.c., nel disciplinare le controversie in materia di previdenza e di assistenza obbligatorie, ha introdotto una completa equiparazione tra le controversie derivanti dall’applicazione delle norme di legge che disciplinano la materia (comma 1) e quelle relative all’inosservanza degli obblighi di assistenza e di previdenza derivanti da contratti e accordi collettivi (comma 2), di talché rientrano nella competenza del giudice del lavoro anche le controversie previdenziali relative a forme di previdenza previste dall’autonomia collettiva, ancorché esse coinvolgono società assicuratrici estranee ai sistema pubblicistico della previdenza ed assistenza sociale e anche se la controversia insorga non già tra le parti del rapporto di lavoro, bensì tra datore di lavoro e società assicuratrice, ovvero tra quest’ultima e il lavoratore, coinvolgendo posizioni attinenti al regime privatistico della polizza assicurativa, come la sua stipulazione e l’inclusione in essa dell’infortunio lamentato.

La stessa pronuncia della Suprema Corte n. 13140 del 1999 ribadisce in motivazione detto principio, pur ritenendo “che siano state assoggettate allo stesso regime processuale categorie di controversie che restano nettamente diversificate sul piano del diritto sostanziale, a cagione della radicale diversità dei rapporti ai quali, rispettivamente, ineriscono”.

Nel caso di specie, ha errato la Corte territoriale nel respingere la domanda con cui il lavoratore aveva impugnato la declinatoria di competenza del primo giudice – peraltro in una ipotesi di ripartizione degli affari tra giudice del lavoro e giudice civile appartenenti allo stesso ufficio giudiziario – rispetto ad una domanda avente ad oggetto obblighi di assistenza e di previdenza derivanti da fonte collettiva, ancorché insorta tra lavoratore e società assicuratrice.

Ne consegue l’accoglimento del ricorso e la cassazione della sentenza impugnata.

Rientrano nella competenza del giudice del lavoro anche le controversie previdenziali relative a forme di previdenza previste dall’autonomia collettiva, ancorché esse coinvolgono società assicuratrici estranee ai sistema pubblicistico della previdenza ed assistenza sociale e anche se la controversia insorga non già tra le parti del rapporto di lavoro, bensì tra datore di lavoro e società assicuratrice, ovvero tra quest’ultima e il lavoratore, coinvolgendo posizioni attinenti al regime privatistico della polizza assicurativa, come la sua stipulazione e l’inclusione in essa dell’infortunio lamentato.
Corte di Cassazione – Sentenza N. 7625/2015

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