Italia

Giù il reddito degli italiani, colpita dalla crisi una famiglia su tre. Il mattone piace sempre di meno

Una famiglia su 3 quest'anno è stata direttamente colpita dalla crisi, ossia nei percettori di reddito del nucleo familiare. Mentre per una famiglia su 4 (26%) il tenore di vita è seriamente peggiorato. Lo rileva l'indagine Acri-Ipsos (in occasione della 89ma Giornata mondiale del risparmio) dalla quale emerge però anche un'inversione del trend, con una timida ripresa della capacità degli italiani di risparmiare
Una famiglia su 3 quest’anno è stata direttamente colpita dalla crisi, ossia nei percettori di reddito del nucleo familiare. Mentre per una famiglia su 4 (26%) il tenore di vita è seriamente peggiorato. Lo rileva l’indagine Acri-Ipsos (in occasione della 89ma Giornata mondiale del risparmio) dalla quale emerge però anche un’inversione del trend, con una timida ripresa della capacità degli italiani di risparmiare

Con tutte le difficoltà che ne derivano, la crisi sembra avere fornito un insegnamento agli italiani, ossia che avere delle risorse da parte è molto importante per affrontare la vita con minore preoccupazione, se non con serenità, sia a livello individuale sia a livello Paese. Dalla 13esima edizione dell’indagine Acri-Ipsos sugli italiani e il risparmio emerge che il 45% di loro non vive tranquillo se non mette da parte dei risparmi. È un dato in lieve contrazione rispetto al 47% del 2012, ma comunque superiore al numero di coloro che risparmiano solo se questo non comporta troppe rinunce, che sono il 43%. Preferisce invece godersi la vita senza pensare a risparmiare meno di 1 italiano su 10 (9 per cento); un residuale 3 per cento non prende posizione al riguardo.

Il dato più importante dell’intera rilevazione 2013 è che, sia pur di poco, cresce la percentuale di italiani che negli ultimi dodici mesi sono riusciti a risparmiare (passando dal 28% del 2012 al 29%) mentre scendono le famiglie in saldo negativo, dal 31% al 30%. E anche la diminuzione delle famiglie in saldo negativo, seppur minima, segna un’inversione della tendenza al rialzo che durava dal 2010. È forse il segno che gli italiani sembrano aver trovato un assestamento nella crisi, seppur a prezzo di notevoli rinunce. Stabili al 40% sono le famiglie che consumano tutto quel che guadagnano, senza risparmiare ma al contempo senza intaccare i risparmi accumulati o ricorrendo a prestiti.

È interessante la situazione che si osserva nel Nord Est circa i trend di risparmio: si riducono di 6 punti percentuali coloro che non vivono tranquilli senza risparmio, mentre crescono di 6 punti percentuali coloro che fanno risparmi senza troppe rinunce. Aumentano di 4 punti percentuali coloro che sono riusciti effettivamente a risparmiare (dal 32% al 36%) e nel contempo calano di ben 8 punti percentuali le famiglie in saldo di risparmio negativo, dal 28% al 20%. Poiché questo dato si lega a un elevato e crescente pessimismo nel Nord Est, se ne può dedurre che in questa zona la ridefinizione dei panieri di spesa e l’eliminazione dei consumi superflui sia stata particolarmente incisiva e abbia migliorato la situazione delle famiglie per quanto riguarda i flussi di risparmio.

In lieve calo la percentuale di connazionali che nel corso negli ultimi 3 – 4 anni ha visto diminuire le proprie riserve di denaro, passando dal 64% del 2012 al 63%, circa 2 italiani su 3; mentre il 7 per cento dichiara di avere incrementato lo stock di risparmio cumulato nello stesso periodo (erano il 9 per cento nel 2012). In generale, la percezione degli italiani riguardo alla propria capacità futura di risparmiare è più negativa della loro effettiva odierna capacità di risparmio. Da un lato cresce la percentuale di quelli che sono riusciti a risparmiare (passati dal 28% al 29%) e scendono le famiglie in saldo negativo, dal 31% al 30%, dall’altro peggiora la fiducia nella propria capacità di risparmio per il futuro.

Combinando l’andamento del risparmio delle famiglie italiane nell’ultimo anno (2013) e le previsioni per quello futuro (2014), si delineano sei gruppi di tendenza rispetto al risparmio. Eccole:

  1. Famiglie con trend di risparmio positivo – hanno risparmiato nell’ultimo anno e lo faranno di più o nella stessa misura anche nei prossimi dodici mesi: sono il 14% (-2 punti percentuali rispetto al 2012 e -4 rispetto al 2011, quando il dato era il 18%);
  2. Famiglie con risparmio in risalita – hanno speso tutto senza fare ricorso a risparmi/debiti, ma nei prossimi dodici mesi pensano di risparmiare di più: sono il 5 per cento (in crescita rispetto al 4 per cento del 2012 e del 2011);
  3. Famiglie che galleggiano – hanno speso tutto senza fare ricorso a risparmi/debiti e pensano che lo stesso avverrà nel prossimo anno, oppure hanno fatto ricorso a risparmi/debiti, ma pensano di risparmiare di più nei prossimi dodici mesi: sono il 19% (-3 punti percentuali rispetto al 2012, stesso dato del 2011);
  4. Famiglie col risparmio in discesa – sono riuscite a risparmiare, ma temono di risparmiare meno nei prossimi dodici mesi: sono il 13% (in crescita di 3 punti percentuali rispetto al 2012, -1 rispetto al 2011);
  5. Famiglie in crisi moderata di risparmio – hanno consumato tutto il reddito e nei prossimi dodici mesi temono di risparmiare meno: sono il 18% (in aumento di 2 punti percentuali sul 2012 e di 4 rispetto al 2011);
  6. Famiglie in crisi grave di risparmio – hanno fatto ricorso ai risparmi accumulati e a debiti (famiglie in ‘saldo negativo’) e pensano che la situazione del prossimo anno sarà identica o si aggraverà: sono il 25%, 1 italiano su 4 (-1 rispetto al 2012, più 2 punti percentuali rispetto al 2011).

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