Lavoro

Gestione separata: blocco dell’aliquota per il 2014

Gestione separata: blocco dell'aliquota per il 2014
Per i lavoratori autonomi titolari di partita IVA, la percentuale di contribuzione dovuta all’INPS rimane al 27%

Per i lavoratori autonomi titolari di partita IVA, la percentuale di contribuzione dovuta all’INPS rimane al 27%.

La protesta sollevata dai professionisti senza albo e privi di cassa di categoria contro il progressivo aumento dei contributi pensionistici, da versare alla Gestione Separata dell’Inps, trova una prima risposta nel comma 521 del Disegno di Legge S 1120 (Legge di Stabilità per il 2014), approvato – con voto di fiducia,- dall’Aula del Senato lo scorso 26 novembre.

Viene infatti previsto che, per l’anno 2014, relativamente ai lavoratori autonomi titolari di partita IVA, la percentuale di contribuzione dovuta all’INPS sia pari al 27 per cento.

Nei confronti di questi soggetti non opererà, pertanto, il previsto aumento che, dall’1.1.2014 porta l’aliquota pensionistica al 28 per cento (a cui occorre aggiungere lo 0,72 per cento destinato a finanziare le prestazioni assistenziali).

L’intervento interessa, ovviamente, i soli iscritti alla Gestione separata in via esclusiva, in quanto a coloro che sono, invece, obbligatoriamente iscritti ad altre gestioni previdenziali o sono pensionati si applicherà, nel 2014, l’aliquota del 21 per cento.

Dopo l’aumento della percentuale di contribuzione alla Gestione separata del lavoro autonomo disposta dalla Legge di Stabilità del 2012, l’articolo 2, comma 57, della legge n. 92/2012 è nuovamente intervenuto, aumentando di un punto le aliquote contributive, a partire dal 2013 e fino al 2018, data in cui la contribuzione pensionistica alla Gestione Separata del lavoro autonomo va a coincidere con quella dei lavoratori subordinati.

A seguito dell’intervento del decreto legge n. 83/2012, articolo 46-bis, la progressione proposta dalla riforma lavoro è stata modificata, con lo slittamento di un anno per i soggetti iscritti esclusivamente alla Gestione separata: e l’aumento, inizialmente previsto dall’1.1.2013 scatterà, invece, a partire dal 1° gennaio 2014.

Le aliquote sono applicabili ai redditi conseguiti dagli iscritti alla Gestione separata fino al raggiungimento del massimale previsto dall’articolo 2, comma 18, della legge n. 335/1995 (pari, per l’anno 2012, ad euro 96.149,00).

Per quanto concerne l’accredito dei contributi, basato sul minimale di reddito di cui all’articolo 1, comma 3, della legge n. 233/1990, per l’anno 2012 detto minimale è pari ad euro 14.930,00. Pertanto gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene con l’aliquota del 18 per cento avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuo di euro 2.687,40 mentre gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene con l’aliquota del 27,72 per cento avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuale pari ad euro 4.138,60 (di cui 4.031,10 ai fini pensionistici). Qualora alla fine dell’anno il predetto minimale non fosse raggiunto, il numero dei mesi accreditabili è riproporzionato rispetto al valore dei versamenti contributivi.

Per i collaboratori coordinati e continuativi ed i percettori di redditi assimilati l’onere contributivo è ripartito per un terzo a carico del collaboratore e per due terzi a carico del committente. Del tutto diverso è, invece, il meccanismo previsto per i lavoratori autonomi dotati di partita IVA, su cui grava l’intero carico contributivo, fatta salva la facoltà di addebitare al cliente il 4 per cento del compenso, a titolo di rivalsa.

Appare evidente che la percentuale di contribuzione è già ora assai più elevata di quella, di norma, dovuta dalle altre categorie di lavoratori autonomi, per esempio rispetto al 21,75% dovuto da artigiani e commercianti o alle aliquote previste per la contribuzione alle casse pensionistiche di categoria.

Lo stop per il 2014 dà, perlomeno, il tempo di valutare l’opportunità di mantenere la totale equiparazione degli obblighi per tutti gli iscritti alla Gestione separata, stante che pur trattandosi comunque di lavoratori autonomi, ben diversa è la posizione dei collaboratori coordinati e continuativi, con o senza progetto, rispetto ai professionisti anche se non iscritti ad alcun albo.

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