Diritto

Gerico. Stop all’accertamento per motivi di salute

L’imprenditore che subisce, nel periodo d’imposta di riferimento, un intervento chirurgico delicato, con conseguente diminuzione della sua capacità di produrre ricavi, non può essere assoggettato agli studi di settore
L’imprenditore che subisce, nel periodo d’imposta di riferimento, un intervento chirurgico delicato, con conseguente diminuzione della sua capacità di produrre ricavi, non può essere assoggettato agli studi di settore

L’imprenditore che subisce, nel periodo d’imposta di riferimento, un intervento chirurgico delicato, con conseguente diminuzione della sua capacità di produrre ricavi, non può essere assoggettato agli studi di settore.

La sentenza. È quanto si evince dalla sentenza n. 56/30/13 della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, pubblicata il 9 aprile scorso. I giudici meneghini hanno infatti respinto l’appello dell’Agenzia delle Entrate, disattendendo le risultanze statistico – matematiche di “Gerico”, applicate a un contribuente esercente l’attività di impianti di climatizzazione.

La vicenda. La controversia è scaturita dall’impugnazione di un avviso di accertamento per Iva, Irpef e Irap 2003, con il quale si contestavano maggiori ricavi per 15.408 euro rispetto a quelli dichiarati. L’adita Commissione Tributaria Provinciale di Milano annullava l’atto, ritenendo che l’accertamento fosse stato adottato dell’Ufficio in base alla mera applicazione degli studi di settore, senza valutare e dimostrare che le presunzioni utilizzate per la determinazione dei compensi fossero effettivamente adottabili al caso concreto. In particolare, l’Ufficio non aveva preso in considerazione le circostanze relative allo stato di salute del contribuente, il quale aveva subito nell’anno oggetto di accertamento un importante intervento chirurgico (nella specie, “mastectomia, timpanoplastica e miringoplastica, con interessamento della catena ossiculare e del lambirinto”).

Cartelle cliniche e referti. Nel confermare la decisione di prime cure, la C.T.R. ha ricordato la giurisprudenza unanime in tema di studi di settore secondo la quale è onere dell’Amministrazione Finanziaria valutare le giustificazioni offerte dal contribuente in sede di contraddittorio endoprocedimentale e confutarle in maniera convincente, non essendo sufficiente emettere l’avviso di accertamento sulla base del mero scostamento. Nel caso specifico, quindi, l’Ufficio avrebbe dovuto attribuire il giusto peso alle cartelle cliniche e ai referti medici offerti dal contribuente, in relazione ai quali non era stata presentata querela di falso; cartelle e referti dai quali emergeva chiaramente che proprio all’inizio dell’anno 2003 i postumi dell’intervento chirurgico subito dal ricorrente ne avevano fortemente compromesso lo svolgimento dell’attività, vista la difficoltà per il medesimo di salire su ponteggi e scale, entrambe attività necessarie nell’attività di impiantistica di climatizzazione.

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