Lavoro

Garanzia Giovani operativa dal 1° maggio: cosa prevede?

Garanzia Giovani operativa dal 1° maggio: cosa prevede?
Dal prossimo primo maggio i giovani tra i 15 ed i 25 anni potranno registrarsi al portale Cliclavoro per poter accedere alla Youth Guarantee, un progetto europeo nato per favorire l’occupabilità dei giovani ed il loro avvicinamento al mercato del lavoro, entro quattro mesi dall’uscita dal sistema di istruzione formale o dall’inizio della disoccupazione

Dal prossimo primo maggio i giovani tra i 15 ed i 25 anni potranno registrarsi al portale Cliclavoro per poter accedere alla Youth Guarantee, un progetto europeo nato per favorire l’occupabilità dei giovani ed il loro avvicinamento al mercato del lavoro, entro quattro mesi dall’uscita dal sistema di istruzione formale o dall’inizio della disoccupazione.

Come annunciato dal Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, il prossimo 1° maggio dovrebbe partire il “Piano italiano di attuazione della Garanzia per i Giovani”, predisposto dalla Struttura di missione istituita presso il Ministero del Lavoro e composta dai
rappresentanti del Ministero del Lavoro, dal Presidente dell’ISFOL, dal Presidente di Italia Lavoro S.p.A., dal Direttore Generale dell’INPS, da tre rappresentanti designati dalla Conferenza Stato-Regioni, da un rappresentante designato dall’UPI e da un rappresentante designato dall’Unione Italiana CCIAA. A tal proposito si evidenzia che il Piano in questione fa parte della “Youth Guarantee”, ovvero del programma europeo nato per favorire l’occupabilità e l’avvicinamento dei giovani al mercato del lavoro attraverso un percorso che prevede una serie di misure, a livello nazionale e territoriale, finalizzate a facilitare la presa in carico dei giovani tra 15 e 25 anni al fine di offrire loro opportunità di orientamento, formazione e inserimento al lavoro.

Il Consiglio dell’Unione Europea, con la raccomandazione del 22 aprile 2013 sull’istituzione di una “Garanzia per i Giovani”, ha invitato tutti gli Stati membri ad assicurare ai giovani con meno di 25 anni, entro quattro mesi dal momento in cui escano dal sistema di istruzione formale o dall’inizio della disoccupazione:

  • un’offerta qualitativamente valida di lavoro;
  • il proseguimento degli studi;
  • un’offerta di un contratto di apprendistato;
  • la possibilità di svolgere tirocinio;
  • qualsiasi altra misura di formazione.

In generale, l’obiettivo della “Garanzia per i Giovani” è quello di offrire una risposta adeguata ai giovani che ogni anno si affacciano al mondo del lavoro dopo aver concluso il proprio ciclo di studi ma, considerato lo specifico contesto italiano, da noi sono previste anche azioni mirate ai giovani disoccupati e scoraggiati, che necessitano di una particolare attenzione da parte delle strutture preposte alle politiche attive del lavoro.
Infatti, da uno studio sull’attuazione del Piano italiano di gennaio scorso risulta che in Italia la fascia di età maggiormente colpita dalla crisi occupazionale è quella dei giovani con:

  • un tasso di disoccupazione giovanile, di età compresa fra i 15 ed i 24 anni, pari al 41,2% ad ottobre 2013;
  • un tasso di disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno vicino al 50%;
  • i giovani fra i 15 ed i 24 anni che non sono impegnati in alcuna attività lavorativa, né tantomeno inseriti in un percorso scolastico o formativo (i cosiddetti NEET), stimabili in circa un milione 273mila.

La Raccomandazione del Consiglio, comunque, distingue l’aspetto di riforma strutturale della Garanzia medesima – per la quale raccomanda un recepimento normativo – e l’introduzione di un ampio ventaglio di iniziative a favore dei giovani sostenute sia dal finanziamento previsto dal progetto europeo Youth Employment Initiative sia dal Fondo Sociale Europeo (FSE 2014-2020). Un primo intervento nel nostro Paese per attuare la Garanzia per i Giovani è già stato fatto con l’art. 5 del D.L. n. 76 del 28 giugno 2013 che ha istituito – presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – la già citata struttura di missione che, in attesa del riordino dei Servizi per l’Impiego, doveva:

  • operare per attuare la Youth Guarantee;
  • promuovere la ricollocazione dei lavoratori che beneficiano di interventi di integrazione salariale;
  • interagire con i diversi livelli di Governo preposti alla realizzazione delle relative politiche occupazionali;
  • definire le linee-guida nazionali per la programmazione degli interventi di politica attiva;
  • individuare criteri per l’utilizzo delle relative risorse economiche;
  • valutare gli interventi e proporre iniziative per integrare i sistemi informativi.

Posto quanto sopra, più in particolare, il progetto italiano prevede la realizzazione di una piattaforma tecnologica cui i giovani potranno accedervi e registrarsi attraverso vari punti di contatto:

  • il sito www.garanziaperigiovani.it (in fase di realizzazione);
  • il portale Cliclavoro;
  • i portali regionali;
  • i Servizi per l’Impiego e altri servizi competenti;
  • sportelli ad hoc che saranno aperti presso gli istituti di istruzione e formazione.

Dopo la registrazione è previsto che i giovani affrontino un primo colloquio in quella che viene definita la “fase di accoglienza”, in cui ad ogni giovane verrà indicato un percorso di orientamento individuale destinato a definire un progetto personalizzato di formazione o, in alternativa, lavorativo e professionale. E’ palese quindi che la finalità è quella di coordinare le attività di orientamento al lavoro con l’apparato produttivo ed il mondo dell’educazione – di cui fanno parte gli istituti scolastici, quelli di istruzione e formazione professionale e le università – attraverso gli operatori ed i nuovi supporti informatici.

Il colloquio. Il progetto prevede la necessità di dare a tutti i giovani interessati l’opportunità di un colloquio specializzato da parte di orientatori qualificati che li preparino all’ingresso nel mercato del lavoro con percorsi di costruzione del curriculum e di autovalutazione delle esperienze e delle competenze. Il Piano italiano vuole, altresì, incoraggiare interventi anche nei confronti dei giovani che non studiano e non lavorano (i cosiddetti Neet) o che hanno abbandonato precocemente gli studi, sostenendo percorsi verso l’occupazione, anche incentivati, attraverso servizi e strumenti che favoriscano l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

I percorsi. Ai giovani che avranno i requisiti verrà offerto un finanziamento diretto (bonus, voucher, ecc.) per accedere ad una serie di percorsi, tra cui:

  • l’inserimento con un contratto di lavoro dipendente;
  • l’avvio di un contratto di apprendistato;
  • l’avvio di un’esperienza di tirocinio;
  • l’impegno nel servizio civile;
  • la formazione specifica professionalizzante;
  • l’accompagnamento nell’avvio di una iniziativa imprenditoriale o di lavoro autonomo.

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