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Fisco, primo taglio agli oneri inutili

Fisco, primo taglio agli oneri inutili
Ecco la sforbiciata che l’Agenzia delle Entrate ha dato agli adempimenti ritenuti oramai obsoleti nell’ottica di una semplificazione fiscale

«fisco amico. È quello che vorrei sentirmi dire da tutte le associazioni di categoria». Con questo auspicio il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha aperto la presentazione delle semplificazioni fiscali che in via amministrativa potranno ridurre obblighi e oneri che oggi gravano su contribuenti e imprese. Anche il viceministro Luigi Casero, con delega alle Finanze, ha sottolineato come «il fisco amico sia uno dei temi fondamentali dell’azione di Governo». Azione che comunque – ha sottolineato ancora il viceministro – punta alla «riduzione delle tasse non perdendo di vista i problemi e i vincoli di bilancio».

In attesa di centrare questo obiettivo che interessa tre macro aree (imprese, lavoro e cittadini) per restituire liquidità al sistema produttivo, ha ricordato Casero, il Governo ha accelerato nella liquidazione dei rimborsi Iva. «A fine giugno 2012 erano stati liquidati 3,8 miliardi di euro, a inizio luglio 2013 sono già stati restituiti alle imprese 7,1 miliardi di rimborsi Iva».
Sulle procedure di accesso ai rimborsi Befera ha annunciato interventi per ridurre gli obblighi di comunicazione, soprattutto in relazione alle fideiussioni. Tra gli altri annunci attesi dalle associazioni di categoria e delle imprese, il direttore delle Entrate ha messo sul tavolo anche la definizione a breve del cosiddetto “errore per modico valore” che non sarà più considerato, come ha sottolineato Casero, doloso ma colposo. In sostanza Befera ha chiarito che nel caso di errori di importo ridotto il contribuente non si vedrà ricalcolare la sanzione sull’intero importo, ma solo su quanto non pagato, e non verranno annullati eventuali adesioni a strumenti deflattivi (come il ravvedimento).
Sul fatto che possa esistere un’evasione “tollerata”, ovvero che esista un’area di sommerso di privati, aziende, partiti, sindacati, verso i quali il fisco avrebbe un occhio di riguardo, Befera – a margine della conferenza stampa – ha tagliato corto definendola «una leggenda metropolitana».

Un piano ad ampio raggio quello anti-burocrazia presentato ieri che ha messo nel mirino 108 adempimenti obsoleti o per ottenere dati già noti (diventati 130 in corso d’opera) e su cui il vice direttore vicario Marco Di Capua ha lavorato da giugno 2012 in sinergia con le associazioni di categoria, muovendosi su quattro direttrici: semplificare gli studi di settore, ricalibrare le informazioni richieste con i modelli di dichiarazione, rivedere e snellire le comunicazioni “antievasione” o “antielusione” (spesometro, beni ai soci, leasing e noleggio, Paesi black list eccetera), migliorare i servizi online (Vies, Civis e i pagamenti con F24).

Per gli studi di settore, tra le principali novità in arrivo si segnala l’abrogazione dell’obbligo di invio del modello dei dati da parte delle imprese in fallimento. Cade, per l’annualità 2012, l’obbligo di presentazione del modello dei dati rilevanti ai fini degli studi da parte dei soggetti colpiti dal terremoto dell’Emilia, del Veneto e della Lombardia che dichiarano la cessazione dell’attività, la liquidazione volontaria o un periodo di non normale svolgimento dell’attività.
La cura dimagrante sui modelli ha colpito in particolare il quadro RU di Unico per i crediti d’imposta. Mentre dal 2014 andrà in soffitta il modello Iva 26LP per il riepilogo delle liquidazioni periodiche effettuate dalle società partecipanti alla procedura di liquidazione dell’Iva di gruppo.
Comunicazione semplice anche per lo “spesometro” e per i dati sui contratti di leasing e noleggio che viaggeranno in un unico modello, così come per le operazioni black list. Sul fronte online, inoltre, più servizi con il «Cassetto fiscale» e il canale Civis che apre le porte al 36-ter.
La deregulation amministrativa, ha ricordato Befera, è accompagnata in Parlamento dal Ddl di semplificazione a cui il tavolo di lavoro dell’Agenzia e categorie ha conferito un nutrito pacchetto di interventi che necessitano di una norma di legge. Tra queste le spese di vitto e alloggio dei professionisti corrisposte dal committente che non costituiranno più compensi in natura o la dichiarazione di successione che dovrà essere presentata solo se l’attivo supera i 75mila euro.

I principali capitoli del piano dell’amministrazione

Studi di settore. Gli inviti a presentare i modelli di comunicazione dei dati rilevanti saranno inseriti direttamente nella ricevuta telematica di trasmissione di Unico 2013; le imprese in procedura concorsuale non dovranno più presentare modelli; nessun modello (per il 2012) nemmeno per le imprese colpite dal sisma dell’Emilia

Dichiarazioni e modelli. Semplificato il quadro RU (varrà per tutti i crediti d’imposta); le minusvalenze da partecipazione superiori ai 5 milioni di euro, tutte le minusvalenze sopra i 50.000 euro e le variazioni dei criteri di valutazione dei beni d’impresa andranno in dichiarazione; abolito il modello Iva 26Lp; meno dati nel quadro EC di Unico; nuovi modelli per rimborsi a non residenti.

Beni ai soci. Saranno esclusi da comunicazioni: beni concessi al socio dipendente o lavoratore autonomo che costituiscono fringe benefit; beni di società o enti privati di tipo associativo che svolgono attività commerciale dati in godimento a enti non commerciali soci; alloggi delle coop edilizie a proprietà indivisa; finanziamenti a soci o familiari dell’imprenditore.

Catasto. Abolito il modello CDC per la comunicazione dei dati catastali in caso di cessione, risoluzione e proroga anche tacita dei contratti di affitto: verrà sostituito dal modello 69 (per chi effettua l’adempimento al Catasto) oppure da una comunicazione da spedire per via telematica con modalità che saranno fissate entro fine mese.

F24. Il modello sarà utilizzabile anche per pagare le imposte su successioni e donazioni, di registro, ipotecaria, catastale, di bollo e dei tributi speciali e l’Invim e la sua imposta sostitutiva. L’estensione dell’F24 a questi tributi avverrà con un provvedimento del direttore delle Entrate di prossima emanazione.

Cassetto fiscale. Diventerà consultabile anche da due intermediari per lo stesso contribuente, che quindi non dovrà più limitarsi a indicarne uno soltanto; i dati sull’iscrizione al Vies (operazioni intracomunitarie) saranno consultabili tramite questo servizio telematico dell’Agenzia delle Entrate.

Altri servizi online. I documenti richiesti per il controllo formale (articolo 36 del Dpr 600/73) saranno inviabili tramite Civis (il canale per l’assistanza fiscale); si potranno ottenere anche via Pec le abilitazioni per il servizio Entratel; più facile la registrazione per gli atti privati di locazione immobiliare (nuovo modello al posto del RLI).

Sid (Sistema interscambio dati). Più sicure per la privacy le comunicazioni degli intermediari all’Archivio rapporti finanziari; i dati su premi e contratti assicurativi saranno raccolti su un solo file; semplificazione delle modalità di comunicazione dei proventi percepiti da soggetti non residenti e da società residenti su titoli detenuti all’estero per i quali non si applica l’imposta sostitutiva.

Registratori di cassa. Entro l’anno sarà emanato un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate in base al quale gli esercenti non dovranno più inviare la dichiarazione di messa in servizio degli apparecchi, perché gli stessi dati sono già contenuti nella comunicazione che invia il soggetto che esegue la verifica periodica.

Comunicazioni al fisco. Nello spesometro le operazioni con ciascun cliente o fornitore si potranno comunicare anche una volta l’anno; più semplice il riepilogo fatture per importi fino a 300 euro al mese; spesometro utilizzabile anche per leasing e noleggio veicoli, barche e aerei; eliminate le causali obsolete per i trasferimenti da e verso l’estero di denaro, titoli e valori.

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