Fisco

Fisco: più selezione prima della verifica

Fisco: più selezione prima della verifica
La prova sul campo del nuovo redditometro dovrà garantire un valore medio di ogni accertamento più alto rispetto all’anno scorso

La prova sul campo del nuovo redditometro dovrà garantire un valore medio di ogni accertamento più alto rispetto all’anno scorso; per le grandi imprese, invece, entra a pieno regime il «tutoraggio», che nel 2012 ha abbracciato anche i soggetti con un fatturato fra i 100 e i 300 milioni di euro e che ora permette di far funzionare in pieno il regime della trasparenza. Sul versante dell’evasione estera debutta «Sonore», l’applicativo che permette di dare la caccia a chi trasferisce fittiziamente la residenza fuori Italia ma anche agli stranieri che vivono e lavorano da noi, ma trascurano i rapporti con il nostro fisco.

Insieme alle istruzioni operative sul nuovo redditometro, ieri l’Agenzia delle Entrate ha diramato anche le strategie che tutte le articolazioni territoriali dovranno seguire per recuperare i 10,2 miliardi messi a budget per il 2013: negli ultimi anni il preventivo è stato puntualmente superato (nel 2012 il consuntivo ufficiale parla di 12,5 miliardi contro i 10 fissati in partenza), anche se ora la crisi economica, il nuovo freno alle azioni esecutive e l’allungamento delle rateazioni possono influire sulle riscossioni effettive.

In questo quadro, per puntellare i propri risultati le strategie dell’amministrazione finanziaria puntano in maniera sempre più decisa sulla preselezione dei contribuenti da verificare, per fare in modo che le azioni puntino ogni volta su singoli obiettivi di peso e migliori il rapporto fra costi e risultati.
A questa regola si ispirano anche le strategie sull’accertamento sintetico del reddito delle persone fisiche, che grazie dall’attività di «analisi e selezione delle posizioni più significative» devono portare a «un ammontare mediano della maggiore imposta accertata e definita superiore rispetto a quello ottenuto nell’anno precedente». Numeri ufficiali alla mano, del resto, l’amministrazione punta a ottenere con ciascuno dei 35mila accertamenti sintetici una dote media intorno ai 25mila euro, per cui è verosimile che in genere gli scostamenti fra reddito presunto e dichiarato che saranno messi sotto esame saranno maggiori.

Un altro strumento a debuttare quest’anno in versione completa sul terreno dei controlli è il tutoraggio fiscale destinato alle grandi imprese. Nel 2012 l’attività si è infatti estesa a tutte le aziende con un volume d’affari superiore ai 100 milioni di euro indicati nella normativa di riferimento, completando così la rete di informazioni sulla base delle quali l’amministrazione può scegliere i soggetti da controllare.
Tutoraggio e trasparenza nascono infatti per “premiare” le aziende che mostrano un maggior grado di trasparenza nei rapporti con il fisco, e permettono alle direzioni regionali di attribuire un «profilo di rischio» su misura per ogni soggetto. Per chi può vantare un profilo di rischio basso per due anni consecutivi, spiegano le istruzioni diffuse ieri, il tutoraggio 2013 potrà limitarsi «al mero aggiornamento» dei dati con le ultime dichiarazioni e bilanci.

Il capitolo imprese guarda anche con attenzione all’esterovestizione e alla creazione di stabili organizzazioni occulte. Se un caso di questi promette accertamenti superiori ai 100 milioni, gli uffici provinciali dell’Agenzia dovranno creare una task force fra le professionalità di punta impegnate nelle medie imprese, chiamate a lavorare a stretto contatto con il capo dell’ufficio Controlli, la direzione regionale e l’ufficio Grandi contribuenti.

Le tasse che sfuggono all’estero sono però un tema strategico anche quando gli importi sono inferiori.
Su questo versante viene arruolato un nuovo applicativo (il «Sonore»), che deve individuare anche i casi speculari alla classica “esterovestizione”, vale a dire i contribuenti stranieri che vivono e lavorano da anni in Italia ma non hanno mai regolarizzato il loro rapporto con il fisco di casa nostra.

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