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Fisco: dal 2015 ravvedimento operoso senza limiti

Fisco: dal 2015 ravvedimento operoso senza limiti
Le violazioni saranno sanabili anche dopo il verbale e senza limiti di tempo. Nell’ottica di recuperare risorse tributarie attraverso la tax compliance, la bozza del disegno di legge di Stabilità 2015 prefigura una forte espansione dell’istituto del ravvedimento operoso

Irregolarità con il Fisco? Il contribuente potrà ricorrere al ravvedimento operoso anche se è già in corso una verifica fiscale: lo prevede l’articolo 44 (commi 11 e seguenti) della Legge di Stabilità 2015. Cambiano anche le sanzioni per chi volontariamente sana errori e omissioni, con ulteriori scadenze rispetto agli attuali tre scaglioni (ravvedimento sprint, breve e lungo). In soldoni vengono introdotti un ravvedimento intermedio e due molto lunghi (fino e oltre 2 anni).

Più accessibilità
I motivi di preclusione diminuiscono: oggi il contribuente può ricorrere al ravvedimento operoso solo nel caso in cui «la violazione non sia già stata contestata e comunque non siano iniziati accessi, verifiche, ispezioni, o altre attività amministrative di accertamento» da parte del Fisco di cui il contribuente sia stato formalmente messo a conoscenza (comma 1, articolo 13, D.Lgs n. 472/97).
La nuova manovra economica al punto 2, comma 14, dell’articolo 44, limita le preclusioni alla notifica degli atti di liquidazione e accertamento. Significa che se è in corso un’attività ispettiva o contestazione limitata al pvc (processo verbale di contestazione), il contribuente può ancora ricorrere al ravvedimento.

Maggiore compliance
La norma va incontro alla nuova esigenza di aumentare la compliance fiscale, ovvero la collaborazione fra Fisco e contribuente. I commi 11 e 12 prevedono che l’Agenzia delle Entrate comunichi per via telematica al contribuente, o al professionista che lo assiste, tutte le informazioni in suo possesso su ricavi, entrate, reddito, segnalando il modo corretto di valutare detrazioni, deduzioni e agevolazioni a disposizione.

Più tempo
Le nuove ipotesi, in sostanza, incrementano la graduazione del trattamento premiale per la regolarizzazione degli errori ed omissioni in genere, espresso da una riduzione della sanzione via via decrescente in rapporto alla tardività della regolarizzazione, prevedendo:
a-bis) la riduzione della sanzione a 1/9 del minimo, se la regolarizzazione delle violazioni avviene entro il 90° giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione, ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro 90 giorni dall’omissione o dall’errore;
b-bis) la riduzione della sanzione a 1/7 del minimo, se la regolarizzazione delle violazioni avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro due anni dall’omissione o dall’errore;
b-ter) la riduzione della sanzione a 1/6 del minimo, se la regolarizzazione delle violazioni avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, oltre due anni dall’omissione o dall’errore.
La nuova lettera a-bis), che reca una previsione intermedia fra quelle delle attuali lettere a) (che però riguarda solo gli omessi versamenti) e b), si applicherà in tutti i settori tributari. Le lettere b-bis) e b-ter), invece, si applicheranno esclusivamente ai tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate.

In ordine a questo “sconfinamento temporale”, occorre infine segnalare ancora due novità del disegno di legge:

  • la modifica all’art. 2, comma 8, D.P.R. n. 322/1998, concernente la dichiarazione integrativa (pro-fisco, secondo l’amministrazione), che mira a sostituire l’incipit attuale, che fa salva l’applicazione delle sanzioni, con le parole “Ferma restando l’applicazione dell’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472”; questa modifica potrebbe stare a significare che la presentazione della dichiarazione integrativa deve avvenire nell’ambito del ravvedimento operoso e deve pertanto essere accompagnata dal contestuale pagamento spontaneo delle sanzioni ridotte;
  • la rimodulazione della decorrenza dei termini per la notifica delle cartelle di pagamento e degli accertamenti, che nell’ipotesi di presentazione di dichiarazione integrativa, ovvero di regolarizzazioni di errori ed omissioni che non comportano dichiarazione, termini che decorrerebbero, rispettivamente, dalla presentazione della dichiarazione integrativa o dalle regolarizzazioni.

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