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Fisco: Casero, vicina fine segreto bancario

Fisco: Casero, vicina fine segreto bancario
Il viceministro dell’Economia Luigi Casero, intervenuto in Commissione Finanze al Senato, ha illustrato i recenti progressi compiuti nella lotta all’evasione fiscale internazionale dopo la firma degli accordi con Svizzera, Liechtenstein e Principato di Monaco

“La fine del segreto bancario è sempre più vicina” grazie agli accordi internazionali, sia quelli multilaterali che prevedono fra il 2017 e il 2018 lo scambio automatico di informazioni fra Paesi sia quelli bilaterali che consentono in termini più ravvicinati lo scambio su richiesta. Lo ha detto il viceministro dell’Economia, Luigi Casero, ascoltato in commissione Finanze del Senato. In questo quadro, ha ricordato “si inserisce la legge sulla voluntary disclosure” che “è l’ultima chance disponibile, una last call” dato che il sistema di “trasparenza totale” nel 2018 “avrà chiuso definitivamente le porte al sistema evasivo internazionale che è esistito ed ha appesantito la situazione economica di questo Paese”. L’obiettivo complessivo, ha ricordato Casero, è quello di “chiudere i buchi neri, questa possibilità di far uscire dal Paese in modo opaco e non trasparente fondi derivati da evasione”.

Vita sempre più difficile per gli evasori, dunque, soprattutto in relazione ai recenti accordi sulla trasparenza dei rapporti finanziari firmati con Svizzera, Lichtenstein e Principato di Monaco.
Con l’avvenuta sottoscrizione di un Protocollo di modifica alla vigente Convenzione contro le doppie imposizioni, il 23 febbraio 2015 Italia e Svizzera hanno ridefinito i criteri per lo scambio di informazioni fiscali, uniformandoli a quelli previsti dall’art. 26 del modello OCSE. Le medesime finalità sono perseguite dagli Accordi con Vaduz e Monaco, incentrati sul modello OCSE di Tax Information Exchange Agreement (TIEA) e firmati, rispettivamente, il 26 febbraio e 2 marzo 2015.

La sottoscrizione di tali accordi – ha osservato il viceministro – rappresenta un incentivo all’adesione alla procedura di collaborazione volontaria per il rientro dei capitali. Per effetto delle previsioni contenute nella legge N. 186/2014, infatti, le agevolazioni riconosciute per l’emersione dei capitali detenuti in Paesi collaborativi, trovano applicazione anche nei confronti degli investimenti in Paesi black-list che abbiano firmato, entro il 2 marzo 2015, un accordo con l’Italia in materia di scambio di informazioni ai fini fiscali.
Lo scambio delle informazioni avverrà, in una prima fase, su richiesta. Per quanto concerne lo scambio automatizzato, invece, l’appuntamento è rinviato al 2017.

“Anche grazie all’impulso dell’Italia nelle sedi internazionali – ha affermato il presidente della commissione Finanze al Senato, Mauro Maria Marino – nel 2017 quasi 100 Paesi renderanno operativo lo standard elaborato dall’OCSE per lo scambio obbligatorio e automatico delle informazioni finanziarie sui patrimoni detenuti dai non residenti. È uno scenario di rottura col passato che, grazie anche alla voluntary disclosure, consentirà di contrastare l’evasione fiscale, recuperare gettito e quindi ridurre la pressione fiscale sui contribuenti. La Commissione – conclude – lavorerà in stretto rapporto col governo per rendere operativi gli accordi e modificare le norme ove necessario, a partire dalla ratifica dell’accordo FATCA”.

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