Diritto

Fatture soggettivamente inesistenti: l’Ufficio deve provare anche la malafede del contribuente

In caso di contestazione di fatture soggettivamente inesistenti, spetta all’Ufficio non solo provare l’alterità soggettiva dell’imputazione delle operazioni, ma anche che il cessionario sapeva o avrebbe potuto sapere di partecipare ad una frode Iva

ABBONATI PER LEGGERE L'ARTICOLO

Gli abbonati ci aiutano a garantire una costante informazione. Come utente abbonato potrai:

Leggere e salvare tutti gli articoli su pc e tablet

Consultare la banca dati

Richiedere consulenze

Ricevere la newsletter

Tags

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close