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Fatturazione elettronica PA: Agenzia delle Entrate contraria al rinvio

Fatturazione elettronica PA: Agenzia delle Entrate contraria al rinvio
Nessun rinvio della scadenza del 31 marzo 2015 per l’introduzione a regime della fatturazione elettronica nei confronti di tutte le Pubbliche Amministrazioni. Questa la richiesta avanzata dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate durante un’audizione parlamentare

L’Agenzia delle Entrate ha espresso la propria contrarietà rispetto alle ipotesi di rinvio del termine del 31 marzo 2015 previsto per l’estensione a tutte le Pubbliche Amministrazioni dell’obbligo di fatturazione elettronica da parte dei fornitori; obbligo attualmente limitato a ministeri, agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza e assistenza sociale. La richiesta è stata avanzata dal Direttore Generale delle Entrate, Rossella Orlandi, durante un’audizione del 3 dicembre 2014 in Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria.

“Nell’attuale scenario normativo – ha sottolineato la Orlandi – sono convinta che il passaggio dalla fattura cartacea a quella elettronica costituisca un percorso irreversibile che, a regime, porterà vantaggi per tutti, comprese imprese e professionisti, in quanto va nella direzione della semplificazione degli adempimenti amministrativi”.

L’Agenzia delle Entrate, ha precisato Orlandi, partecipa all’intero processo nel ruolo di gestore del Sistema di Interscambio, a supporto del processo di ricezione delle fatture e di inoltro alle amministrazioni destinatarie.
Dal 6 giugno al 30 novembre 2014, in particolare, il Sistema di Interscambio ha ricevuto 1.482.283 fatture elettroniche di cui oltre 294.000 (il 19,8%) sono state scartate per errori formali. Questo elemento aveva indotto il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, Gerardo Longobardi, a chiedere il rinvio dell’estensione a tutte le amministrazioni pubbliche.

Nell’illustrare i dati, la Orlandi ha tuttavia precisato che nella maggior parte dei casi il motivo degli scarti è riconducibile a problematiche facilmente risolvibili e che non determinano difficoltà nell’efficacia del processo. Inoltre, il numero dei file scartati per errori derivanti da una difficoltà nell’utilizzo dei supporti (formato, regole di colloquio) è pari a 97.789, ovvero poco più del 6% dei file ricevuti nel periodo di osservazione. Più precisamente:

  • il 7,6% dei file sono stati scartati per errori compiuti nella nominazione del file;
  • l’1,9% dei file sono stati scartati perché inviati più di una volta al Sistema di Interscambio;
  • l’1,8% dei file sono stati scartati per problemi legati alla firma digitale;
  • l’1,9% dei file sono stati scartati perché inviati ad Enti censiti nell’Indice della P.A. ma non ancora soggetti all’obbligo.

Il Direttore delle Entrate ha poi replicato alla proposta avanzata dal CNDCEC di utilizzare i server della SOGEI per la conservazione sostitutiva delle fatture, limitando così i costi per le imprese. La soluzione in questione – ha precisato la Orlandi – non è praticabile alla luce dell’attuale sistema normativo (art. 1, comma 9, legge n. 244/2007) che obbliga sia il soggetto emittente sia il destinatario alla conservazione sostitutiva.

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