Diritto

Fallimento: credito IRAP ammesso in privilegio

Fallimento: credito IRAP ammesso in privilegio
Il credito IRAP deve essere ammesso in “privilegio” al passivo fallimentare attesa la natura erariale e diretta del tributo in esame

In tema di ammissione in privilegio del credito IRAP, l’assunzione da parte dell’IRAP della medesima rilevanza dell’ILOR nell’ambito del sistema tributario nazionale legittima l’applicazione del privilegio in questione ai relativi crediti, in virtù di un’interpretazione estensiva della norma codicistica giustificata, oltre che dall’identità della ragione del credito, dalla fondamentale esigenza, comune a tutti i crediti individuati dalla norma in esame, di reperire in tempi brevi i mezzi necessari per consentire allo Stato ed agli altri enti pubblici di assolvere i loro compiti istituzionali. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 1858 del 2 febbraio 2015.

IL FATTO
Il caso trae origine dal contenzioso instaurato dalla società concessionaria per la riscossione tributi e la curatela fallimentare. Il Tribunale ha respinto l’opposizione al passivo proposta dalla Equitalia S. S.p.A., quale concessionario della provincia per la riscossione dei tributi, con la quale essa chiedeva l’ammissione in privilegio (ai sensi dell’art. 2752, comma 1, codice civile) del credito per imposta regionale sulle attività produttive relativa all’anno 2005.

Premesso che le norme che disciplinano i privilegi, in quanto poste in deroga al principio di cui all’art. 2741 cod. civ., hanno carattere eccezionale e tassativo, e non sono quindi suscettibili di applicazione analogica, il Tribunale ha negato anche l’ammissibilità di un’interpretazione estensiva, ritenendo significativa la peculiarità della base imponibile dell’IRAP, la quale non è un’imposta sul reddito (onde non è assimilabile all’ILOR), ma reale, che colpisce il valore aggiunto prodotto da un’attività autonomamente organizzata, mentre tale base imponibile comprende anche il costo del lavoro, gli interessi passivi, i proventi straordinari, tanto che i criteri di calcolo della base imponibile possono comportarne l’applicazione anche a soggetti che nel periodo d’imposta non abbiano conseguito alcun reddito.

Contro la sentenza proponeva ricorso per cassazione Equitalia S. S.p.A., in particolare denunciando la violazione dell’art. 2752 del codice civile citato, sostenendo che, nell’escludere l’applicabilità del privilegio, il Tribunale non ha verificato la possibilità di un’interpretazione estensiva della norma in esame, giustificata dalla natura erariale e diretta del tributo in esame, che fra le altre imposte ha sostituito anche l’ILOR, anche tenuto conto della normativa sopravvenuta (D.L. n. 159/2007), che ha espressamente esteso il rango privilegiato al credito IRAP.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società concessionaria. Sul punto, gli Ermellini confermano l’orientamento giurisprudenziale secondo cui il privilegio previsto a favore dei crediti per tributi diretti dello Stato trova applicazione anche ai crediti per IRAP sorti in epoca anteriore all’entrata in vigore della richiamata normativa del 2007 che ha modificato l’art. 2752 del codice civile, prevedendo espressamente l’applicabilità della causa di prelazione ai crediti per IRAP. Ciò in quanto l’imposta in questione, istituita dal D.Lgs. n. 446/1997 contestualmente all’abolizione dell’ILOR e destinata ad integrare il gettito finanziario venuto meno per effetto di tale provvedimento, condivide infatti con l’imposta soppressa la natura di tributo erariale a carattere reale, essendo disciplinata dalla legge statale, rispetto alla quale le Regioni a statuto ordinario sono attributarie di competenze meramente attuative, ed avendo come base imponibile il valore aggiunto prodotto dalle attività autonomamente organizzate esercitate sul territorio regionale; essa è inoltre assoggettata alla medesima disciplina dell’ILOR per quanto riguarda l’accertamento, la riscossione ed il contenzioso, ed è equiparata alla stessa ai fini dell’applicazione dei trattati internazionali in materia tributaria.

Pertanto, l’assunzione da parte dell’IRAP della medesima rilevanza dell’ILOR nell’ambito del sistema tributario nazionale legittima l’applicazione del privilegio in questione ai relativi crediti, in virtù di un’interpretazione estensiva dell’art. 2752 del codice civile, giustificata, oltre che dall’identità della ragione del credito, dalla fondamentale esigenza, comune a tutti i crediti individuati dalla norma in esame, di reperire in tempi brevi i mezzi necessari per consentire allo Stato ed agli altri enti pubblici di assolvere i loro compiti istituzionali.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 1858/2015

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