Lavoro

Esposizione a rischio patogeno protratto anche oltre il quindicennio: istruzioni INAIL

Esposizione a rischio patogeno protratto anche oltre il quindicennio: istruzioni INAIL
L’INAIL fornisce le istruzioni per la trattazione delle domande presentate nel caso di aggravamento verificatosi dopo il quindicennio dalla data della denuncia a seguito di tecnopatia riconosciuta senza postumi indennizzabili in rendita

A seguito della sentenza della Corte Costituzionale 12 febbraio 2010, n. 46 che ha in argomento l’esposizione a rischio patogeno protratto anche oltre il quindicennio dalla data della denuncia, con la circolare n. 32 del 24 febbraio 2015 l’INAIL fornisce le istruzioni per la trattazione delle domande presentate nel caso di aggravamento verificatosi dopo il quindicennio dalla data della denuncia a seguito di tecnopatia riconosciuta senza postumi indennizzabili in rendita.

Come noto, il legislatore del 2000, dopo aver definito il danno biologico come “la lesione all’integrità psico-fisica, suscettibile di valutazione medico-legale, della persona” ha stabilito che la menomazione conseguente a quella lesione viene indennizzata con una prestazione economica che sostituisce la rendita per inabilità permanente di cui all’art. 66, n. 2, D.P.R. 1124/1965.
Ciò posto, occorre considerare anche l’ipotesi di domanda di aggravamento di malattia professionale anche nei casi in cui, pur non essendovi stata la costituzione di una rendita, la protrazione dell’esposizione a rischio morbigeno riguardi un tecnopatico dichiarato guarito senza postumi indennizzabili o indennizzato in capitale ai sensi dell’art. 13 D.Lgs. 38/2000.

Le fattispecie che potrebbero verificarsi sono le seguenti:

  • la malattia professionale, denunciata a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. 38/2000, è stata riconosciuta ma non indennizzata in capitale (grado di menomazione inferiore al 6%). In tale caso, l’aggravamento verificatosi dopo la scadenza del quindicennio dalla data della denuncia dev’essere considerato nuova malattia se ricorre la protrazione dell’esposizione, oltre la data della predetta denuncia, all’agente patogeno che ha causato la malattia professionale;
  • la malattia professionale, denunciata a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. 38/2000, è stata indennizzata in capitale (grado di menomazione dal 6 al 15%). In tale caso, l’aggravamento verificatosi dopo la scadenza del quindicennio dalla data della denuncia dev’essere considerato nuova malattia se ricorre la protrazione dell’esposizione, oltre la data della predetta denuncia, all’agente patogeno che ha causato la malattia professionale;
  • la malattia professionale, denunciata prima dell’entrata in vigore del D.Lgs. 38/2000, è stata riconosciuta ma non indennizzata in rendita (grado di inabilità inferiore all’11%). In tale caso, l’aggravamento verificatosi dopo la scadenza del quindicennio dalla data della denuncia dev’essere considerato nuova malattia se ricorre la protrazione dell’esposizione, oltre la data della predetta denuncia, all’agente patogeno che ha causato l’origine professionale della patologia.

Quando disposto nella circolare dovrà essere applicato ai casi futuri, alle fattispecie in istruttoria e a quelle per le quali sono in atto controversie amministrative o giudiziarie o, comunque, non prescritte o decise con sentenza passata in giudicato.

INAIL – Circolare N. 32/2015

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *