Lavoro

Esperto qualificato in radiazioni ionizzanti: attestazione del tirocinio

L’attestato di tirocinio per l’ammissione agli esami di accertamento per l’iscrizione nell’elenco nominativo degli esperti qualificati in materia di radiazioni ionizzanti è rilasciato al candidato dall’esercente delle sorgenti di radiazioni ionizzanti sul modello predisposto dal Ministero del Lavoro
L’attestato di tirocinio per l’ammissione agli esami di accertamento per l’iscrizione nell’elenco nominativo degli esperti qualificati in materia di radiazioni ionizzanti è rilasciato al candidato dall’esercente delle sorgenti di radiazioni ionizzanti sul modello predisposto dal Ministero del Lavoro

L’attestato di tirocinio per l’ammissione agli esami di accertamento per l’iscrizione nell’elenco nominativo degli esperti qualificati in materia di radiazioni ionizzanti è rilasciato al candidato dall’esercente delle sorgenti di radiazioni ionizzanti sul modello predisposto dal Ministero del Lavoro. L’attestazione deve essere allegata alla domanda di ammissione all’esame di abilitazione. Deve essere segnalato che i periodi di tirocinio sono stati comunicati fin dal loro inizio alla Direzione Territoriale del Lavoro competente per territorio. Il tirocinio propedeutico non è richiesto per coloro che sono in possesso di diploma di specializzazione post-laurea in fisica sanitaria o specializzazioni equipollenti.

La figura dell’esperto qualificato
Ai sensi della normativa specifica di sicurezza, il datore di lavoro, in presenza di rischi dovuti a radiazioni ionizzanti presenti in azienda, deve assicurare la sorveglianza fisica del personale impiegato per mezzo di un esperto qualificato, il cui nominativo deve essere comunicato alla Direzione Territoriale del Lavoro competente per territorio e al quale vanno forniti i mezzi e le informazioni nonché assicurare le condizioni necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti. Le funzioni di esperto qualificato non possono essere assolte dalla persona fisica del datore di lavoro stesso, né dai dirigenti che eserciscono e dirigono l’attività lavorativa, né dai preposti che ad essa sovrintendono, né dai funzionari pubblici addetti alla vigilanza della norma prevenzionistica (D.Lgs. n. 230/1995 e s.m.i.).

L’esperto qualificato, nell’esercizio della sorveglianza fisica per conto del datore di lavoro, deve assolvere a svariati obblighi, fra i quali i più importanti sono l’effettuazione:

  • della valutazione dei rischi da radiazioni ionizzanti, con la redazione del relativo documento di radioprotezione;
  • dell’esame e della verifica delle attrezzature, dei dispositivi e degli strumenti di protezione dalle radiazioni;
  • della sorveglianza ambientale di radioprotezione nelle zone controllate e sorvegliate;
  • della valutazione delle dosi e delle introduzioni di radionuclidi per i lavoratori esposti;
  • dell’assistenza nell’individuazione e nell’adozione delle azioni da compiere in caso di incidente radiologico.

Lo svolgimento della professione di esperto qualificato è soggetta ad abilitazione. Presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione generale della tutela delle condizioni di lavoro e delle relazioni industriali, è istituito infatti un elenco nominativo degli esperti qualificati abilitati, ripartito secondo i seguenti gradi:

  • abilitazione di primo grado, per la sorveglianza fisica delle sorgenti costituite da apparecchi radiologici che accelerano elettroni con tensione massima, applicata al tubo, inferiore a 400 kV;
  • abilitazione di secondo grado, per la sorveglianza fisica delle sorgenti costituite da macchine radiogene con energia degli elettroni accelerati compresa tra 400 keV e 10 MeV, o da materie radioattive, incluse le sorgenti di neutroni la cui produzione media nel tempo, su tutto l’angolo solido, sia non superiore a 104 neutroni al secondo;
  • abilitazione di terzo grado, per la sorveglianza fisica degli impianti nucleari e delle altre sorgenti di radiazioni diverse da quelle previste per le abilitazioni di primo e secondo grado.

L’abilitazione di grado superiore comprende anche quelle di grado inferiore.

I titoli per l’ammissione all’esame di abilitazione
Per l’iscrizione nell’elenco nominativo degli esperti qualificati, l’aspirante deve superare l’apposito esame di accertamento della capacità tecnico-professionale che si tiene annualmente a Roma presso il Ministero del Lavoro. Per l’accesso all’esame sono richiesti i seguenti titoli professionali:

  • per l’abilitazione di primo grado: laurea o diplomi universitari (laurea breve) in fisica, o in chimica, o in chimica industriale o in ingegneria e un periodo di tirocinio di almeno 120 giorni lavorativi presso strutture che utilizzano sorgenti di radiazioni per le quali è richiesta l’abilitazione di primo grado e sotto la guida del relativo esperto qualificato;
  • per l’abilitazione di secondo grado: laurea o diplomi universitari (laurea breve) in fisica, o in chimica, o in chimica industriale o in ingegneria, il periodo di tirocinio di primo grado ed un periodo di tirocinio di almeno 120 giorni lavorativi presso strutture che utilizzano sorgenti per le quali è richiesta l’abilitazione di secondo grado e sotto la guida del relativo esperto qualificato;
  • per l’abilitazione di terzo grado: laurea in fisica, o in chimica o in chimica industriale o in ingegneria, i periodi di tirocinio di primo e secondo grado ed un periodo di tirocinio di almeno 120 giorni lavorativi presso strutture che utilizzano acceleratori di elettroni di energia superiore a 10 MeV o acceleratori di particelle diverse dagli elettroni, o presso impianti nucleari, sotto la guida del relativo esperto qualificato.

Il tirocinio propedeutico non è richiesto per coloro che sono in possesso di diploma di specializzazione post-laurea in fisica sanitaria o specializzazioni equipollenti.

L’attestato di tirocinio
La circolare n. 36 del 24 dicembre 2014 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali chiarisce e disciplina i contenuti documentali dell’attestazione del tirocinio; l’attestazione sarà poi da allegare alla domanda di ammissione all’esame di abilitazione per l’iscrizione nell’elenco nominativo degli esperti qualificati. Il Ministero, al fine di uniformare le modalità operative, ha predisposto uno standard di modello, allegato alla circolare, da utilizzare da parte dei candidati interessati, in modo tale da consentire l’acquisizione delle informazioni necessarie per sostenere l’esame.

L’attestatodi tirocinio è rilasciato al candidato, sul modello predisposto, dall’esercente delle sorgenti di radiazioni ionizzanti, mediante una certificazione resa ai sensi del D.P.R. n. 445/2000 e s.m.i.. L’esercente deve dichiarare l’effettuazione, presso la propria struttura lavorativa, da parte dall’aspirante esperto qualificato:

  • delle 120 giornate lavorative (dalla data di inizio alla data di fine) di tirocinio per l’ammissione all’esame di abilitazione per l’iscrizione nell’elenco nominativo di PRIMO GRADO, sotto la guida del relativo esperto qualificato, di cui va indicato il nominativo;
  • delle 120 giornate lavorative (dalla data di inizio alla data di fine) di tirocinio per l’ammissione all’esame di abilitazione per l’iscrizione nell’elenco nominativo di SECONDO GRADO, sotto la guida del relativo esperto qualificato, di cui va indicato il nominativo;
  • delle 120 giornate lavorative di tirocinio (dalla data di inizio alla data di fine) per l’ammissione all’esame di abilitazione per l’iscrizione nell’elenco nominativo di TERZO GRADO, sotto la guida del relativo esperto qualificato, di cui va indicato il nominativo.

Inoltre l’esercente deve indicare, per ciascuno dei periodi di tirocinio, l’elenco delle sorgenti di radiazioni ionizzanti utilizzate, fornendo le informazioni tecniche utili a definire le sorgenti per le quali è stato effettuato il relativo tirocinio di primo, secondo, terzo grado.
Infine va data contezza che i periodi di tirocinio sono stati comunicati fin dal loro inizio alla Direzione Territoriale del Lavoro competente per territorio; tale comunicazione è prevista dalla normativa per attivare i controlli da parte dell’autorità cui è affidata la vigilanza in materia.

Ministero del Lavoro – Circolare N. 36/2014

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *