Diritto

Esonero TARSU: sempre necessaria la denuncia

Esonero TARSU: sempre necessaria la denuncia
Il verbale di accesso redatto dai tecnici comunali nel corso del procedimento amministrativo di accertamento d’ufficio della Tarsu, ove vengono identificate le aree sottoponibili a tassazione e la loro destinazione, non rende superflua la presentazione della denuncia ai fini dell’esonero dal pagamento della tassa

In tema di occupazione di aree nel territorio comunale, per quanto attiene alla quantificazione della tassa è posto a carico dell’interessato (oltre all’obbligo della denuncia, D.Lgs. n. 507 del 1993, ex art. 70) un onere di informazione, al fine di ottenere l’esclusione di alcune aree dalla superficie tassabile, ponendosi tale esclusione come eccezione alla regola generale secondo cui al pagamento del tributo sono astrattamente tenuti tutti coloro che occupano o detengono immobili nel territorio comunale. Il verbale di accesso redatto dai tecnici comunali nel corso del procedimento amministrativo di accertamento d’ufficio della Tarsu non rende superflua la presentazione della denuncia. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 5047 del 13 marzo 2015.

IL FATTO
Il caso trae origine da una sentenza con cui la Commissione Tributaria Regionale della Campania ha rigettato l’appello proposto da una società avverso la decisione della Commissione Tributaria Provinciale di Napoli che aveva accolto parzialmente le doglianze della società medesima avverso alcuni avvisi di accertamento Tarsu, emessi dal Comune di Casoria, per gli anni 2002-2004, limitatamente alla casa del custode, da tassare come abitazione e alla quantificazione dei mq in 9.000, rigettando, nel resto il ricorso.

Contro la sentenza della CTR ha proposto ricorso per cassazione la società, deducendo, in particolare, per quanto qui di interesse, come il verbale di accesso dei tecnici comunali rendesse superflua la presentazione della denuncia, ai fini dell’esonero dalla tassa.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione respinge il ricorso della società. Sul punto, precisano gli Ermellini che incombe all’impresa contribuente l’onere di fornire all’amministrazione comunale i dati relativi all’esistenza ed alla delimitazione delle aree che non concorrono alla quantificazione della complessiva superficie imponibile; infatti, pur operando anche nella materia in esame – per quanto riguarda il presupposto della occupazione di aree nel territorio comunale – il principio secondo il quale l’onere della prova dei fatti costituenti fonte dell’obbligazione tributaria spetta all’amministrazione, per quanto attiene alla quantificazione della tassa è posto a carico dell’interessato (oltre all’obbligo della denuncia, D.Lgs. n. 507 del 1993, ex art. 70) un onere di informazione, al fine di ottenere l’esclusione di alcune aree dalla superficie tassabile, ponendosi tale esclusione come eccezione alla regola generale secondo cui al pagamento del tributo sono astrattamente tenuti tutti coloro che occupano o detengono immobili nel territorio comunale (Cass. nn. 4766 e 17703 del 2004, 13086 del 2006, 17599 del 2009, 775 del 2011).

Né il verbale di accesso redatto dai tecnici comunali nel corso del procedimento amministrativo di accertamento d’ufficio della Tarsu, ove vengono identificate le aree sottoponibili a tassazione e la loro destinazione rende superflua la presentazione della denuncia, ai sensi dell’art. 62, comma 2, del D.Lgs. n. 507/93 ai fini dell’esonero ivi previsto.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 5047/2015

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *