Lavoro

Esonerato dal lavoro notturno il genitore vedovo con figlio minore di dodici anni

E' esonerato dal prestare lavoro notturno il genitore vedovo di figlio convivente di età inferiore a dodici anni, in quanto unico genitore affidatario
E’ esonerato dal prestare lavoro notturno il genitore vedovo di figlio convivente di età inferiore a dodici anni, in quanto unico genitore affidatario

L’Associazione Religiosa Istituti Socio sanitari – ARIS ha avanzato istanza di interpello per avere chiarimenti dal Ministero del Lavoro in ordine alla corretta interpretazione dell’art. 11, comma 2, D.Lgs. n. 66/2003, concernente il diritto di rifiutare la prestazione di lavoro notturno da parte della lavoratrice/lavoratore che sia unico genitore affidatario di figlio convivente di età inferiore a dodici anni.

In particolare, l’Associazione Religiosa ha chiesto se la suddetta disposizione trovi applicazione nell’ipotesi di genitore vedovo di figlio convivente minore di anni dodici.

La risposta del Ministero del Lavoro
In via preliminare, il Ministero ricorda che ai sensi dell’art. 11, comma 2, citato, recante la disciplina delle limitazioni al lavoro notturno, non è obbligato a prestare attività lavorativa notturna la lavoratrice o il lavoratore che sia unico genitore affidatario di figlio convivente di età inferiore a dodici anni.
Precisa, altresì, che, ai sensi dell’art. 18-bis comma 1 del medesimo Decreto, la violazione del summenzionato precetto, ovvero l’adibizione al lavoro notturno nonostante il dissenso espresso dalla lavoratrice/lavoratore in forma scritta e comunicato al datore di lavoro entro 24 ore anteriori al previsto inizio della prestazione, integra un reato di natura contravvenzionale punito con la pena alternativa dell’arresto da due a quattro mesi o dell’ammenda da 516 a 2.582 euro.

Ciò premesso, in risposta al quesito avanzato, il Ministero ritiene che la situazione prospettata, ovvero quella del genitore vedovo di figlio convivente di età inferiore a dodici anni, rientri tra le possibili figure di “unico genitore affidatario” contemplata dalla norma in esame la quale, evidentemente, è principalmente volta alla tutela del minore.

Art. 11, comma 2, D.Lgs. 66/03 - Limitazioni al lavoro notturno

I contratti collettivi stabiliscono i requisiti dei lavoratori che possono essere esclusi dall’obbligo di effettuare lavoro notturno.
E’ in ogni caso vietato adibire le donne al lavoro, dalle ore 24 alle ore 6, dall’accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino. Non sono inoltre obbligati a prestare lavoro notturno:
a) la lavoratrice madre di un figlio di età inferiore a tre anni o, in alternativa, il lavoratore padre convivente con la stessa;
b) la lavoratrice o il lavoratore che sia l’unico genitore affidatario di un figlio convivente di età inferiore a dodici anni;
c) la lavoratrice o il lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni.

Art. 18-bis, comma 1, D.Lgs. 66/03 - Sanzioni

La violazione del divieto di adibire le donne al lavoro, dalle 24 alle ore 6, dall’accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino, è punita con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 516 euro a 2.582 euro. La stessa sanzione si applica nel caso in cui le categorie di lavoratrici e lavoratori di cui alle lettere a), b) c), dell’articolo 11, comma 2, sono adibite al lavoro notturno nonostante il loro dissenso espresso in forma scritta e comunicato al datore di lavoro entro 24 ore anteriori al previsto inizio della prestazione.
Ministero del Lavoro – Interpello N. 18/2014

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