Italia

Esodati, ok ad altri 6.500. Per la Cassa Integrazione Guadagni in Deroga 500 milioni

Arriveranno anche dalla riduzione delle spese per consumi intermedi e investimenti fissi lordi del Ministero del Lavoro le risorse per coprire il rifinanziamento dei sussidi in deroga 2013 con 500 milioni di euro. Mentre per la salvaguardia di altri 6.500 esodati, che costa complessivamente 583 milioni spalmati dal 2014 al 2019, si attingerà dalle coperture complessive del decreto Imu, compresa la sensibile riduzione del tetto massimo di detraibilità delle polizze vita.

Il Ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, conferma la dote di 500 milioni di euro per coprire le richieste 2013 di cassa e mobilità in deroga (inizialmente si era parlato di un miliardo, ma si rischiava di scendere a 400 milioni). Nel testo, in vigore da ieri, si prevede che parte di queste risorse, 250 milioni per la precisione, verranno prese dal «Fondo per il finanziamento degli sgravi contributivi» per incentivare la contrattazione di secondo livello. Non solo. Con una disposizione inserita in extremis si chiarisce come a decorrere dal 2014 il decreto che dovrà disciplinare le modalità di ammissione a questo beneficio contributivo debba essere emanato a febbraio (per indicare le quote di retribuzione “incentivate” relative all’anno precedente).

Nessuna particolare novità sul fronte esodati. Questa quarta salvaguardia (dopo le prime tre già varate che tutelano in tutto 130.130 persone) riguarda i licenziati individuali (senza cioè accordo sindacale). Ci sono però due condizioni. La prima: devono aver conseguito dopo la data di cessazione del rapporto – che non può essere anteriore al 1° gennaio 2009 e successiva al 31 dicembre 2011 -, un reddito annuo lordo complessivo, non riconducibile a lavoro dipendente a tempo indeterminato, non superiore a 7.500 euro. E poi: devono risultare in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che, in base alle leggi previgenti, avrebbero comportato la decorrenza della pensione entro il 36esimo mese successivo all’entrata in vigore della legge Monti-Fornero. L’Inps monitorerà le domande di pensionamento. E, una volta esauriti i fondi, non prenderà in considerazione ulteriori domande.

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