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Gli esodati? Forse meno del previsto. Adesso riparte la rivalutazione degli assegni Inps

Gli esodati che hanno fatto domanda all'Inps forse sono meno di quanto previsto, possibilità questa per sbloccare la perequazione delle pensioni fino a sei volte il minimo
Gli esodati che hanno fatto domanda all’Inps forse sono meno di quanto previsto, possibilità questa per sbloccare la perequazione delle pensioni fino a sei volte il minimo

Dietro la promessa fatta l’altro giorno dal Ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, di garantire, dal gennaio prossimo, la perequazione delle pensioni fino a sei volte il minimo (2.973 euro lordi l’anno) si cela una buona notizia: probabilmente gli esodati che hanno fatto domanda all’Inps sono meno di quanto previsto dalle tre platee complessive di salvaguardia attivate finora.

Che nesso c’è tra le due cose è presto detto: nella legge di stabilità 2013 era previsto un ulteriore stop alla perequazione, cioè l’adeguamento al costo della vita, degli assegni di importo sei volte superiore il minimo se non si fossero rivelate sufficienti le risorse messe in capo per gli esodati. Una clausola che prevedeva una verifica entro il 30 settembre 2013. Quella verifica è lungi dall’essere conclusa, visto che l’Inps sta ancora ricevendo le domande di salvaguardia degli esodati della terza platea, quella dei 10mila individuati proprio con la legge di stabilità del Governo Monti. Ma evidentemente se Giovannini ha fatto quella promessa in un convegno della Fiom-Cgil sulla previdenza, allora significa che dai dati in suo possesso (ancora provvisori) già risultano margini per garantire lo sblocco delle indicizzazioni. «Io non voglio andare sotto quello che è stato programmato» ha detto Giovannini, che ha anche ricordato i vincoli posti dalla Corte Costituzionale sui blocchi delle perequazioni: non possono diventare permanenti.

Cosa prevedeva la riforma Fornero. La riforma Fornero era intervenuta con un blocco delle perequazioni fino a tre volte il minimo (1.486 euro lordi al mese) per il biennio 2012-2013. Dall’anno prossimo si dovrebbe tornare alle vecchie regole (legge n. 488/1998), ovvero rivalutazione del 100% dell’assegno fino a tre volte il minimo, del 90% dell’assegno per la parte compresa tra tre e cinque volte il minimo e del 75% per la quota superiore. Ma il Ministro Giovannini ha fatto un passo in più: l’adeguamento del costo della vita sarà garantito anche agli assegni fino a sei volte il minimo. Cosa accadrà per le pensioni oltre quella soglia di 2.973 euro lordi non si sa. Ma il passo in più potrebbe costare un centinaio di milioni nel 2014 con un’inflazione attorno all’1,5-1,7%. E quelle risorse verrebbero rinvenute facilmente grazie alla minor spesa per gli esodati.

Il conto degli esodati. Finora sappiamo ufficialmente che la prima platea di esodati, pari a 65mila unità e prevista dal “Salva Italia” è stata coperta per circa 62mila salvaguardie. Ancora non sono stati forniti i dati sulla seconda platea dei 55mila, quella attivata con il D.L. n. 95 del luglio 2012 (spending review) ma sembra che anche in questo caso si chiuderà con salvaguardie molto inferiori al previsto. Infine la verifica sull’ultimo scampolo dei 10mila della legge di stabilità. E’ presto per dire se saranno di più o di meno, visto che le procedure sono ancora in corso e la data del 30 settembre 2013 per le verifiche non verrà rispettata. Ma evidentemente dai calcoli provvisori deve risultare che gli eventuali eccedenti della terza platea sarebbero più che compensati dalle minori salvaguardia delle prime due. Insomma, dei 9,1 miliardi messi in campo per queste tutele nei prossimi anni avanzerà qualcosa.

I nuovi 6.500 salvaguardati con il D.L. Imu-Cig. Una ulteriore conferma della nostra ipotesi (che potrà essere verificata solo con i dati finali Inps) sta nella scelta fatta dal Governo di attivare un ulteriore, sia pure modesta, platea di salvaguardati: i 6.500 contemplati nel D.L. n. 102 di agosto e attualmente all’esame della Commissione bilancio della Camera. Si tratta di casi di licenziamenti individuali ai quali verrà riconosciuta una salvaguardia per accedere al pensionamento con i requisiti pre-riforma Fornero. Costo stimato 151 milioni nel 2014, 164 milioni nel 2015, 124 milioni nel 2016 con un decalage che si azzera nel 2020. Non bastasse questo provvedimento, vale ricordare infine quanto aveva detto pochi giorni prima del varo del D.L. n. 102 lo stesso Giovannini, vale a dire un nuovo provvedimento del Governo a settembre per altri 20-30mila esodati. Casi che evidentemente non erano stati intercettati con le precedenti tre norme di salvaguardia, scritte con criteri di selettività maggiori. Con maglie più larghe, insomma, si possono fare ulteriori tutele visto che i margini ci sono.

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