Lavoro

Esodati: l’INPS fa il punto della situazione

Esodati: l'INPS fa il punto della situazione
L’Inps riepiloga le disposizioni riguardanti le tre operazioni della c.d. “salvaguardia” intervenute fino ad oggi con l’illustrazione degli aspetti più problematici emersi in sede di attuazione

L’Inps, attraverso la circolare n. 76 del 08/05/2013, riepiloga le disposizioni riguardanti le tre operazioni della c.d. “salvaguardia” intervenute fino ad oggi con l’illustrazione degli aspetti più problematici emersi in sede di attuazione.

L’art. 24 del D.L. n. 6 dicembre 2011, n. 201 (cd. Riforma Monti) ha introdotto dal 1° gennaio 2012, con riferimento ai soggetti che, nei regimi misto e contributivo, maturano i requisiti a partire dalla medesima data, nuove regole in materia di trattamenti pensionistici modificando, tra l’altro, i requisiti per il diritto ai trattamenti medesimi (v. in proposito circolare n. 35 del 2012).

Il comma 14 del richiamato art. 24 e successive ulteriori disposizioni normative hanno stabilito al riguardo che a determinate categorie di soggetti, ancorché maturino i requisiti per l’accesso al pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011, continuano ad applicarsi le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto legge 201 del 2011. Data la complessità dell’argomento e il numero elevato di interventi sia legislativi che da parte dell’Inps, l’Istituto riassume le caratteristiche proprie delle tre operazioni di salvaguardia intervenute fino ad oggi e lo stato di attuazione delle relative lavorazioni.

Prima salvaguardia (c.d. salvaguardia 65.000) – articolo 24, commi 14 e 15, della legge n. 214 del 2011. La Riforma Monti ha stabilito che le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto 201 del 2011 continuano ad applicarsi:

  • ai soggetti che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2011;
  • ai soggetti di cui all’articolo 1, comma 9 della legge n. 243 del 2004;
  • a varie categorie di lavoratori elencate nel comma 14 stesso, ancorché maturino i requisiti per l’accesso al pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011.

Tale ultima salvaguardia si applica entro i limiti delle risorse stabilite, fino al 2019.

Il decreto interministeriale 1° giugno 2012 ha determinato in 65.000 unità il limite massimo numerico dei beneficiari di detta salvaguardia, nonché le relative modalità di attuazione, successivamente illustrate da parte dell’Istituto.

L’Inps annuncia che è in fase di completamento l’invio a tutti i soggetti interessati della comunicazione attestante l’accesso alla salvaguardia “65.000”. Tale comunicazione costituisce certificazione del diritto ad accedere alla pensione in regime di salvaguardia, ferma restando la necessaria sussistenza dei requisiti richiesti fino alla relativa decorrenza.

I soggetti con pensione avente decorrenza entro luglio 2013 hanno ricevuto o stanno ricevendo, oltre a detta comunicazione, una seconda lettera recante l’informazione precisa sulla data di decorrenza del trattamento pensionistico.

Al riguardo, le Sedi Inps sono state interessate a riesaminare i provvedimenti di reiezione delle domande presentate in anticipo rispetto alla decorrenza della pensione e, ove sussistano tutti i requisiti di legge per il diritto alla salvaguardia, a riconoscere il diritto alla pensione sulla base dell’originaria domanda.

Le liquidazioni delle pensioni dei soggetti che accedono alla salvaguardia avvengono in modalità provvisoria; per la trasformazione in pensione definitiva di queste posizioni tramite ricostituzione, verranno fornite apposite istruzioni.

Seconda salvaguardia (c.d. salvaguardia 55.000) – articolo 22, comma 1, della legge n. 135 del 2012. Il D.L. n. 95/2012, art. 22, co. 2, ha stabilito che l’Istituto provvede al monitoraggio, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro, delle domande di pensionamento presentate dai lavoratori che intendono avvalersi dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima del 6 dicembre 2011. Qualora dal predetto monitoraggio risulti il raggiungimento del limite numerico di 55.000 domande di pensione, l’Istituto non prenderà in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate ad usufruire dei benefìci in argomento.

Per tale salvaguardia è stata prevista, per gli anni 2012, 2013 ed a decorrere dal 2014, la copertura finanziaria annuale dei relativi oneri.

Il decreto interministeriale 8 ottobre 2012 ha definito le modalità di attuazione della salvaguardia in argomento e con messaggio n. 4678 del 18 marzo 2013, sono state fornite le prime istruzioni operative per l’applicazione delle suddette disposizioni.

L’Inps rammenta che lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro:

  • in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articolo 410, 411 e 412-ter c.p.c.;
  • in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale;

devono presentare istanza di accesso al beneficio della salvaguardia presso le Commissioni istituite presso le DTL competenti entro il 21 maggio 2013 e i relativi provvedimenti di accoglimento devono essere inviati anche in via telematica all’Inps per consentire le successive lavorazioni. Rispetto al secondo contingente, l’Inps precisa che è in corso il riesame delle posizioni dei lavoratori collocati in mobilità ordinaria o lunga, titolari di prestazione straordinaria a carico dei Fondi di solidarietà di settore, autorizzati alla prosecuzione volontaria e rimasti esclusi dal beneficio della salvaguardia “65.000”, al fine diversificare la sussistenza dei requisiti e delle condizioni per il riconoscimento del beneficio della salvaguardia “55.000”. Le posizioni dei titolari di prestazione straordinaria, esclusi dalla salvaguardia “65.000” poiché la decorrenza della pensione si pone oltre la data del 31 dicembre 2019, sono state riconsiderate nella salvaguardia “55.000” (che ha previsto la copertura finanziaria anche oltre tale data).

Sempre con riguardo a questa categoria, si rammenta che è stato comunicato il rilascio di ulteriori autorizzazioni fino alla decorrenza dell’assegno straordinario 1° luglio 2013, fatta salva la verifica – a seguito della prosecuzione dell’attività di monitoraggio – di ulteriori disponibilità nel plafond assegnato.

Le Sedi Inps sono state interessate a riesaminare anche le posizioni dei lavoratori il cui rapporto di lavoro si sia risolto in ragione di accordi individuali o collettivi di incentivo all’esodo, le cui domande di accesso al beneficio, nell’ambito della prima salvaguardia, siano state accolte dalle competenti DTL e che tuttavia siano rimasti esclusi dal predetto beneficio per incapienza o per maturazione dei requisiti o della decorrenza successivamente al 2013, nonostante il possesso di tutte le altre condizioni prescritte per accedere alla salvaguardia “65.000”.

Queste ulteriori attività vengono svolte in attesa della trasmissione da parte delle competenti DTL dei provvedimenti di accoglimento delle domande di accesso al beneficio pensionistico, da presentare , lo si ripete, entro il 21 maggio 2013.

Per quanto concerne i lavoratori collocati in mobilità (40.000) nel 2012 e negli anni successivi, le posizioni devono essere fornite dal Ministero del Lavoro come precisato nel decreto attuativo dell’8.10.2012.

Al riguardo, è in corso di definizione il flusso amministrativo tra il Ministero e Inps. I nominativi dei soggetti interessati verranno comunque comunicati dalle aziende al Ministero anno per anno.

Gestione delle domande di pensione presentate dai soggetti potenziali beneficiari della salvaguardia 55.000. In attesa della definizione delle attività di monitoraggio relative alla Salvaguardia “55.000”, le Sedi Inps non adotteranno provvedimenti di reiezione delle domande eventualmente già pervenute, o che dovessero pervenire, per l’accesso al trattamento pensionistico nell’ambito di tale Salvaguardia.

Ne verrà data formale comunicazione agli interessati nei termini che seguono: “La sua domanda di pensione in Salvaguardia verrà definita non appena saranno terminate le relative operazioni di monitoraggio”.

I provvedimenti di reiezione adottati sino ad oggi dovranno essere riesaminati ed eventualmente annullati ove sussistano tutti i requisiti di legge per il diritto alla c.d. “Salvaguardia”, con riconoscimento del diritto alla pensione sulla base dell’originaria domanda.

L’Inps fornisce poi un riepilogo dei chiarimenti emessi relativi ad aspetti particolari comuni alla salvaguardia 65.000 e 55.000.

Terza salvaguardia (c.d. salvaguardia 10.130) – articolo 1, comma 231 e ss., della legge n. 228 del 2012. La Legge di Stabilità 2013 prevede, a determinate condizioni, l’ampliamento della platea dei soggetti salvaguardati (10.130 unità). Le modalità di attuazione della salvaguardia saranno definite con decreto interministeriale, firmato dai Ministri competenti in data 22 aprile 2013 ed in fase di registrazione presso la Corte dei Conti.

Al fine di agevolare i tempi di definizione del monitoraggio relativo alla Salvaguardia dei 10.130, in attesa della presentazione della suddetta istanza, si provvederà comunque a processare le posizioni dei prosecutori volontari note all’Istituto.

Si precisa inoltre che

  • allo stato, le posizioni dei soggetti esclusi dalle salvaguardie 65.000 e 55.000, in quanto hanno ripreso l’attività lavorativa successivamente all’autorizzazione alla prosecuzione volontaria o alla cessazione del rapporto di lavoro, saranno riesaminate al fine di verificare se siano in possesso dei requisiti previsti dalle disposizioni relative al contingente della terza salvaguardia “10.130”, per la quale è consentita la rioccupazione entro determinati vincoli temporali e reddituali;
  • in merito alla gestione delle domande già presentate o che dovessero essere presentate prima della definizione delle attività di monitoraggio relative alla salvaguardia in argomento, l’Inps rinvia a quanto precisato con riferimento alla gestione delle domande presentate nell’ambito della Salvaguardia “55.000”.
Inps – Circolare n. 76/2013

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