Lavoro

Esodati, ci sono ancora 200mila lavoratori da salvaguardare

Esodati, ci sono ancora 200mila lavoratori da salvaguardare
Definiti i primi tre provvedimenti che tutelano 130.130 persone, si sta già lavorando per ampliare la platea, risorse permettendo

Con la pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» avvenuta il 28 maggio 2013 del decreto interministeriale datato 22 aprile, si completa il quadro normativo relativo agli interventi di salvaguardia dalla riforma previdenziale messi a punto finora.
Al contempo, però, in Parlamento si sta lavorando per ampliare ulteriormente la platea, tenendo conto della scarsità di fondi disponibili.

Del resto con i tre provvedimenti definiti finora si tutelano 130.130 lavoratori su un totale complessivo, stimato e mai confermato, di circa 330mila persone.
In base a tali numeri, le maggiori criticità dovrebbero riguardare due tipologie di lavoratori. Infatti tra gli autorizzati al versamento volontario dei contributi accederanno alla salvaguardia 19.240 a fronte di circa 200mila persone nelle medesime condizioni per le quali, però, finora non è stata trovata una soluzione. Di esodati veri e propri o “cessati” secondo le definizioni normative, cioè i lavoratori che hanno firmato un accordo di incentivo all’esodo, ne sono stati tutelati 18.020, ma complessivamente erano stimati in 70mila.

Altre aree di intervento riguardano poi alcune categorie che finora sono state escluse dalle tutele, come chi è stato licenziato senza sottoscrivere un accordo per l’esodo o senza passare dalla mobilità, così come si sta valutando di escludere l’applicazione dell’aspettativa di vita quando la stessa determina il non accesso alla salvaguardia dei lavoratori in mobilità perché si allungano i tempi per maturare la decorrenza della pensione.

Il decreto interministeriale 22 aprile, pubblicato il 28 maggio, attua quanto previsto dalla legge n. 228/2012 (legge di stabilità) in favore di 10.130 persone. In precedenza si era provveduto a tutelare altri 55mila lavoratori nell’ambito della “spending review” (legge n. 135/2012) e con il decreto interministeriale dell’8 ottobre 2012, nonché altri 65mila con la legge n. 214/2011 il decreto interministeriale del 1° giugno 2012. In tutto si tratta, come detto, di 130.130 persone.

Per quanto riguarda il primo contingente, quello dei 65mila, si può dire che anche le procedure siano in fase di completamento. Il monitoraggio delle posizioni e la certificazione del diritto alla salvaguardia è stato completato dall’Inps e i diretti interessati stanno ricevendo le lettere con cui si comunica la decorrenza della pensione.

È invece ancora in pieno svolgimento il monitoraggio delle posizioni dei lavoratori per quanto riguarda il secondo contingente (55mila persone), tanto più che fino al 21 maggio gli esodati, cioè 6mila lavoratori, avevano tempo per inviare alle direzioni territoriali del lavoro, la richiesta di accesso alla salvaguardia.

Per il terzo contingente le operazioni partono in questi giorni. Una particolarità di questo terzo provvedimento è che tutte quattro le categorie di lavoratori coinvolti devono presentare domanda di accesso alla pensione (all’Inps o alle Dtl) con i requisiti previgenti la riforma previdenziale entro il 25 settembre e quindi è probabile che l’intera operazione non si concluda prima della fine dell’anno.

Esodati – la situazione di fine Maggio
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