Lavoro

Esodati: chi resta escluso dopo la Legge di Stabilità

Doveva essere la “volta buona”, invece il problema degli esodati persiste: ne vengono tutelati alcuni in più, ma ne restano esclusi ancora in migliaia. All’indomani della presentazione alla Camera del nuovo Ddl Stabilità 2013, che è stato rivisto e riformulato in più punti, i nuovi fondi approvati in Commissione Bilancio per gli esodati non andranno a risolvere il problema che si è venuto a creare con la riforma delle pensioni del ministro Fornero.
L’emendamento proposto dai relatori Baretta (Pd) e Brunetta (Pdl) andrà infatti a tutelare altri 10 mila lavoratori con un apposito fondo di 554 milioni di euro in otto anni. Sommato ai 9,2 miliardi già stanziati, la quota dei lavoratori “senza stipendio e senza pensione” salvaguardati raggiungerà i 130 mila, ma fuori dalla copertura resterà ancora una platea molto ampia di lavoratori esodati (circa 260 mila, stando alle stime Inps dello scorso maggio 2011 che parlavano di 390 mila esodati).
Dal nuovo emendamento dei relatori è scomparso il riferimento ai lavoratori licenziati prima del 2011 «in conseguenza di fallimento o di altra procedura concorsuale o di cessazione dell’attività dell’impresa» e a loro posto è stata protetta la categoria di chi è stato messo in mobilità ordinaria entro il 4 dicembre 2011. Come spiegano i tecnici del Governo, chi è stato licenziato per il fallimento dell’azienda “non ha subito un esodo”.

Rimangono completamente privi di tutela e fuori dalle deroghe alla Riforma delle Pensioni – ha dichiarato il segretario confederale Cgil, Vera Lamonica – diverse tipologie di lavoratori in cerca di una soluzione previdenziale: è necessario che venga ripristinata la certezza del diritto a pensione per tutti coloro che, a causa della manovra Monti Fornero, si trovano senza alcun sostegno economico.

Per quanto riguarda le risorse per tutelare questa nuova fetta di esodati, il viceministro Michel Martone ha spiegato che se il fondo di 554 milioni non dovesse bastare «scatterà una clausola di copertura secondo la quale le risorse saranno invece reperite dalla deindicizzazione delle pensioni il cui importo è sei volte superiore il minimo», ovvero dalle pensioni più ricche (sopra i tre mila euro al mese).

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