Fisco

Esenzione IMU per gli enti non commerciali

Esenzione IMU per gli enti non commerciali
Disciplina IMU-TASI degli enti non commerciali in chiaro: con la nota di approfondimento del 1° giugno 2015, l’IFEL analizza la normativa e le posizioni espresse dal Mef, per fornire elementi di valutazione e giudizio utili per i funzionari e gli amministratori dei Comuni impegnati nella gestione tributaria e nei rapporti con i contribuenti nel complesso campo dell’imposizione sugli immobili degli enti non commerciali, alla luce dei provvedimenti ministeriali emanati e delle scadenze di presentazione delle dichiarazioni, più volte prorogate

L’imponibilità degli immobili posseduti e a vario titolo utilizzati dagli enti non commerciali e, in particolare, da Onlus ed enti ecclesiastici, è stata caratterizzata da continui – e spesso contraddittori – mutamenti normativi e interventi interpretativi e giurisprudenziali.
La revisione normativa avviata con il D.L. n. 1/2012, a seguito dell’apertura di una procedura di infrazione europea per aiuti di Stato, con l’individuazione della fattispecie di usopromiscuo” (commerciale-non commerciale) del medesimo immobile e con il successivo percorso attuativo, sembra poter dare maggior stabilità e certezza al regime di imposizione cui sono sottoposti gli immobili in questione. Restano tuttavia diversi aspetti non interamente definiti dalla normativa primaria e suscettibili di approfondimento.

Nel corso del 2013, il Mef ha trattato alcuni aspetti operativi ed applicativi relativi all’esenzione IMU degli enti non commerciali, conseguenti al mutato quadro normativo di riferimento (risoluzioni n. 1/DF e n. 3/DF), ha prospettato la soluzione di alcuni casi pratici, prendendo a riferimento una parte della giurisprudenza di legittimità formatasi in tema di esenzione ICI (risoluzione n. 4/DF), nonché individuato modalità specifiche per il pagamento con particolare riferimento ai casi di immobili ad uso misto, commerciale e non commerciale (risoluzione n. 7/DF).

Restano tuttavia aperte alcune questioni, sulle quali le conclusioni proposte non appaiono pienamente condivisibili. Con il rischio che l’applicazione della normativa adottata all’inizio del 2012 risulti incerta ed esposta a fenomeni di elusione e di difficoltà di controllo degli adempimenti da parte dei Comuni.

Con la nota di approfondimento del 1° giugno 2015, l’IFEL analizza la normativa e le posizioni espresse dal Mef, per fornire elementi di valutazione e giudizio utili per i funzionari e gli amministratori dei Comuni impegnati nella gestione tributaria e nei rapporti con i contribuenti nel complesso campo dell’imposizione sugli immobili degli enti non commerciali, alla luce dei provvedimenti ministeriali emanati e delle scadenze di presentazione delle dichiarazioni, più volte prorogate.

La legge di Stabilità 2014 ha definitivamente affrontato il problema della dichiarazione IMU (e TASI) da parte degli enti non commerciali.
Nella dichiarazione gli enti non commerciali devono indicare tutti gli immobili posseduti distinguendo, nelle apposite sezioni, tra:

  • immobili totalmente imponibili (quadro A);
  • immobili parzialmente imponibili e immobili esenti (quadro B).

Con riferimento agli immobili parzialmente imponibili, gli enti non commerciali sono tenuti ad indicare i criteri, stabiliti dal D.M. n. 200/2012, necessari a determinarne la percentuale di imponibilità in ragione dello svolgimento negli stessi di attività promiscua, non qualificabile esclusivamente come non commerciale.

Per quanto attiene invece le modalità di calcolo dell’imponibile in caso di utilizzo promiscuo dell’immobile, va segnalata un’anomalia nel modello di dichiarazione. Le modalità di determinazione del rapporto proporzionale sono definite dall’art. 5 del D.M. n. 200 del 2012, il quale dispone che il rapporto è determinato con riferimento allo spazio, al numero dei soggetti nei confronti dei quali vengono svolte le attività con modalità commerciali ovvero non commerciali e al tempo.
Per le unità immobiliari destinate ad una utilizzazione mista, la proporzione è prioritariamente determinata in base alla superficie destinata allo svolgimento delle attività diverse da quelle esenti, rapportata alla superficie totale dell’immobile. Per le unità immobiliari che sono integralmente oggetto di un’utilizzazione mista, la proporzione è determinata in base al numero dei soggetti nei confronti dei quali le attività sono svolte con modalità commerciali, rapportato al numero complessivo dei soggetti nei confronti dei quali è svolta l’attività. Inoltre, nel caso in cui l’utilizzazione mista, oltre che nelle ipotesi sopra previste, è effettuata per periodi limitati dell’anno, la proporzione è determinata anche in base ai giorni durante i quali l’immobile è utilizzato per lo svolgimento delle attività commerciali.

In pratica, l’esenzione parziale deve essere considerata con riferimento ad una combinazione di condizioni:

  • lo spazio (nel caso in cui l’utilizzo promiscuo si concretizzi nella destinazione ad attività commerciali di una parte dell’immobile non separabile funzionalmente sotto il profilo catastale);
  • la platea dell’utenza (nel caso che l’attività commerciale sia diretta ad una parte degli utenti);
  • il tempo durante il quale si protrae l’utilizzo commerciale dei locali o di quote di essi.

In caso di combinazione degli elementi spaziali, temporali, nonché relativi alla quota di clientela, i coefficienti percentuali di imponibilità devono essere moltiplicati.
Nel caso più semplice, un immobile utilizzato in modo commerciale per il 50% della superficie nell’arco di un semestre, risulterà imponibile per il 25% del suo valore fiscale (valore IMU x 50% x 50%).
Va considerata pertanto erronea la richiesta di “sommarele percentuali, per ottenere il grado di imponibilità dell’immobile, che figura al quadro B, riga d) del terzo riquadro, del modello di dichiarazione IMU TASI Enti non commerciali.

L’IFEL segnala anche che le istruzioni alla dichiarazione non considerano l’ipotesi in cui un fabbricato venga utilizzato contemporaneamente per più attività. È il caso, ad esempio, di un immobile utilizzato per una parte ad attività ricettiva e per un’altra parte ad attività ricreativa, entrambe svolte in forma commerciale. In questo caso c’è il rischio che l’ente dichiarante debba dichiarare lo stesso fabbricato due volte, una per ogni attività svolta.

Chi deve presentare la dichiarazione
Volendo sistematizzare il coacervo di indicazioni fornite ai contribuenti per via normativa e per prassi ministeriale l’IFEL ritiene che:

  • l’obbligo di presentazione della dichiarazione ENC sussiste esclusivamente per quei soggetti che possiedono immobili esenti, o parzialmente esenti (da indicare nel quadro B), anche se unitamente a fabbricati totalmente imponibili (da indicare nel quadro A);
  • conseguentemente, sussiste l’obbligo di presentazione della dichiarazione ordinaria nel caso di soggetti che possiedono immobili rientranti in una delle altre fattispecie esonerative diverse da quelle sopra considerate, come nel caso di immobili posseduti dagli enti del servizio sanitario nazionale destinati esclusivamente ai propri fini istituzionali (dichiarazione ordinaria con compilazione del campo n. 15 “Esenzioni”).

Tuttavia, né le istruzioni ministeriali né i vari interventi di prassi hanno trattato il caso dell’ente non commerciale che possiede sia immobili esenti, o parzialmente esenti, ai sensi dell’art. 7, comma 1, lettera i), D.Lgs. n. 504/1992, sia immobili esenti per una delle altre ipotesi contemplate dalla normativa IMU. In tale ipotesi, pare inevitabile la presentazione di una doppia dichiarazione, ovvero di quella prevista per gli enti non commerciali per l’esenzione di cui alla lettera i) e di quella ordinaria per le altre ipotesi esonerative. L’ipotesi – sottolinea l’IFEL – è tutt’altro che rara.

Termini di presentazione
La scadenza ordinaria per la presentazione della dichiarazione – come individuata dal D.M. 26 giugno 2014 – coincide con quella fissata dal D.L. n. 201 del 2011, secondo cui i soggetti passivi devono presentare la dichiarazione entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta.
Viene inoltre individuata una scadenza specifica per le dichiarazioni relative agli 2012 e 2013. Quest’ultima scadenza, fissata inizialmente al 30 settembre 2014, è stata successivamente differita al 30 novembre 2014.
Da ultimo, con decreto direttoriale del 4 agosto 2014 sono state approvate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati relativi al modello di dichiarazione IMU e TASI Enti non commerciali.

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