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Esenzione IMU 2015 relativa ai terreni montani e parzialmente montani

Esenzione IMU 2015 relativa ai terreni montani e parzialmente montani
L’IFEL interviene con una nota a chiarire l’applicazione dell’esenzione IMU relativa ai terreni montani e parzialmente montani, dopo le modifiche del D.l. n. 4/2015

Con una nota del 20 maggio 2015, l’IFEL illustra le novità sull’esenzione IMU 2015 relativa ai terreni montani e parzialmente montani.

In particolare, il D.l. n. 4 del 2015 (convertito con legge 24 marzo 2015, n. 34) detta la disciplina delle esenzioni e delle agevolazioni per i terreni montani e parzialmente montani da applicare a decorrere dal 2015. Il decreto in questione, come noto, ha anche modificato i criteri di esenzione inizialmente stabiliti con il decreto interministeriale del 28 novembre 2014, fondati sull’altitudine al centro del Comune, disponendo altresì il versamento dell’intera IMU 2014 entro il 10 febbraio 2015.

Per quanto riguarda la disciplina “a regime”, a decorrere dall’anno 2015 l’esenzione IMU spetta:

  • ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, ubicati nei comuni classificati totalmente montani di cui all’elenco dei comuni italiani predisposto dall’ISTAT (art. 1, co. 1, lett. a) del D.l. n. 4 del 2015);
  • ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, ubicati nei comuni delle isole minori di cui all’allegato A della legge n. 448 del 2001 (art. 1, co. 1, lett. a-bis) del D.l. n. 4 del 2015);
  • ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all’art. 1 del D.Lgs. n. 99 del 2004, ubicati nei comuni classificati parzialmente montani di cui allo stesso elenco ISTAT (art. 1, co. 1, lett. b) del D.l. n. 4 del 2015).

Le prime due forme di esenzioni sono oggettive, nel senso che spettano indipendentemente dalla qualifica del soggetto possessore. Pertanto, nei Comuni montani e nei Comuni delle isole minori, l’esenzione opera per tutti i terreni, coltivati o non coltivati, da chiunque posseduti.
Nei Comuni parzialmente montani, invece, l’esenzione è condizionata al possesso dei terreni da parte di un coltivatore diretto o imprenditore agricolo iscritto alla previdenza agricola. Pertanto, nel caso di terreno posseduto da soggetto diverso da CD o IAP, questo sarà sempre soggetto ad imposizione, senza alcuna agevolazione.

L’art. 1, co. 1, lett. b) del D.l. n. 4 del 2015 estende l’esenzione prevista per i terreni ubicati nei Comuni parzialmente montani anche all’ipotesi di concessione degli stessi in comodato o in affitto a CD o IAP. L’esenzione in questione opera a condizione che il possessore sia comunque egli stesso un CD o IAP iscritto alla previdenza agricola.
Il Ministero dell’economia al riguardo ha precisato, nella risoluzione n. 2/DF del 3 febbraio 2015, che «la disposizione fiscale non è suscettibile di intervenire sulle condizioni richieste dalla normativa di settore diretta a stabilire i requisiti per la qualifica di CD o IAP, iscritto nella previdenza agricola, con la conseguenza che, per applicare l’estensione di cui alla lett. b) in commento, è necessario che il concedente possieda e conduca almeno un altro terreno». Tale precisazione sembra richiamare l’esigenza che, affinché risulti applicabile l’estensione del beneficio al caso di concessione in affitto o comodato del terreno da parte di un CD o IAP, il beneficio stesso debba risultare già applicato al contribuente e non possa sorgere esclusivamente per effetto della concessione stessa. L’autorevolezza della fonte, ad avviso dell’IFEL, merita la più accurata considerazione, anche se sulla base della lettera normativa l’ulteriore requisito non sembra espressamente menzionato.

La nuova detrazione di 200 euro
In sede di conversione in legge del D.l. n. 4 del 2015 è stato introdotto il comma 1-bis dell’articolo 1, il quale prevede “a decorrere dall’anno 2015” una nuova detrazione di euro 200 da applicare all’ “imposta dovuta per i terreni ubicati nei comuni di cui all’allegato 0A, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali”, fino a concorrenza dell’ammontare dell’imposta stessa. La detrazione, al pari dell’esenzione prevista per i comuni parzialmente montani, si applica anche nel caso di concessione dei terreni in comodato o affitto a CD o IAP, sempre a condizione che lo stesso possessore sia a sua volta un CD o IAP.

E’ sorto il dubbio se la nuova detrazione sia applicabile anche per il 2014, con conseguente diritto al rimborso di tutti quelli che hanno pagato, visto che si tratta di detrazione introdotta dalla legge di conversione successivamente alla scadenza di pagamento del 10 febbraio 2015.
In particolare, il dubbio deriva da un mancato coordinamento tra il testo originario del decreto legge e quello risultante con le modifiche apportate con la legge di conversione.
Tuttavia, deve ritenersi prevalente la previsione dell’art. 1, comma 1-bis, che fa decorrere la nuova detrazione espressamente dal 2015.

Per quanto attiene ai criteri di attribuzione della detrazione di 200 euro l’IFEL rileva che la normativa è a rischio di irragionevolezza, poiché le uniche soluzioni applicative fanno emergere incongruenze difficilmente superabili per via interpretativa.
Infatti, la norma prescrive che l’importo di 200 euro deve essere detratto “dall’imposta dovuta”, che a sua volta sia “determinata ai sensi” dell’art. 13, co. 8-bis del D.l. n. 201 del 2011. Ciò comporta che l’importo della detrazione non è da riferire né ai singoli terreni né alle quote di possesso degli stessi. Si tratta, quindi, di una detrazione fissa che spetta al singolo CD o IAP, indipendentemente dal numero di terreni condotti e dalla percentuale di possesso degli stessi.

Esempio:
Un soggetto agricoltore professionale possiede e conduce due terreni agricoli, uno posseduto al 100% e l’altro al 50%. La detrazione non deve essere rapportata a ciascun terreno, ma il soggetto dovrà calcolare l’imposta dovuta secondo gli ordinari criteri e poi detrarre l’importo di 200 euro.
Tuttavia, nel caso in cui due CD o IAP conducano esclusivamente lo stesso terreno, posseduto, ad esempio, al 50%, entrambi i soggetti avranno diritto all’intera detrazione di 200 euro sull’imposta individualmente calcolata. Con la conseguenza – irragionevole – che per il medesimo terreno agricolo sarà riconosciuta una detrazione di 200 euro se posseduto e condotto da un solo CD o IAP, di 400 euro se posseduto e condotto da 2 CD o IAP e così via.

Stabilito che la detrazione non deve essere rapportata al numero dei terreni condotti ed alla percentuale di possesso degli stessi, l’IFEL considera il problema del proporzionamento in base ai mesi di possesso. Nel silenzio della norma ritiene tuttavia essenziale, in quanto coerente con la sistematica generale delle norme che regolano l’IMU, proporzionare la detrazione in base ai mesi di possesso nell’anno, ovvero per i quali permane la conduzione di CD o IAP. Diversamente ragionando, se un soggetto perde la qualifica di CD o IAP in gennaio si dovrebbe riconoscere la detrazione per l’intero anno (e viceversa, nel caso di acquisizione in corso d’anno delle condizioni per l’applicazione del beneficio) e ciò appare evidentemente incongruo.

La dichiarazione
Per quanto riguarda il termine, l’IFEL rileva che questo è fissato al 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui sono intervenute variazioni cui consegue un diverso ammontare dell’imposta dovuta.
L’obbligo di presentazione sussiste anche per i casi di esenzione.
L’obbligo di presentare la dichiarazione non sussiste allorquando le informazioni necessarie al controllo dell’imposta siano ricavabili esclusivamente dalla banca dati catastale.

L’IFEL ritiene che non sussista alcun obbligo di presentazione della dichiarazione nei casi di esenzione “oggettiva” prevista dall’art. 1, comma 1, lettere a) e a-bis), D.L. n. 4 del 2015 (quindi per i terreni ubicati nei comuni classificati totalmente montani e nei comuni delle isole minori).
Nel caso, invece, dei comuni parzialmente montani, in considerazione del fatto che qui l’esenzione opera a condizione che il terreno sia posseduto da un coltivatore diretto iscritto alla previdenza agricola, l’IFEL ritiene necessaria la presentazione della dichiarazione allorquando sussistano le condizioni previste per l’esenzione e la qualifica del possessore non sia stata in passato già dichiarata al comune, e ciò in linea con le stesse istruzioni ministeriali alla compilazione della dichiarazione IMU, nelle quali si è precisato che sussiste l’obbligo di presentare la dichiarazione per “i terreni agricoli, nonché quelli non coltivati, posseduti e condotti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola”, sia nel caso in cui si acquista o si perda il diritto alle agevolazioni.

IFEL – Nota 20 Maggio 2015

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