Diritto

Esecuzione, nell’opposizione Equitalia non deve produrre la cartella esattoriale

Esecuzione, nell'opposizione Equitalia non deve produrre la cartella esattoriale
Se la notifica della cartella di pagamento contestata dal contribuente è regolare, questi non può dedurre nuovi vizi chiedendo all’Agente della riscossione di produrne la copia integrale

Se la notifica della cartella di pagamento contestata dal contribuente è regolare, questi non può dedurre nuovi vizi chiedendo all’Agente della riscossione di produrne la copia integrale. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10326 del 13 maggio 2014, rigettando il ricorso di un contribuente che con un unico atto aveva ricevuto la notifica di 27 intimazioni di pagamento da parte di Equitalia Spezia, per un importo complessivo di circa 400mila euro.

IL FATTO

Il contribuente si era opposto alle 27 intimazioni di pagamento deducendo di non avere ricevuto la notificazione delle cartelle prodromiche. Tale opposizione si era però risolta in nulla di fatto in ragione dei documenti prodotti dalla convenuta Equitalia.

Ad avviso del Tribunale di La Spezia, infatti, il concessionario della riscossione è riuscito a dimostrare la rituale notifica di tutte le cartelle di pagamento poste a fondamento delle intimazioni, con la conseguenza che l’opponente avrebbe dovuto impugnare le cartelle stesse, non potendo avanzare opposizione avverso le successive intimazioni di pagamento.

Ebbene, nel respingere il ricorso interposto dal contribuente, gli Ermellini promuovono la ratio decidendi della sentenza gravata.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE

La Terza Sezione Civile del Palazzaccio osserva che il Tribunale, oltre ad essersi avvalso delle copie fotostatiche delle relazioni di notificazione prodotte da Equitalia, ha valutato le risultanze degli estratti di ruolo, attribuendo rilevanza al fatto che vi fossero state annotate le date delle notificazioni delle cartelle di pagamento e che queste fossero corrispondenti alle date desumibili dalle copie delle relazioni di notificazione. “Trattasi – si legge in sentenza – di ragionamento probatorio che, essendo giuridicamente corretto e congruamente argomentato, è idoneo a sorreggere il rigetto dell’opposizione alle intimazioni di pagamento fondata sull’unico motivo dell’asserita omessa notificazione delle cartelle e della loro mancata conoscenza da parte del contribuente, poi opponente”.

I supremi giudici colgono poi l’occasione per ricordare che “in tema di esecuzione esattoriale, qualora la parte destinataria di una cartella di pagamento contesti esclusivamente di averne ricevuto la notificazione e l’Agente per la riscossione dia prova di avere eseguito regolarmente questa notificazione (secondo le forme ordinarie o con messo notificatore ovvero mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento: cfr. Cass. n. 1906/08, n. 14327/09, n. 11708/11, n. 1091/13), resta preclusa la deduzione di vizi concernenti la cartella di pagamento che non siano stati fatti valere opponendosi tempestivamente a quest’ultima e correlativamente non vi è alcun onere probatorio in capo all’Agente di produrre in giudizio la copia integrale della cartella di pagamento di che trattasi”.

In conclusione, il contribuente è stato condannato dalla S.C. al pagamento delle spese del giudizio, che sono state liquidate in 10.200 euro, oltre accessori come per legge.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 10326/2014

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