Lavoro

Esauriti in pochi giorni i 232 milioni di euro per le stabilizzazioni

Una manciata di giorni è bastata ad azzerare le risorse messe a disposizione per finanziare le stabilizzazioni e le nuove assunzione di giovani e donne. Solo 15 giorni e le aziende potrebbero aver già dato fondo a 232.108.953,00 euro.
Cosa accadrà ora? Secondo quanto previsto dal Dm del 5 ottobre 2012 la palla passa ora all’Inps che avrà a disposizione sei mesi per il riconoscimento degli importi a favore delle aziende; nel frattempo l’Istituto eseguirà un controllo sui dati contenuti nelle domande presentate telematicamente con il modello DON-GIOV e sulle dichiarazioni di responsabilità DiResCo che gli interessati hanno inoltrato via web.
Gli incentivi sono subordinati – tra l’altro – al rispetto dei principi introdotti dalla legge 92/2012. All’Istituto toccherà, quindi, la valutazione di talune delicate situazioni (per esempio, obblighi di assunzione, rispetto del diritto di precedenza) che potrebbero comportare alcune esclusioni dalle facilitazioni previste dal Dm. Solo dopo aver completato l’esame delle istanze l’Inps potrà predisporre un elenco in base alla data di presentazione delle domande. L’Istituto non potrà entrare nel merito della dichiarazione di responsabilità inerente l’utilizzo dei fondi comunitari da parte dell’azienda; ciò in quanto solo il datore di lavoro sa a quali aiuti rientranti nel “de minimis” ha fatto ricorso. La nozione di impresa, rilevante ai fini dell’applicazione della normativa Ue in materia di aiuti di Stato, ricomprende ogni entità – indipendentemente dalla forma giuridica rivestita – che eserciti un’attività economica (sono ricomprese, dunque, le attività produttive di reddito di impresa nonché a quelle di reddito di lavoro autonomo). L’importo complessivo degli aiuti “de minimis” concessi a un’impresa non deve superare i 200mila euro nell’arco di tre esercizi finanziari. Per il settore del trasporto su strada il “de minimis” non deve superare i 100mila euro, sempre nell’arco di tre esercizi finanziari. Nell’ambito del settore della produzione dei prodotti agricoli (Reg. CE 1535/2007) l’importo concedibile di aiuti “de minimis” è, invece, di 7.500 euro nell’arco di tre esercizi finanziari. Fermo restando quanto disposto dal Reg. CE 1998/2006, per le imprese di fornitura di servizi di interesse economico generale è fatta salva l’applicazione del limite “de minimis” più favorevole di 500mila euro nell’ambito di tre esercizi finanziari, qualora ricorrano le condizioni stabilite dal Reg. CE 360/2012. Rilevante per il bonus l’esercizio finanziario in corso e nei due esercizi finanziari precedenti. Se, nel frattempo, si dovesse rilevare un errore che possa compromettere l’accesso all’agevolazione, occorre comunicare tempestivamente all’Inps la variazione: la mancata o tardiva denuncia delle variazioni comporta delle responsabilità penali e il recupero delle somme eventualmente percepite indebitamente.
Non sono state ancora rese note le modalità di riconoscimento del bonus alle aziende, si può supporre che i datori di lavoro ammessi saranno avvisati. Intanto, vale la pena rilevare che nonostante il potenziale esaurimento dei fondi, la funzionalità di trasmissione delle domande risulta (al momento) ancora attiva. I datori di datori di lavoro che continueranno a presentare le istanze, potrebbero, infatti, ottenere un’ammissione al beneficio, in caso di esclusione di altre domande ovvero nell’ipotesi (remota) in cui si decida di stanziare ulteriori risorse.
I datori di lavoro che entro il 31 marzo 2013 stabilizzano rapporti di lavoro a termine, di collaborazione coordinata (anche in modalità progetto) e di associazione in partecipazione con apporto di lavoro, possono essere ammessi ad un incentivo pari a 12mila euro.
Incentivi di importo minore possono essere riconosciuti a chi instaura, sempre entro il 31 marzo 2013, rapporti di lavoro a tempo determinato di durata minima di 12 mesi. L’incentivo riguarda uomini con meno di 30 anni o donne di qualunque età, ed è autorizzato dall’Inps.
Come registrato dal sito Internet dell’Inps, le domande inviate al 2 novembre hanno raggiunto la capienza dei fondi a disposizione. La possibilità di trasmettere domanda per il bonus rimane aperta, anche perché non è detto che tutte le istanze presentate finora siano ritenute valide.

Tags

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close