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Equitalia: l’aggio non scenderà sotto l’otto per cento

Equitalia: l’aggio non scenderà sotto l’otto per cento
In considerazione anche della particolare situazione congiunturale, Equitalia non è in condizione di procedere ad un efficientamento della riscossione dei tributi, né di conseguire risparmi di gestione tali da poter consentire il finanziamento di un’ulteriore riduzione dell’aggio sotto la misura attuale dell’8%

In considerazione anche della particolare situazione congiunturale, Equitalia non è in condizione di procedere ad un efficientamento della riscossione dei tributi, né di conseguire risparmi di gestione tali da poter consentire il finanziamento di un’ulteriore riduzione dell’aggio sotto la misura attuale dell’8%.

Il dato è emerso nel corso del question time, in risposta all’interrogazione con cui si sollecitava l’immediata adozione dei decreti non regolamentari volti a disciplinare un nuovo sistema di remunerazione del servizio di riscossione gestito da Equitalia.

Il decreto Monti prevede che, al fine di assicurare il funzionamento del servizio nazionale della riscossione, con decreto del MEF venga determinato annualmente il rimborso dei costi fissi, risultanti dal bilancio certificato, da corrispondere agli agenti della riscossione. Tale determinazione annuale, in misura percentuale delle somme iscritte a ruolo e dei relativi interessi di mora, deve tener conto dell’andamento delle riscossioni coattive e del processo di efficientamento e riduzione dei costi del gruppo Equitalia, e deve garantire al contribuente oneri inferiori rispetto a quelli in essere alla data di vigenza del D.L. n. 201/2011.

Ad un decreto non regolamentare del MEF viene poi demandata la statuizione degli oneri connessi alle procedure di riscossione:

  • la tipologia di spese oggetto di rimborso;
  • la misura del rimborso sulla base anche di criteri di proporzionalità rispetto al carico affidato e progressivamente rispetto alle procedure a carico del debitore;
  • la modalità di erogazione del rimborso.

L’emanazione di tali decreti è stata anticipata (dal 31 dicembre 2013) al 30 settembre 2013.

Nel corso di alcune riunioni tecniche tra Dipartimento delle Finanze, Agenzia delle Entrate, Ragioneria generale dello Stato ed Equitalia, finalizzate ad esaminare le problematiche relative alla emanazione dei decreti, sono emerse talune rilevanti criticità.

È utile premettere che – con D.L. n. 95/2012 – l’aggio spettante agli agenti della riscossione e, quindi, il corrispondente onere a carico dei debitori, è stato diminuito di un punto percentuale (dal 9 all’8%). Il decreto ha previsto la possibilità che l’aggio fosse ridotto fino a 4 punti percentuali ulteriori, in connessione al miglioramento dei saldi tendenziali di finanza pubblica, correlati anche al processo di ottimizzazioneefficientamento e riduzione dei costi di funzionamento del gruppo Equitalia.

Con riferimento a tale decreto, Equitalia ha tuttavia fatto presente di non avere capacità di contenimento dei costi ulteriore rispetto a quanto già effettuato a seguito delle disposizioni in materia di spending review.

Anzi, Equitalia evidenzia come la riduzione ex lege di un punto percentuale della misura dell’aggio a decorrere dal 1° gennaio 2013 ha comportato un onere pari a 50 milioni di euro a carico della Società medesima.

Ciò premesso, anche in considerazione della particolare situazione congiunturale, Equitalia non sarebbe in condizione di procedere ad un efficientamento della riscossione dei tributi, né di conseguire risparmi di gestione tali da poter consentire il finanziamento di un’ulteriore riduzione dell’aggio.

Dai dati pervenuti e dagli incontri intercorsi con i rappresentanti delle altre amministrazioni cointeressate, sottolinea in conclusione il Dipartimento delle Finanze, appare difficilmente ipotizzabile uno schema di decreto che porti ad una riduzione dell’attuale remunerazione degli agenti della riscossione.

Un’ulteriore riduzione della remunerazione, in sostanza, non consentirebbe la copertura dei costi a scapito del funzionamento dell’attività.

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