Fisco

Equitalia, ancora una stretta. Niente maniere forti per i «beni essenziali» e veicoli d’impresa

Anche il Parlamento aggiunge altri paletti a Equitalia. Lo stop alle espropriazioni si estende non solo all’unica casa di proprietà (salvo che non si tratti di abitazioni di lusso) e agli altri immobili se il debito con l’agente della riscossione non supera i 120mila euro ma anche ai «beni essenziali». La conversione del decreto del Fare fissa, infatti, nuovi vincoli alle maniere forti, tanto criticate in passato. Quali sono però i «beni essenziali»? Camera e Senato danno mandato al ministero dell’Economia insieme ad Agenzia delle Entrate e Istat di individuare il paniere di beni e servizi che vi rientreranno.

I veicoli strumentali. Intanto, però, c’è anche un’altra novità che riguarda i pignoramenti. Niente ganasce se il contribuente dimostra entro 30 giorni dal preavviso che l’auto o gli altri veicoli a motore sono strumentali all’attività d’impresa o professionale. Una tutela in più a disposizione di chi svolge un’attività d’impresa, visto che così l’agente della riscossione potrà più difficilmente bloccare i mezzi e gli strumenti utilizzati per la produzione. Prima di procedere al fermo amministrativo, Equitalia o gli altri concessionari avvieranno la procedura e invieranno al debitore una comunicazione preventiva. L’avviso specificherà che se il diretto interessato non pagherà entro 30 giorni (non più quindi 20 come prima delle modifiche), scatterà il fermo con l’iscrizione del provvedimento nei registri mobiliari. Detto in altre parole, entro e non oltre i 30 giorni successivi all’arrivo del preavviso di fermo, il contribuente dovrà recarsi presso gli sportelli di Equitalia e dimostrare che il bene è strumentale alla sua attività professionale.

Il monitoraggio. C’è poi anche un’altra novità. In attesa che arrivi l’attuazione dell’allungamento delle dilazioni con Equitalia entro 120 rate (trenta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto), il Governo dovrà riferire entro i prossimi nove mesi alle Camere sull’impatto delle principali novità introdotte: introduzione di una franchigia di 120mila euro per l’espropriazione degli immobili diversi dalla casa di abitazione non di lusso; innalzamento a 120 del numero massimo di rate in cui possono essere ripartiti i debiti; ampliamento a otto del numero di rate il cui mancato pagamento fa venir meno il beneficio della rateizzazione.

#Equitalia – Nota 1° Luglio 2013

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