Fisco

Entro il 27 dicembre il versamento dell’acconto IVA 2013

Entro il 27 dicembre il versamento dell'acconto IVA 2013
Entro il 27 dicembre prossimo deve essere versato l’acconto IVA per l’annualità 2013. Ai fini del relativo calcolo, possono essere utilizzati, in via alternativa tra loro, il metodo storico, previsionale od effettivo-analitico. In caso di versamenti carenti o tardivi (non oggetto di ravvedimento) trova applicazione la sanzione del 30%

Entro il 27 dicembre prossimo deve essere versato l’acconto IVA per l’annualità 2013. Ai fini del relativo calcolo, possono essere utilizzati, in via alternativa tra loro, il metodo storico, previsionale od effettivo-analitico. In caso di versamenti carenti o tardivi (non oggetto di ravvedimento) trova applicazione la sanzione del 30%.

Sono obbligati all’effettuazione del versamento i contribuenti che effettuano:

  • liquidazioni e versamenti mensili;
  • liquidazioni e versamenti trimestrali.

Specifiche regole trovano applicazione in presenza del regime IVA di gruppo in quanto l’acconto deve essere calcolato dalla società controllante per l’intero gruppo. L’importo versato entro la predetta data sarà successivamente scomputato dalla liquidazione periodica (dicembre o quarto trimestre) o in sede di dichiarazione annuale (soggetti trimestrali).

Determinazione dell’acconto IVA ed obblighi connessi. L’obbligo di versamento dell’acconto IVA relativo all’ultimo periodo dell’anno (mese o trimestre) è stato introdotto a decorrere dal 1991, dall’art. 6, legge n. 405/1990. Tale obbligo riguarda il pagamento di un acconto sull’IVA relativa all’ultimo periodo dell’anno (mese o trimestre di riferimento).

Soggetti esclusi. Sono esclusi dal versamento dell’acconto IVA 2013 i:

  • contribuenti che hanno iniziato l’attività nel corso del 2013;
  • contribuenti che hanno cessato o cesseranno l’attività nel corso del 2013, ma in ogni caso anteriormente al 1° dicembre 2013, se contribuenti mensili, o al 1° ottobre 2013, se contribuenti trimestrali;
  • contribuenti mensili che, nel mese di dicembre del 2012, hanno evidenziato un credito IVA;
  • contribuenti trimestrali se, dalla liquidazione relativa al quarto trimestre del 2012, ovvero dalla dichiarazione relativa al 2012 (per i trimestrali “per opzione”), risultava un credito IVA;
  • soggetti che prevedono di chiudere l’ultima liquidazione dell’anno 2013 con un’eccedenza detraibile d’imposta;
  • contribuenti trimestrali “per opzione” che prevedono di evidenziare un credito IVA nella dichiarazione annuale per il 2013;
  • società, associazioni sportive dilettantistiche ed associazioni in genere che applicano il c.d. regime forfetario;
  • contribuenti che, nel periodo d’imposta 2012, hanno usufruito del regime agevolativo delle nuove attività produttive (ex art. 13, legge n. 388/2000) e i soggetti che nel 2013 applicano tale regime;
  • nuovi contribuenti minimi e quelli che hanno fruito del regime degli ex-contribuenti minimi;
  • soggetti che hanno effettuato esclusivamente operazioni esenti o non imponibili ai fini IVA;
  • contribuenti in regime agricolo di esonero;
  • contribuenti che esercitano attività di intrattenimento.

I metodi di calcolo per determinare l’acconto rimangono in linea con quelli applicati nei precedenti anni e sono i seguenti:

  1. metodo storico;
  2. metodo previsionale;
  3. metodo delle operazioni effettuate, c.d. metodo effettivo-analitico.

Metodo storico. Il primo metodo, ossia quello storico, prevede un ammontare dovuto pari all’88% dell’imposta dell’ultimo periodo di liquidazione IVA dell’anno precedente.

Metodo storico per i contribuenti mensili

In presenza di contribuenti con liquidazione mensile, l’acconto IVA dovuto sarà calcolato nella misura dell’88% dell’imposta relativa alla liquidazione IVA afferente il mese di dicembre 2012.

Si tratta, in particolare, del debito risultante dalla:

  • liquidazione IVA relativa al mese di dicembre 2012, per i contribuenti mensili;
  • liquidazione IVA relativa al quarto trimestre 2012, per i contribuenti trimestrali “speciali” (o “per natura”);
  • dichiarazione annuale relativa al 2012, per i contribuenti trimestrali “per opzione”.

Esempio – Determinazione dell’acconto attraverso il metodo storico

  • Contribuenti mensili: acconto = VH12 (campo debiti) x 88%;
  • Contribuenti trimestrali “per opzione”: acconto = [VL38 + VH13 – VL368] x 88%.

Metodo previsionale. Diversamente, il metodo previsionale è talvolta utilizzato qualora venga stimato un importo da versare inferiore rispetto a quanto versato nell’annualità precedente. Rimane fermo che la percentuale di acconto dovrà essere almeno pari all’88% dell’imposta poi effettivamente risultante dalla dichiarazione IVA. Sarà quindi opportuno stimare puntualmente le operazioni che verranno effettuate fino alla chiusura del periodo di riferimento.

Metodo analitico-effettivo. In alternativa al metodo storico ed a quello previsionale, il metodo analitico-effettivo consente di computare quanto dovuto a titolo di acconto in base al 100% dell’imposta risultante dalla liquidazione derivante dalle operazioni effettivamente poste in essere fino al 20 dicembre 2013. Al fine di determinare l’IVA relativa alle operazioni effettuate, bisogna tener conto sia dell’imposta riferita alle operazioni registrate nel periodo in questione sia dell’imposta relativa alle operazioni per le quali si siano comunque verificati i presupposti che determinano il relativo momento impositivo (e.g. consegna o spedizione, pagamento dei corrispettivi, etc.).

Anche nel caso di calcolo dell’acconto nell’ambito del regime IVA di gruppo si applicano i criteri generali dianzi descritti. Si segnala, in particolare, che in presenza di un gruppo IVA che non esisteva nel 2012, applicando il metodo storico andranno individuati i dati storici di ciascuna società che nel 2013 partecipa alla procedura di gruppo e si dovrà quindi effettuare (anche in termini prudenziali) la somma algebrica dei dati derivanti dalle liquidazioni “storiche” di dicembre 2012 (ipotizzando il caso dei soggetti mensili).

Le modalità di versamento. Con riguardo alle modalità di versamento dell’acconto IVA, lo stesso viene effettuato utilizzando il modello F24 indicando nella sezione erario:

  • il codice 6013, per i contribuenti che si avvalgono del regime di liquidazione mensile;
  • il codice 6035, per i contribuenti che si avvalgono del regime di liquidazione trimestrale.

Si ricorda che la maggiorazione dell’1% applicata all’IVA dovuta in sede di dichiarazione annuale non deve essere considerata in sede di acconto, in quanto la stessa rappresenta l’interesse corrisposto per la dilazione del pagamento degli importi dovuti.

L’importo dovuto a titolo di acconto può essere compensato con eventuali crediti di imposta spettanti ma non può essere rateizzato. Il relativo ammontare andrà ad essere scomputato dall’IVA dovuta per il mese di dicembre 2013 (da versare entro il 16 gennaio 2014, per i contribuenti mensili) oppure per il quarto trimestre 2013.

Attenzione: posto che il contribuente ha facoltà di scegliere uno dei tre metodi descritti, se – per effetto dell’applicazione di uno dei tre metodi – non risulta dovuto l’acconto, il contribuente non è tenuto al calcolo con un altro metodo e non è quindi tenuto al versamento dell’acconto. L’acconto IVA 2013 non può comunque essere rateizzato e deve essere versato soltanto se l’importo è uguale o superiore a 103,29 euro.

In caso di omesso versamento, oppure insufficiente o tardivo, si applica la sanzione amministrativa pari al 30% dell’importo non versato. I contribuenti potranno in ogni caso ravvedersi attraverso la sanzione del 3% o del 3,75% qualora il ravvedimento avvenga, rispettivamente, entro 30 giorni dall’omissione oppure entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione (resta ferma l’applicazione eventuale della forma di ravvedimento c.d. “sprint” che può essere effettuato entro i 14 giorni successivi alla scadenza del termine per il versamento).

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