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Entrate tributarie e contributive in calo dell’8,3% nel periodo gennaio-luglio 2020

Le entrate tributarie e contributive nei primi sette mesi dell'anno evidenziano nel complesso una diminuzione dell'8,3% rispetto all’analogo periodo dell'anno precedente

Le entrate tributarie e contributive nei primi sette mesi del 2020 mostrano nel complesso una diminuzione di 33.425 milioni di euro (-8,3 per cento) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. La dinamica osservata è la risultante della variazione negativa delle entrate tributarie (-20.605 milioni di euro, -7,8 per cento) e della diminuzione, in termini di cassa, delle entrate contributive (-12.820 milioni di euro, -9,3 per cento).

Entrate tributarie

Le entrate tributarie nel periodo gennaio-luglio 2020 evidenziano una flessione pari a -20.605 milioni di euro (-7,8 per cento) rispetto allo stesso periodo del 2019. La variazione negativa è conseguenza sia del peggioramento congiunturale sia dell’impatto delle misure adottate dal Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria.

Il gettito delle imposte contabilizzate al bilancio dello Stato registra una diminuzione (-19.195 milioni di euro, -7,7 per cento) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In flessione sia il gettito relativo agli incassi da attività di accertamento e controllo (-1.629 milioni di euro, -25,2 per cento) sia il gettito relativo alle entrate degli enti territoriali (-2.618 milioni di euro, -9,3 per cento). Le poste correttive – che riducono le entrate del bilancio dello Stato – risultano in diminuzione di 2.837 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2019 (13,0 per cento).

Si deve considerare che il confronto tra il risultato dei primi sette mesi del 2020 e quello del corrispondente periodo dell’anno precedente presenta elementi di disomogeneità legate ai seguenti fattori tecnici:

– nel 2020 i contribuenti ISA e “minimi o forfettari” hanno versato alle scadenze del 20 luglio e 20 agosto mentre lo scorso anno avevano versato alle scadenze del 30 settembre e del 30 ottobre;
– tra le misure adottate dal Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria rientrano sospensioni o riduzioni dei versamenti per diverse tipologie d’imposta che saranno recuperate, in parte, entro fine anno.

Le entrate tributarie del bilancio dello Stato (competenza giuridica)
Nei primi sette mesi del 2020 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 230.948 milioni di euro (-19.195 milioni di euro, pari a -7,7 per cento).

Le imposte dirette risultano pari a 138.204 milioni di euro (+2.371 milioni di euro pari a +1,7 per cento).

Le imposte indirette ammontano a 92.744 milioni di euro (-21.566 milioni di euro, pari a -18,9 per cento).

Tra le imposte dirette, il gettito IRPEF si è attestato a 105.515 milioni di euro (-1.793 milioni di euro, -1,7 per cento) per l’andamento delle ritenute IRPEF (-2.770 milioni di euro, -2,7 per cento) che risultano influenzate dalla sospensione dei versamenti per alcune categorie di contribuenti disposta con i DL 9, 18 e 23 del 2020. L’IRES è stata pari a 14.942 milioni di euro (+2.478 milioni di euro).

Positivi gli andamenti dell’imposta sostitutiva sui redditi nonché delle ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale (+905 milioni di euro) e dell’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione (+1.129 milioni di euro) che riflettono le performance positive dei mercati finanziari e dei rendimenti medi delle diverse tipologie di previdenza complementare nel 2019.

Tra le imposte indirette, le entrate IVA ammontano a 57.077 milioni di euro (-12.208 milioni di euro, pari a -17,6 per cento): 51.156 milioni di euro (-9.951 milioni di euro, pari a -16,3 per cento) derivano dalla componente relativa agli scambi interni e risentono della sospensione dei versamenti disposta con i DL 18 e 23 del 2020; 5.921 milioni di euro (-2.257 milioni di euro, pari a -27,6 per cento) dal prelievo sulle importazioni.

Il gettito dell’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi (oli minerali), pari a 9.701 milioni di euro, registra una riduzione di 3.763 milioni di euro (-27,9 per cento) anche per l’applicazione del decreto Rilancio (art. 130-131-132) con il quale sono state ridotte le percentuali degli acconti mensili all’80 per cento.

Le entrate di lotto e lotterie ammontano a 4.938 milioni di euro registrando una flessione pari a -3.859 milioni di euro (-43,9 per cento) a causa della sospensione dei giochi, a partire dal 21 marzo 2020 e fino al 4 maggio 2020, sull’intero territorio nazionale.

Incassi da attività di accertamento e controllo
Nel periodo gennaio-luglio 2020 il gettito relativo agli incassi da attività di accertamento e controllo è pari a 4.845 milioni di euro e registra una variazione negativa rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-1.629 milioni di euro, -25,2 per cento). In flessione sia la componente relativa alle imposte dirette (-1.258 milioni di euro, -36,0 per cento) sia la componente relativa alle imposte indirette (-371 milioni di euro, -12,5 per cento). Questi versamenti risultano interessati dalle sospensioni e dalle proroghe di versamento per le cartelle esattoriali previste dal decreto Cura Italia e dal decreto Rilancio.

Le entrate tributarie degli enti territoriali
Le entrate tributarie degli enti territoriali nei primi sette mesi del 2020 ammontano a 25.558 milioni di euro e registrano una flessione rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente (-2.618 milioni di euro, -9,3 per cento). La riduzione del gettito Irap deriva dagli effetti dell’art. 24 del D.L. 34/20 che ha previsto, per le imprese con ricavi o compensi non superiori ai 250 milioni di euro, la soppressione del versamento del saldo 2019 e della prima rata dell’acconto 2020.

Le poste correttive
Le poste correttive nei primi sette mesi del 2020 sono pari a 18.960 milioni di euro risultando in diminuzione rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso (-2.837 milioni di euro, -13,0 per cento). In flessione le compensazioni per le imposte dirette (-225 milioni di euro, -3,6 per cento) come anche le compensazioni per le imposte indirette (-1.137 milioni di euro, -10,1 per cento). Analogo trend risulta per le compensazioni riferite agli enti territoriali (-95 milioni di euro, -25,3 per cento). In diminuzione le vincite (-1.380 milioni di euro, -35,1 per cento) il cui andamento è collegato alla flessione del gioco del lotto per effetto della sospensione delle attività durante il periodo di lockdown.

Le entrate tributarie del bilancio dello Stato (incassi)
Le entrate tributarie del bilancio dello Stato incassate nel periodo ammontano a 213.700 milioni di euro in diminuzione di 22.069 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2019 (-9,4 per cento). In flessione sia le imposte dirette (-1.195 milioni di euro, -0,9 per cento) sia le imposte indirette (-20.874 milioni di euro, -19,2 per cento). Su queste ultime incide principalmente la variazione negativa del gettito dell’IVA (-11.729 milioni di euro, pari al -17,0 per cento).

Entrate contributive

Gli incassi contributivi dei primi sette mesi del 2020 sono risultati pari a 124.489 milioni di euro, in diminuzione di 12.820 milioni di euro (-9,3 per cento) rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. La riduzione osservata riflette il peggioramento del quadro economico congiunturale nonché le misure adottate dal Governo per affrontare l’emergenza sanitaria da Covid-19.

Le entrate contributive dell’INPS ammontano a 115.749 milioni di euro, in calo di 11.835 milioni di euro rispetto al 2019 (-9,3 per cento). Tale contrazione è da ricondursi, essenzialmente, all’andamento negativo delle entrate contributive del settore privato (-13,5 per cento), in conseguenza sia del rallentamento dell’attività economica conseguente ai provvedimenti emergenziali adottati al fine di contenere la diffusione dell’epidemia Covid-19 sia delle misure di sospensione degli adempimenti amministrativi e dei versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali disposte con i diversi interventi normativi introdotti nell’ordinamento a partire dal mese di marzo. Gli incassi relativi alle gestioni dei lavoratori dipendenti pubblici risultano, invece, in crescita dello 0,5 per cento rispetto al 2019.

I premi assicurativi dell’INAIL ammontano a 4.664 milioni di euro, in diminuzione di 207 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo del 2019 (-4,2 per cento).

Le entrate contributive degli Enti previdenziali privatizzati risultano pari a 4.076 milioni di euro, in riduzione rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente (-778 milioni di euro, -16,0 per cento).
L’andamento osservato è influenzato dalle misure di sospensione dei versamenti contributivi deliberate dai singoli Enti.

Entrate tributarie internazionali

Nei primi sette mesi del 2020 l’andamento delle entrate tributarie dei Paesi analizzati presenta solo variazioni tendenziali di segno negativo. Le note vicende legate alla pandemia in Europa hanno condizionato ed indebolito le dinamiche economiche e di riflesso diminuito il gettito tributario rispetto all’analogo periodo del 2019.

Diminuisce il gettito tributario dell’Irlanda (-2,5%), che mostra una discreta tenuta rispetto ai Paesi più grandi.
Il Portogallo, invece, registra la peggior variazione tendenziale (-14,6%), fino a maggio la variazione cumulata era risultata stabile, i severi dati di giugno e luglio hanno portato il Portogallo in ultima posizione nella graduatoria delle variazioni del gettito tributario.
Gli altri Paesi mostrano una dinamica del gettito tributario negativa in termini tendenziali con alcuni Paesi che segnalano una debole ripresa rispetto alle variazioni registrate a giugno.
Per la Francia si osserva una lieve ripresa del tendenziale che resta comunque negativo (-8,8%).
Negativa risulta la dinamica del gettito tributario del Regno Unito, con un calo tendenziale dell’8,0%.
La Germania mostra una variazione tendenziale di segno negativo (-8,0%) in leggera ripresa rispetto al dato di giugno.
In Spagna si registra una variazione negativa (-12,0%), dal mese di aprile scorso e per il quarto mese consecutivo il dato cumulato ha avuto un costante peggioramento anche a causa delle sospensioni di alcune voci di imposta che il governo ha stabilito per alleviare le conseguenze della crisi economica.
In Italia il gettito tributario mostra un decremento rispetto allo stesso periodo del 2019 (-7,7%).

Entrate IVA
Il gettito IVA nei primi sette mesi del 2020 fa registrare una flessione per tutti i Paesi considerati.
La Germania registra la riduzione minore (-10,3%), segue il Portogallo (-12,7%), il Regno Unito (-13,7%), la Spagna (-15,9%), la Francia (-17,1%), l’Italia (-17,6%) e l’Irlanda (-22,7%).
Il calo dei consumi generalizzato registrato a partire dal mese di marzo scorso a causa della crisi sanitaria ha inevitabilmente avuto riflessi sui tassi di variazione del gettito dell’IVA dei sette Paesi analizzati. Le variazioni tendenziali risultano essere più omogenee rispetto al passato: la forbice tra la flessione registrata in Irlanda (-22,7%) e quella osservata in Germania (-10,3%) lo conferma ed è infatti pari a 12,4 p.p..
La Francia, unico paese che presentava tassi decrescenti nel 2019 (-17,7%) migliora il tendenziale grazie ad una variazione congiunturale di luglio del +20,9%. Gli altri Paesi a fine 2019 registravano tassi di crescita positivi dell’IVA rispetto al 2018. La Germania cresciuta nel 2019 del 3,6% peggiora il trend di 13,9 p.p. (differenza tra -10.3% e +3,6%).
La Spagna, l’Italia, il Portogallo, il Regno Unito e l’Irlanda hanno registrato le maggiori flessioni nei primi sette mesi rispetto alla fine del 2019 perdendo rispettivamente 17,8 p.p. (+3,6% 2019); 20,1 p.p. (+2,5% 2019); 20,2 p.p. (+7,5% 2019); 23,0 p.p. (+9,3% 2019) e 28,9 p.p. (+6,2% 2019).

Per quanto riguarda l’Italia si registra una decrescita tendenziale (-7,7%) per effetto dell’andamento negativo delle imposte indirette (-18,9%) che prevale su quello positivo delle imposte dirette (+1,7%). Tra le imposte dirette decrescono le entrate derivanti dall’imposta sulle persone fisiche (-1,7%) mentre crescono le entrate dell’imposta sulle società (+19,9%). Tra le imposte indirette si contrae il gettito dell’IVA (-17,6%), quello dell’accisa sugli oli minerali (-27,9%), dell’imposta di registro (-25,0%) e dell’accisa sull’energia elettrica (-3,0%). Positivo, invece, il risultato dell’imposta bollo (+2,8%).

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