Italia

Emergenza lavoro: 7 milioni di italiani a casa

In statistica si chiamano “inattivi”. Si tratta di quelle persone che “non fanno parte delle forze di lavoro, ovvero quelle non classificate come occupate o in cerca di occupazione”, spiega l’ISTAT.

In parole povere, sono le persone che non hanno un’occupazione, ma nemmeno la cercano. Non rientrano nel tasso di disoccupazione, visto che il disoccupato è colui che cerca attivamente un lavoro ma non lo trova, ma hanno comunque un peso significativo in questo mercato del lavoro oberato da una disoccupazione da record.

Secondo i dati dell’Ufficio Nazionale di Statistica, nel I° trimestre gli inattivi sono 3,38 milioni. Sommati ai disoccupati, pari a 3,48 milioni, sono dunque 7 milioni gli italiani a casa.

Un esercito, questo, le cui fila si sono notevolmente ingrossate ultimamente, visto che nove mesi fa se ne contavano 6 milioni.

La ricetta contro questo “male” economico e sociale? Il Jobs Act, un pool di misure volute dal Governo Renzi che, secondo quanto dichiarato dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, sarà “operativo entro l’anno”.

E non si parli di lentezza, ha precisato, visto che l’ultimo testo in materia di mercato del lavoro ha richiesto 4 anni contro i 10 mesi di questo esecutivo.

Poletti ha difeso i contratti a tempo spiegando che la stagione del tempo indeterminato come unico contratto “buono” è finita e che far lavorare un giovane 36 mesi invece di 6 è ottimo e di “sinistrissima”.

Il Ministro ha poi escluso nuovi interventi sull’età pensionabile aggiungendo che la “priorità assoluta” sono gli esodati.

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