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Emendamento Dl lavoro, sbloccati altri 20-25 miliardi per debiti Pa

Emendamento Dl lavoro, sbloccati altri 20-25 miliardi per debiti Pa
Con un emendamento Pd al Dl lavoro in Senato sono stati sbloccati altri 20-25 miliardi per il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione

Via libera unanime del Senato a un emendamento Pd (primo firmatario Giorgio Santini) al dl lavoro-Iva che sblocca una nuova tranche, valutata in 20-25 miliardi, di pagamenti alle imprese a fronte dei debiti della Pa. Tecnicamente si viene a creare un fondo ad hoc presso la Cdp che costituirà la garanzia da parte dello Stato verso le banche per il pagamento di questa ulteriore tranche, che si aggiunge ai 40 miliardi già approvati e che riguarda i debiti di parte corrente. Il tasso massimo di sconto previsto per il fondo è del 2%.

La dote complessiva sale a 60-65 miliardi. L’emendamento è stato votato in Aula dopo aver incassato il parere favorevole del Governo. In pratica si attiva un meccanismo parallelo a quello già previsto dalla legge sblocca-debiti e che riguarda il rimborso di 40 miliardi tra il 2013 e il 2014, con la volontà del ministro Saccomanni di anticipare la più parte possibile dell’operazione entro l’anno. Viene riconosciuta una garanzia dello Stato su debiti contabilizzati in spesa corrente e che dal 15 settembre dovrebbero essere certificati, e resi quindi esigibili perché esenti da contenzioso, dalla piattaforma telematica del Tesoro. In questo modo gli stessi debiti saranno ceduti a intermediari finanziari e alla Cassa depositi e prestiti che li potranno immediatamente liquidare. Le amministrazioni potranno poi rimborsare a loro volta questi intermediari e la stessa Cdp con un tasso del 2% entro cinque anni. Con questa operazione la dotazione di debiti della Pa rimborsabili sale a 60-65 miliardi, avvicinandosi alla quota dei 90 miliardi stimata a suo tempo da Bankitalia. La parte rimanente dovrebbe essere per due terzi ancora riferibile a spesa corrente e solo per un terzo, secondo i calcoli provvisori, a spese in conto capitale, con un impatto diretto quindi sul deficit. Ma di questa ultima parte dei debiti si deve ancora capire a quanto ammonti il contenzioso. La proposta di modifica, ha spiegato in una nota il viceministro all’Economia, Stefano Fassina, «attiva una leva decisiva per la ripresa economica e l’occupazione». La garanzia dello Stato all’anticipazione bancaria «può infatti portare a rapida conclusione i pagamenti dell’intero stock di arretrati, sbloccare decine di miliardi di risorse e dare ingente liquidità per gli investimenti produttivi. E’ la più rilevante misura anticiclica messa in campo: il sostegno alla domanda aggregata è condizione necessaria per rianimare l’economia», ha concluso Fassina.

Un fondo ad hoc entro 60 giorni. Tornando all’emendamento, per la costituzione del fondo ad hoc presso il ministero dell’Economia dovrà essere emanato un decreto del ministero stesso entro 60 giorni dall’entrata in vigore della norma che definirà termini e modalità dell’operazione, compresa la misura massima dei tassi di interesse praticabili sui crediti garantiti dallo Stato e ceduti, a decorrere dal primo gennaio 2014. In caso di escussione della garanzia è attribuito allo Stato il diritto di rivalsa sugli enti debitori.

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