Fisco

Ecobonus facile: niente notifica sui lavori a cavallo d’anno

Ecobonus facile: niente notifica sui lavori a cavallo d’anno
La comunicazione all’Agenzia delle Entrate relativa ai lavori «a cavallo d’anno», richiesta al fine di beneficiare della detrazione d’imposta Irpef/Ires per la riqualificazione energetica degli edifici, non è più necessaria

Semplificato l’iter normativo per i soggetti che intendono fruire dell’ecobonus. La comunicazione all’Agenzia delle Entrate relativa ai lavori «a cavallo d’anno», richiesta al fine di beneficiare della detrazione d’imposta Irpef/Ires per la riqualificazione energetica degli edifici, non è più necessaria. È quanto prevede il D.Lgs. n. 175, sulle semplificazioni fiscali (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 277 del 28 novembre 2014), che ha abrogato l’art. 29, comma 6 del D.L. n. 185/2008 (conv. in legge n. 2/2009). La norma, disponeva l’invio di un’apposita comunicazione da parte dei contribuenti che intendessero fruire della detrazione d’imposta del 55 o del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici, relativamente ai lavori da effettuare oltre il periodo d’imposta (come stabilito dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 6 maggio 2009). Pertanto, per i lavori iniziati nel 2014 e che proseguiranno nel 2015, per ottenere la detrazione del 65% (prevista fino al 31 dicembre 2015 dal Ddl Stabilità, attualmente all’esame del Parlamento), non sarà più necessario trasmettere la predetta comunicazione.

Va ricordato che in passato, l’agevolazione era già stata oggetto di semplificazioni in seguito alla soppressione dell’art. 7 comma 2 lett. q) del D.L. n. 70/2011 che prevedeva l’obbligo di indicare in fattura il costo della manodopera per la realizzazione dell’intervento, così come la normativa aveva inteso non rendere necessaria alcuna comunicazione preventiva.

La comunicazione all’Agenzia delle Entrate
Il decreto sulle semplificazioni ha dunque soppresso la comunicazione che doveva essere inviata all’Agenzia per fruire della detrazione Irpef/Ires del 55 o del 65% a valere sugli interventi i cui lavori proseguono oltre il periodo d’imposta (c.d. «a cavallo d’anno»). Per tali interventi, infatti, era finora necessario trasmettere all’Agenzia delle Entrate un’apposita comunicazione entro 90 giorni dalla fine del periodo d’imposta in cui le spese erano state sostenute.

La comunicazione, pertanto, doveva essere inviata entro il mese di marzo dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese (entro il 31 marzo 2014 per le spese sostenute nel 2013 dai soggetti «solari»), ovvero (soggetti «non solari») entro 90 giorni dalla fine del periodo d’imposta in cui le spese erano state sostenute (es. entro il 29 giugno qualora si fosse trattato di una società con esercizio «a cavallo» 1° aprile – 31 marzo).

Nessuna comunicazione doveva invece essere inviata nel caso in cui i lavori fossero iniziati e conclusi nel medesimo periodo d’imposta e se nel periodo d’imposta cui la comunicazione si riferiva non erano state sostenute spese.

Pertanto, per beneficiare della detrazione del 65%, nel caso di lavori iniziati nel 2014 e che continueranno nel 2015, non sarà più necessario l’invio della comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

Chi può fruire del bonus
Possono fruire della detrazione tutti coloro i quali possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento, siano essi residenti o meno nel territorio dello Stato. In particolare, sono ammessi all’agevolazione:

  • le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni;
  • i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali);
  • le associazioni tra professionisti;
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Dal punto di vista della titolarità del diritto, sono interessati alla detrazione:

  • il proprietario o il nudo proprietario;
  • il titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • il soggetto che occupa l’immobile a titolo di locazione o comodato;
  • il condomino, per gli interventi sulle parti comuni condominiali.

Il beneficio, comunque, spetta solo al soggetto che utilizza l’immobile. La detrazione può essere fruita anche dai familiari conviventi del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, a condizione che:

  • le spese siano da loro sostenute;
  • si tratti di lavori eseguiti su immobili appartenenti all’ambito «privatistico», a quelli cioè nei quali può esplicarsi la convivenza.

Condizione indispensabile per fruire della detrazione è che gli interventi siano eseguiti su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali (per fattività d’impresa o professionale). Sono esclusi quindi gli interventi effettuati durante la costruzione dell’immobile. Per tutti gli interventi agevolabili, esclusa l’installazione dei pannelli solari, l’edificio deve essere già dotato di impianto di riscaldamento, anche negli ambienti interessati dall’intervento.

In caso di ristrutturazioni di un immobile senza demolizione e con ampliamento, la detrazione compete unicamente per le spese riferite alla parte esistente, in quanto l’ampliamento viene considerato «nuova costruzione» (come chiarito dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate 39/E/2010 e 4/E/2011). Inoltre, la legge n. 98/2013, di conversione del D.L. n. 69/2013 (il c.d. decreto del fare) ha rivisto la definizione di ristrutturazione edilizia.

Dal 21 agosto 2013 sono compresi tra gli interventi di ristrutturazione edilizia anche quelli che consistono nella demolizione e ricostruzione di un immobile con la stessa volumetria di quello precedente, senza che sia necessario rispettarne la sagoma. Sono compresi nella ristrutturazione anche gli interventi volti al ripristino degli edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza.

La documentazione
Rimane confermato l’obbligo per il contribuente di trasmettere all’Enea (attraverso il sito http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/), entro i 90 giorni successivi alla fine dei lavori, la documentazione costituita dall’attestato di qualificazione energetica (Allegato A) e la scheda descrittiva degli interventi realizzati (Allegato E). Deve essere inviato esclusivamente l’Allegato E in caso di sostituzione di impianti termici con caldaie a condensazione, pompe di calore ad alta efficienza o impianti geotermici a bassa entalpia o di sostituzione di scaldacqua di tipo tradizionale con scaldacqua a pompa di calore per a.c.s. Nel caso di sostituzione di infissi in singole unità immobiliari o in caso di installazione di pannelli solari deve essere presentato il solo modello Allegato F.

Ecobonus facile: niente notifica sui lavori a cavallo d’anno

Detrazione da riferire all’intero immobile
Il limite massimo di detrazione in valore assoluto deve intendersi riferito all’unità immobiliare oggetto dell’intervento e, pertanto, andrà suddiviso tra i soggetti detentori o possessori dell’immobile che partecipano alla spesa, in ragione dell’onere da ciascuno effettivamente sostenuto. La detrazione spettante va ripartita in 10 rate annuali di pari importo.

Le spese per le quali è possibile fruire della detrazione comprendono sia i costi per i lavori edili connessi con l’intervento di risparmio energetico, sia quelli per le prestazioni professionali necessarie per realizzare gli interventi e acquisire la certificazione energetica richiesta.

In caso di variazione della titolarità dell’immobile durante il periodo di godimento dell’agevolazione, le quote di detrazione residue (non utilizzate) potranno essere fruite dal nuovo titolare, salvo diverso accordo delle parti da indicare nell’atto di trasferimento.

Questo vale per i trasferimenti a titolo oneroso o gratuito della proprietà del fabbricato o di un diritto reale sullo stesso. Invece, il beneficio rimane sempre in capo al conduttore o al comodatario qualora dovesse cessare il contratto di locazione o comodato.

Infine, in caso di decesso dell’avente diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all’erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *