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Ecco la Tari: la nuova stangata sui rifiuti

Ecco la Tari: la nuova stangata sui rifiuti
Aumenti record in arrivo con la Tari, in alcuni casi, anche del 600% per negozi di ortofrutta e discoteche

Non si è ancora placato il ciclone di mini Imu e Tares, che già i contribuenti devono preoccuparsi su ciò che ne prenderà il posto, la nuova tassa sui rifiuti denominata Tari che sostituirà la vecchia Tares.

Secondo quanto sottolinea Confcommercio sull’impatto del nuovo tributo, infatti, il miliardo che lo Stato ha appena incassato con il pagamento della maggiorazione Tares, sarà solo il primo passaggio di un 2014 che, sul fronte fiscale, si annuncia terribile.

Proprio in merito ai rifiuti, Confcommercio mette in risalto come, con il passaggio alla Tari e quindi alla componente della Iuc che riguarderà i volumi prodotti di spazzatura, famiglie e imprese potrebbero andare incontro a rincari pazzeschi, addirittura, in alcuni casi, vicini al 600%.

Nel campione preso in esame dall’analisi, infatti, si mette in luce come, il tributo introdotto dalla legge di Stabilità 2014, potrebbe arrivare a un peso davvero oltre ogni previsione. Lombardia, Piemonte, Toscana, Puglia, Sicilia sono le regioni su cui è stata proiettata la possibile incidenza della Tari. E il responso è stato drammatico: un altro salasso incombe sui contribuenti italiani, dopo i pagamenti di conguagli e tributi fuori tempo massimo, proprio come mini Imu e Tares.

Per verificare nel dettaglio l’andamento delle maggiorazioni tariffarie previste sul territorio nazionale sono stati analizzati – scrive Confcommercio – i dati di sei grandi Regioni campione (due del Nord, Lombardia e Piemonte, due del Centro, Toscana e Lazio, e due del Sud, Puglia e Sicilia). È stata, quindi, effettuata una comparazione delle tariffe medie effettive applicate dagli enti locali nel sistema di tassazione Tarsu dei rifiuti urbani e quelle applicate dagli stessi al momento del passaggio alla tariffa Tares, e che pertanto si ripeterà con il passaggio alla Tari.
Dall’analisi dei dati emerge un generalizzato e omogeneo aumento della tassazione determinato dal nuovo tributo e la grave incidenza del prelievo sulle attività economiche considerate. Secondo l’elaborazione, l’incremento medio dei costi per il servizio urbano dei rifiuti nelle regioni considerate sarà del 302% con punte, sempre in media, particolarmente elevate per alcune tipologie di attività: +627% per un fruttivendolo, una pescheria o un fioraio (sup. media 100 mq); +568% per una discoteca o un night club (sup. media 200 mq); +548% per un ristorante o una pizzeria (sup. media 200 mq); ma aumenti molto consistenti si avranno anche per un negozio di alimentari (+237%, sup. media 300 mq) o per un albergo senza ristorante (+216%, sup. media 200 mq).
Risulta, dunque, in maniera evidente – rileva Confcommercio – il pesante aumento di fiscalità che il passaggio al nuovo tributo dal 1° gennaio 2014 comporta. Una situazione che, anche in considerazione dell’attuale crisi economica, è davvero insostenibile per imprese e famiglie con conseguenti effetti in termini di riduzione dei consumi.

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