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Ecco la Flat Tax: come funzionerebbe l’aliquota unica per tutti

Ecco la Flat Tax: come funzionerebbe l'aliquota unica per tutti
Molti sostengono che la “flat tax” , letteralmente “tassa piatta” potrebbe essere la soluzione migliore per abbattere la pressione fiscale. Il leader della Lega Nord ne ha accennato in diverse occasioni. Ma come funzionerebbe esattamente e quali sarebbero le conseguenze per i contribuenti?

La flat tax è un tipo di tassazione proporzionale, in base alla quale tutti i contribuenti tassano la base imponibile con la medesima percentuale e non con un’aliquota marginale crescente all’aumentare del reddito. Di fatto, se venisse introdotta la flat tax, alla base imponibile di ciascun contribuente verrebbe applicata un’aliquota fissa (es. 20%); sarebbe quindi sufficiente compilare un modello unico dal quale emerge quanto il contribuente è chiamato a versare, senza la necessità di dettagliare le spese deducibili e detraibili. Di conseguenza, gli operatori del settore fiscale e l’Amministrazione Finanziaria sarebbero sollevati dall’obbligo di verificare la correttezza di quanto dichiarato dal contribuente in termini di richieste di deduzioni e detrazioni.

L’eventuale applicazione della flat tax in Italia, però, sembrerebbe porre una questione di legittimità. L’art. 53 della Costituzione italiana, infatti, prevede che “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività” e, quindi, sembrerebbe escludere la possibilità di introdurre un sistema fiscale come quello della flat tax.
Tuttavia, l’uso dell’espressione “criteri”, nella forma al plurale, autorizza a pensare che la Costituzione ammetta l’esistenza di più strade percorribili per giungere a un sistema tributario “tendenzialmente” progressivo, anche alla luce del fatto che la progressività non prevede necessariamente la struttura a scalare delle aliquote. È possibile, infatti, immaginare una progressività basata su una flat tax unita a un bilanciato sistema di deduzioni e detrazioni progressive (né fisse, dunque, né meramente proporzionali).

Il principale vantaggio della flat tax è costituito dalla sua semplicità. L’aliquota unica, infatti, permetterebbe a ciascun contribuente di calcolare la propria imposta in maniera semplice ed immediata, senza dover tenere conto di complesse deduzioni o detrazioni.

Cerchiamo ora di capire meglio come funzionerebbe la flat tax attraverso un esempio concreto. Ipotizziamo che vi sia un’aliquota unica pari al 15% e una deduzione pari a 5.000 euro.
Premettiamo innanzitutto che l’Irpef complessivamente incassata per l’anno 2012 ammonta a circa euro 163 miliardi e la base imponibile a circa euro 800 miliardi. Utilizzando i dati Ires 2012, dovremmo considerare imposte per circa euro 40 miliardi e una base imponibile per circa euro 155 miliardi.
Applicando la flat tax all’Irpef, con 60 milioni di residenti circa, la deduzione di euro 5.000 pro capite comporterebbe una riduzione di reddito imponibile per 300 miliardi di euro (5.000 x 60 milioni), abbassando il reddito imponibile Irpef a 500 miliardi di euro (800 miliardi meno 300 miliardi). Le imposte ammonterebbero a circa 75 miliardi di euro (500 miliardi x 15%) contro i 163 miliardi di imposte 2012. Anche considerando l’Ires, corrispondente circa a 23,25 miliardi di euro (155 miliardi x 15%), complessivamente, quindi, si giungerebbe a un totale di 98,25 miliardi di entrate complessive contro euro 203 (euro 163 più euro 40). In altri termini, applicando la flat tax, lo Stato italiano incasserebbe circa 104,75 miliardi di euro in meno rispetto alle entrate di Irpef e Ires.
Anche se emergesse l’evasione nella sua totalità (che si stima ammontante a 230 miliardi di euro), l’Erario potrebbe arrivare a incassare un massimo di 34,5 miliardi (pari a 230 miliardi per 15%). Anche nell’ipotesi più favorevole sul recupero totale dell’evasione, dunque, a seguito dell’introduzione della flat tax, l’Erario introiterebbe minori entrate fiscali, per un ammontare pari a 70,25 miliardi (euro 203 meno 98,25 meno 34,5).

Possiamo quindi concludere che se, da un lato, la flat tax contribuirebbe senz’altro a semplificare il nostro sistema fiscale, dall’altro, renderebbe necessaria l’introduzione di tagli di spesa significativi per controbilanciare le minori entrate fiscali, tagli che presumibilmente risulterebbero insostenibili per un sistema che debba trovare un punto di equilibrio tra welfare e prelievo fiscale.

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