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Ecco il nuovo riccometro: così l’Isee dà la caccia ai finti poveri

Ecco il nuovo riccometro: così l'Isee dà la caccia ai finti poveri
Il nuovo riccometro ha avuto il via libera da parte del governo. Casa e patrimoni peseranno di più nel calcolo finale della situazione economica del nucleo familiare

Il nuovo “riccometro”, al secolo Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) ha avuto il via libera da parte del governo. Casa e patrimoni peseranno di più nel calcolo finale della situazione economica del nucleo familiare. Lo strumento riproduce redditi e patrimoni familiari per l’accesso ad alcuni sconti fiscali e a molti servizi erogati dal welfare. Nuove regole per fotografare la ricchezza reale delle famiglie ed evitare che i finti poveri accedano a prestazioni di cui non dovrebbero beneficiare. Ecco cosa cambia.

Come funziona il nuovo Isee. Sconti fiscali sulla Iuc (Tasi e Tari), posto negli asili nido, agevolazioni per la scuola, bonus bebè, tariffe più basse per i servizi sociali e altri stumenti del welfare: saranno sempre più numerose le occasioni in cui il contribuente sarà chiamato a presentare l’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee o riccometro), perché sia determinata la sua effettiva ricchezza e possa accedere a benefici o prestazioni previsti dalla legge. Nel calcolo del nuovo Isee peseranno di più le case – rivalutate in base ai parametri dell’Imu – e verranno valutati anche beni mobili, conti correnti e azioni. Dovranno essere indicati inoltre anche gli affitti tassati con la cedolare secca. Sarebbero invece escluse dal computo dei redditi le indennità di accompagnamento e le pensioni d’invalidità. Last but not least, i furbetti avranno vita più difficile: una serie di informazioni non potranno essere autocertificate, ma saranno acquisite direttamente dall’Inps e dell’Agenzia delle Entrate.

I servizi sociali legati al riccometro. In base ai contenuti del nuovo Isee (ribattezzato “riccometro”) il contribuente potrà avere diritto o meno a fruire di: asili pubblici, assegni familiari, sconti sulle bollette, fornitura gratuita o semi-gratuita di libri scolastici, reddito di cittadinanza e servizi socio-sanitari domiciliari e diurni semi-residenziali. Sono previsti sconti anche per le badanti con la possibilità di detrarre dal reddito fino a 19.500 euro.

La composizione del nucleo familiare. Per il calcolo dell’Isee conta la composizione del nucleo familiare, che è quello anagrafico (i coniugi possono avere anche residenze diverse ma non devono essere separati o divorziati). Contano anche i figli maggiorenni non conviventi, purché a carico dei genitori e non coniugati. Al valore complessivo risultante dalla somma di redditi e patrimonio va applicato un indice di equivalenza, una sorta di coefficiente familiare che tenga conto, appunto, della dimensione della famiglia. Sono avvantaggiate le famiglie numerose.

Vecchi e nuovi redditi. Il riccometro considera sia i redditi (di varia natura) che i patrimoni.
Per quanto riguarda l’Irpef:

  • il reddito da lavoro dipendente beneficia di una franchigia del 20% fino a un massimo di 3.000 euro;
  • i redditi da pensione hanno una franchigia massima di 1.000 euro.

Saranno compresi anche i redditi che finora ne erano esclusi perché esenti da tasse o soggetti a tassazione sostitutiva. Tra i primi, ad esempio, l’indennità di accompagnamento per i disabili (ma la presenza di disabili in famiglia dà dirtto a franchigie da 3.000 a 6.500 euro); tra i secondi, i redditi da locazione sottoposti al regime della cedolare secca.

Il peso degli immobili. Anche gli immobili pesano in due modi:

  • come reddito, calcolandolo col criterio dell’Imu cioè coi valori catastali rivalutati (rendita catastale + 5% x coefficiente di rivalutazione). E’ prevista però una franchigia di 5.000 euro + 500 euro per ogni altro familiare (max 7.000 euro, cioè 5 persone);
  • come patrimonio, considerando sempre il valore dell’immobile rivalutato, compresi gli immobili all’estero. Se c’è un mutuo dal valore si detrae la parte ancora da pagare. Il valore della prima casa si considera per 2/3.

Conti correnti e rendite finanziarie. Il nuovo Isee ha un’attenzione particolare per gli investimenti mobiliari. Vanno considerati nella voce “redditi” gli interessi su conto corrente o conto deposito, e i rendimenti di titoli di Stato (Bot, Cct ecc.), azioni obbligazioni, fondi ecc. Entrano invece nella voce “patrimonio” la parte di capitale (e non di interessi) dei conti bancari (si considera il saldo attivo dell’ultimo trimestre dell’anno precedente alla dichiarazione), i titoli di Stato al valore nominale al 31 dicembre dell’anno precedente e le partecipazioni societarie.

I beni di lusso tagliano il welfare. Basta con gli asili nido gratuiti o gli sconti sulle bollette per i finti poveri. Chi dichiara redditi bassi ma possiede supercar, yacht e ville è automaticamente escluso dall’accesso agevolato ai servizi. Nel nuovo Isee entreranno tutti i beni di lusso intestati a componenti del nucleo familiare.

L’Isee “corrente”. In tempi in cui il tenore di vita di molte famiglie si abbassa, a volte anche bruscamente, il riccometro non vuole “inchiodare” il contribuente ad una dichiarazione che non corrisponde più alla realtà. Nasce così l’Isee corrente, che può essere fatto in caso di scostamenti significativi – superiori al 25% – dall’Isee precedente e si riferisce a un periodo più vicino al momento della richiesta della prestazione.

Controlli sempre possibili. Nel momento in cui il contribuente vuole usufruire dei servizi e delle agevolazioni sociali legate all’Isee deve presentare all’ente erogatore la Dsu (dichiarazione sostitutiva unica), cioè la domanda che consente di elaborare la situazione Isee del suo nucleo familiare e ha validità dal momento della presentazione fino al 15 gennaio dell’anno successivo. L’ente che riceve la Dsu trasmette online i dati al sistema informativo dell’Isee gestito dall’Inps per l’elaborazione dell’indicatore, che viene determinato incrociando i dati dichiarati con quelli già posseduti e quelli acquisiti dall’Agenzia delle Entrate. Sui dati dichiarati l’Agenzia delle Entrate svolge dei controlli automatici. L’Isee viene comunicato al contribuente sempre online o rivolgendosi alla sede Inps competente.

Riccometro

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