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È legge il Decreto Irpef

È legge il Decreto Irpef
Il D.L. n. 66/2014, famoso per il bonus di 80 euro, è diventato legge, dopo aver ottenuto il sì della Camera

Sì definitivo dell’Aula della Camera al decreto Irpef. Il testo è stato approvato a Montecitorio con 322 sì, 149 no e 8 astenuti. Vota a favore anche il Sel di Nichi Vendola. Ma, avverte il governatore pugliese, il sì di Sinistra ecologia e libertà «non è uno scivolo per avvicinarsi progressivamente all’area di governo». Il decreto Irpef «è ricco di contraddizioni – spiega Vendola – e, tuttavia, interviene su una platea vasta che vive un disagio sociale straordinario. Tutto quello che assomiglia a una riparazione dei danni fatti alle famiglie va bene. Resta una perplessità di fondo sulle fonti di finanziamento del decreto». Giulio Marcon e Giorgio Airaudo si sono astenuti sul voto finale in dissenso rispetto al gruppo di Sel cui appartengono.

Moltissime sono le disposizioni accolte nel disegno di legge di conversione: dal bonus ai dipendenti al rinvio della Tasi, dall’abbattimento dell’Irap all’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie.

Ma andiamo con ordine e analizziamo le principali novità.

Il rinvio della Tasi
Confermato, innanzitutto, il pagamento della Tasi al 16 ottobre nei Comuni che non hanno pubblicato le delibere entro i termini. La misura era già operativa grazie al decreto appositamente varato dal Governo.

A tal fine, i Comuni in oggetto dovranno provvedere a pubblicare le delibere entro il 18 settembre.

Qualora non dovesse essere rispettata nemmeno quest’ultima scadenza, il versamento della Tasi dovrà avvenire in unica soluzione entro il 16 dicembre, applicando l’aliquota di base dell’1 per mille (rispettando, comunque, il limite fissato dalla legge di Stabilità 2014, relativo alla somma delle aliquote di Tasi e Imu).
Inoltre, sempre nel caso in cui il Comune non deliberi entro i nuovi termini, la quota di Tasi a carico dell’occupante sarà pari al 10% dell’ammontare complessivo.

Decadenza dalle rateazioni
È prevista la possibilità di accedere a una nuova rateazione per i contribuenti decaduti dalle rateazioni ante-riforma.

In tal caso è prevista la concessione di un nuovo piano di rateazione, fino a un massimo di 72 rate mensili, a condizione che la decadenza sia intervenuta entro il 22 giugno 2013 e che la richiesta sia presentata entro e non oltre il 31 luglio 2014.

È necessario prestare particolare attenzione al fatto che il nuovo piano di rateazione concesso non è prorogabile e il debitore decade in caso di mancato pagamento di due rate, anche non consecutive.

La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili
Altra importante misura riguarda lo slittamento di un anno dell’efficacia della norma relativa alla determinazione del reddito imponibile derivante dalla produzione e cessione di energia elettrica da fonti rinnovabili agroforestali e fotovoltaiche effettuate da aziende agricole.

Pertanto, soltanto dal 2015 (non più da quest’anno), cesserà il criterio di determinazione del reddito agrario definito su base catastale e il reddito imponibile sarà determinato applicando il coefficiente di redditività del 25% all’ammontare dei corrispettivi delle operazioni soggette a registrazione Iva.

Tuttavia, per il 2014, viene prevista una disciplina transitoria, in base alla quale il regime di tassazione dipende dai livelli di produzione.

Più precisamente, rileverà il reddito catastale soltanto se la produzione e la cessione di energia elettrica da fonti rinnovabili agroforestali non supera il limite di 2,4 milioni di kwh all’anno (per le fotovoltaiche, sino a 260mila kwh anno).

Il bonus Renzi e le altre misure
Diventa legge il bonus di 80 euro ai lavoratori dipendenti con reddito annuo compreso tra gli 8.145 e i 24.000 euro. Bonus accordato, inoltre, a coloro che possiedono redditi fino a 26.000 euro, sebbene ridotto.

Si ricorda inoltre che comunque la misura rimane circoscritta al periodo di imposta 2014.

Rinviata invece al futuro (si parla di un intervento in sede di legge di Stabilità), la possibilità di concedere il bonus alle famiglie mono-reddito con più di due figli, ai pensionati e agli incapienti.

Con riferimento alle altre misure previste, è da ricordare inoltre la riduzione dell’aliquota Irap per le imprese e l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie dal 20 al 26%.
Viene tuttavia introdotto un credito d’imposta per le Casse di previdenza private, pari alla differenza tra l’ammontare di ritenute e imposte sostitutive applicate al 26% nel periodo 1° luglio-31 dicembre 2014 e l’importo delle stesse conteggiate con la precedente aliquota del 20 per cento.
Il credito potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione, a partire dall’1 gennaio 2015.

Rimane invece ferma la possibilità di provvedere al pagamento in tre rate a seguito della rivalutazione dei beni d’impresa, stralciando quindi la parte di decreto che prevedeva il versamento in un’unica soluzione.
Rispetto all’originaria previsione, contenuta nella legge di Stabilità, cambia la tempistica prevista per i versamenti. L’imposta sostitutiva andrà infatti corrisposta nel periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013 in tre rate di pari importo, senza pagamento di interessi, aventi scadenza entro il 16 giugno, 16 settembre e 16 dicembre, per i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare.

Altra misura a favore delle imprese è quella che prevede lo sblocco di una nuova tranche di pagamenti di debiti della Pubblica Amministrazione alle imprese.

Tra le altre novità importanti si richiamano inoltre l’aumento del contributo previsto per il passaporto, l’obbligo di pubblicare solo online i bandi di gara slittato al 2016, il rinvio al 15 settembre del termine per il pagamento delle concessioni demaniali e i tagli alla spesa pubblica.

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