Lavoro

Durc: rilascio regolare obbligatorio per le imprese con crediti verso la Pa

Rilascio del durc regolare per le imprese che vantano crediti verso la Pa. Lo ha confermato la sentenza del Tar Puglio di Bari (I sezione) che, accogliendo il ricorso presentato dalla società Avvenire s.r.l. contro Inps e Inail, ha decretato l’immediata rimozione di ogni impedimento al rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva nei casi in cui sono presenti crediti nei confronti della pubblica amministrazione.
Come previsto dal decreto sulla Spending Review (DL n.52/2012), che prevede appunto il rilascio del durc in caso di debiti contributivi della Pa, e in linea con tutte le nuove norme in materia volte a combattere il problema dei ritardi nei pagamenti, il Tar conferma quindi il meccanismo della compensazione tra crediti e debiti anche in merito al durc.

Il caso specifico riguardava il ricorso proposto da Avvenire s.r.l. contro Inps e Inail per l’annullamento, previa concessione di misure cautelari, dei durc irregolari rilasciati nei propri confronti dai Comuni di Lizzano (in data 24 luglio 2012) e da quello di Zapponeta (5 luglio 2012) e del provvedimento Inps che nega la compensazione dei debiti, con l’aggiunta del risarcimento di tutti i danni cagionati alla stessa a causa delle gravi ripercussioni economiche a carico sia dell’azienda che dei suoi dipendenti.

Secondo i giudici del Tar:[blockquote]

rilevato che la previsione normativa di cui all’art. 13 bis, comma 5 decreto legge n. 52/2012 convertito, con modificazioni, nella legge n. 94/2012 può ritenersi immediatamente operativa anche in mancanza di decreto ministeriale attuativo; considerato che, ad una sommaria deliberazione propria della fase cautelare, il credito della società ricorrente verso i Comuni appare di importo superiore al suo debito verso gli Enti previdenziali; rilevato, inoltre, che sussiste il presupposto cautelare del periculum in mora, in considerazione delle difficoltà cui andrebbe incontro la società Avvenire, a seguito dell’emissione di un durc irregolare, nell’incassare i corrispettivi d’appalto; ritenuto, conseguentemente, che sussistono i presupposti per la concessione della misura cautelare richiesta; ritenuto che effetto immediato della cautela invocata è la rimozione di ogni impedimento al rilascio di durc regolari, anche in considerazione dei crediti di cui la ricorrente risulta essere titolare nei confronti dei Comuni di Scalea e di Montescaglioso, si accoglie in definitiva l’istanza cautelare contenuta nel ricorso per motivi aggiunti depositato in data 13 novembre 2012 e, per l’effetto, sospeso provvisoriamente l’efficacia degli atti impugnati nei sensi cui in motivazione.

[/blockquote] [alert_red]Approfondimento

Ottenere il durc senza pagare nulla: i debiti contributivi delle imprese si potranno compensare con i crediti non saldati dalla Pa. Lo stabilisce un emendamento al decreto spending review (decreto legge 7 maggio 2012, n. 52), che prevede il rilascio del durc “gratuitamente” in presenza di una certificazione del credito verso la pubblica amministrazione. Il nuovo meccanismo è in linea con quanto il Governo aveva già previsto con i decreti sulla certificazione dei crediti e le compensazioni, estendendo tali strumenti anche all’emissione del documento unico di regolarità contributiva. L’inserimento del durc nel disegno di legge è arrivato lunedì 25 giugno 2012, durante la discussione nelle commissioni Affari costituzionali e Bilancio di Montecitorio della legge di conversione del decreto, grazie a un emendamento a firma del deputato del Pd Giulio Calvisi, che dà la possibilità alle imprese di compensare i debiti contributivi con i crediti vantati verso la pubblica amministrazione e di ottenere il durc presentando la certificazione che attesta un credito, di importo pari o superiore alla cifra da versare.
L’emendamento (comma 4-bis del nuovo articolo 13-bis) stabilisce infatti che il durc “è rilasciato anche in presenza di una certificazione, rilasciata ai sensi dell’articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, come modificato dal presente articolo, che attesti la sussistenza e l’importo di crediti certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni di importo almeno pari ai versamenti contributivi accertati e non ancora versati da parte di un medesimo soggetto”. Quindi, la compensazione dovrà estinguere interamente il debito contributivo o non potrà essere effettuata. Una novità importante dunque per le imprese, spesso condizionate dalle difficoltà incontrate nell’emissione di tale documento.

[/alert_red]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *