Lavoro

DURC: rafforzato il ruolo dei professionisti

DURC: rafforzato il ruolo dei professionisti
Nel Decreto del fare è rimarcato il ruolo dei professionisti in materia di rilascio del durc. Gli enti preposti al rilascio, prima dell’emissione del durc irregolare o dell’annullamento del documento già rilasciato, devono inviare una segnalazione mediante PEC a consulenti del lavoro e altri professionisti indicati dall’art 1 della L. n. 12/79, allo scopo di invitare, loro tramite, l’impresa assistita a regolarizzare la posizione entro un termine non superiore a quindici giorni. E’ uno degli aspetti su cui si sofferma la circolare della Fondazione Studi n. 11/2013

Dopo l’intervento sulla legge n. 99/2013, la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro pubblica la circolare sul Decreto del Fare.

Il 10 settembre scorso l’organo scientifico del Consiglio Nazionale dell’Ordine presieduto da Rosario De Luca, interviene con il documento n. 11 nel quale viene analizzato punto per punto il decreto legge n. 69/2013 convertito con modificazioni dalla legge n. 99/2013.

In particolare, vengono affrontati i seguenti temi:

  • Semplificazioni Amministrative;
  • Semplificazioni in materia di lavoro;
  • Responsabilità solidale negli appalti;
  • Semplificazioni in materia fiscale;
  • Riscossione mediante ruolo;
  • Concordato preventivo;
  • Tirocinio formativo presso gli uffici giudiziari.

Molto utili poi le tabelle che completano il documento, nelle quali vengono riportate le decorrenza delle singole discipline nonché i rinvii ad altre disposizioni.

Ricordiamo intanto che il decreto legge 21 giugno 2013, n. 69 è entrato in vigore il 22 giugno 2013, mentre la legge di conversione 9 agosto 2013, n. 98 è stata pubblicata nella G.U. n. 194 del 20 agosto 2013.

Tra i temi affrontati, sulle semplificazioni amministrative viene evidenziato che, come prescrive l’art. 28, la Pubblica Amministrazione che si rende responsabile di ritardi, allo spirare della scadenza può essere chiamata dal privato a risarcirlo con un indennizzo di 30 euro per ogni giorno di ritardo, comunque fino al limite massimo di 2mila euro. È prevista una specifica procedura da attivarsi entro il termine perentorio di 20 giorni.

Altro aspetto trattato è quello dell’articolo 29 in cui è stabilito che al fine di evitare disagi ai contribuenti, negli atti normativi del Governo e gli atti amministrativi delle amministrazioni dello Stato, degli enti pubblici nazionali e delle agenzie statali, dovrà essere prevista la data di decorrenza dell’efficacia degli obblighi amministrativi introdotti a carico di cittadini e imprese, al 1° luglio o al 1° gennaio successivi alla loro entrata in vigore.

Vengono quindi affrontate in maniera articolata le novità in materia di lavoro.

Innanzitutto quelle che riguardano il durc sul quale il D.L. n. 69/2013 ha introdotto significative novità.

Focus sulle previsioni del comma 1 dell’art. 31 che estende a tutte le tipologie di durc la possibilità, prima prevista esclusivamente per quelli rilasciati ai fini dell’accesso ai benefici normativi e contributivi, di rilascio “in presenza di una certificazione (…) che attesti la sussistenza e l’importo dei crediti certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni di importo almeno pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati da parte di un medesimo soggetto”.

Le altre novità riguardano le modifiche di alcune norme del Codice dei Contratti (D.Lgs. n. 163/2006) e del suo Regolamento di attuazione (D.P.R. n. 207/2010) che consentono una semplificazione delle procedure di richiesta del documento nonché una durata di 120 giorni rispetto ai tre mesi previsti in precedenza. La circolare evidenzia che la novità opera dal 22 agosto scorso.

Viene poi ricordato che fino al 31 dicembre 2014 il durc avrà validità di 120 giorni anche per i lavori edili per i soggetti privati.

Si tratta di una novità molto significativa – secondo la Fondazione – non soltanto per l’estensione del termine di validità in se stessa considerata, ma soprattutto per la correlazione dell’estensione alla possibilità, per le stazioni appaltanti, di utilizzare il medesimo durc, già in loro possesso, per assolvere all’obbligo di verifica della regolarità contributiva relativamente a fasi successive del processo di approvvigionamento di beni, servizi o lavori pubblici.

Rimarcato poi il ruolo dei professionisti previsto dall’art. 31 comma 8 secondo cui gli enti preposti al rilascio del durc andranno a coinvolgere i consulenti del lavoro e gli altri professionisti indicati all’art 1 della L. n. 12/79 che svolgono tale attività a supporto dell’impresa. Gli enti, infatti, prima dell’emissione del durc irregolare o dell’annullamento del documento già rilasciato, devono inviare una PEC ai predetti professionisti allo scopo di invitare l’impresa assistita a regolarizzare la propria posizione entro un termine non superiore a quindici giorni, indicando analiticamente le cause della irregolarità e mettendo così in grado i consulenti di identificare chiaramente le problematiche ed assistere l’impresa nell’eventuale regolarizzazione.

Viene esteso l’ambito soggettivo dell’intervento sostitutivo, in quanto, anche in questo caso, si fa riferimento a tutti i soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b) e, quindi, non solo ad amministrazioni aggiudicatrici, organismi di diritto pubblico ed enti aggiudicatori, ma anche agli “altri soggetti aggiudicatori” di natura privata.

In caso di durc irregolare che segnali un’inadempienza contributiva a carico dell’operatore economico, i soggetti predetti trattengono dal certificato di pagamento l’importo e provvedono a versarlo direttamente agli enti previdenziali e assicurativi, compresa, nei lavori, la Cassa Edile. Tale previsione concernente la trattenuta dal certificato di pagamento dell’importo corrispondente all’inadempienza evidenziata nel durc si applica, in quanto compatibile, con le erogazioni di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari e vantaggi economici di qualunque genere, compresi quelli relativi a benefici e sovvenzioni comunitarie per la realizzazione di investimenti da parte di Pubbliche Amministrazioni.

Da segnalare poi gli approfondimenti relativi alle diverse novità introdotte dal D.L. n. 69/2013 con riferimento a disposizioni contenute nel T.U. n. 81/2008 in materia di salute e sicurezza sul lavoro che introducono misure per ottimizzare e semplificare alcune procedure.

Tra quelle oggetto di approfondimento si segnala quella contenuta all’art. 32 che prevede per settori a basso rischio infortunistico – da identificare mediante un apposito DM Lavoro sulla base di criteri e parametri oggettivi desunti dagli indici infortunistici di settore dell’Inail, sentita anche la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e previa intesa con la Conferenza Stato-Regioni che: nel caso di appalti, in alternativa al Documento unico di valutazione dei rischi, possa essere individuato dal committente un incaricato unico che sovraintenda le attività relative alla sicurezza, garantendo il necessario coordinamento con appaltatori e subappaltatori. L’incaricato dovrà essere in possesso di formazione, esperienza e competenze professionali tipiche del preposto, nonché di periodico aggiornamento e di conoscenza diretta dell’ambiente di lavoro.

Da segnalare poi la possibilità di avvalersi del 730 anche nel caso in cui il lavoratore non abbia un sostituto di imposta che possa liquidare il risultato della dichiarazione nonché le diverse modifiche in materia di riscossione che interesseranno il rapporto dei contribuenti con Equitalia.

Fondazione Studi Consulenti del Lavoro – Circolare N. 11/2013

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