Lavoro

Durc interno: in arrivo un milione di note di rettifica

Durc interno: in arrivo un milione di note di rettifica
L’Inps invierà circa 1 milione di note di rettifica alle aziende che hanno fruito di agevolazioni senza essere in regola col Durc interno

Si preannuncia torrida l’estate 2015 per datori di lavoro e consulenti. L’Inps, infatti, ha messo in agenda l’invio massiccio di note di rettifica, circa 1 milione, alle aziende che hanno fruito di agevolazioni e incentivi senza essere in regola con le norme sul Durc interno. Ad annunciarlo, venerdì scorso, nel corso del Videoforum sul Jobs Act del 13 marzo, Gabriella Di Michele, direttore centrale entrate contributive dell’Inps. L’operazione è finalizzata a smaltire il pregresso (i controlli partono dal 2008 ma sono fermi a maggio del 2014) ed a farsi trovare preparati con l’appuntamento del Durc on-line, ai nastri di partenza dal 1° giugno. Una novità c’è, poco piacevole per gli studi professionali: le rettifiche saranno spedite per posta elettronica certificata (Pec) ai consulenti del lavoro che dovranno sbrogliare la matassa.

E le alternative sono poche, se davvero l’azienda ha irregolarità pregresse (mancato invio Dm 10, Uniemens, omesso versamento dei contributi, ecc.).

Se non si sana la situazione entro 15 giorni, scatta l’esclusione definitiva dall’incentivo e la contestuale richiesta di rimborso di quanto già fruito, più ovviamente sanzioni.

Durc interno
L’operazione rientra in un piano di ammodernamento del processo di gestione del cosiddetto Durc interno. È una sorta di controllo che l’Inps fa autonomamente al fine di verificare che il datore di lavoro sia in possesso dei requisiti di legge e, in particolare, che rispetti le condizioni imposte dalla legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007). Tale legge subordina i benefici normativi e contributivi al possesso (da parte dei datori di lavoro) del documento unico di regolarità contributiva (Durc). La verifica di tale presupposto è fatta direttamente dall’Inps, come detto, senza tuttavia emissione di un Durc vere e proprio («formale»), ma con la creazione di un Durc virtuale (appunto c.d. «interno»). Gli esiti di tale Durc sono indicati dall’Inps nel «cassetto previdenziale aziende» con l’accensione di un semaforo: verde (Dure ok), giallo (situazione di irregolarità con contestuale invio della richiesta regolarizzazione) o rosso (Durc negativo, in assenza di regolarizzazione precedentemente richiesta in presenza di un Durc giallo). Questa nuova procedura ha sostituito la prassi che vedeva il datore di lavoro obbligato a dichiarare il possesso della regolarità contributiva nella denuncia contributiva (Dm 10) relativa al mese in cui faceva richiesta degli incentivi. Le situazioni d’irregolarità incompatibili con il godimento dei benefici sono riepilogate all’interno del Cassetto previdenziale aziende, nella sezione «Regolarità contributiva».

Preavvisi via Pec ai consulenti
Le note di rettifica coprono un periodo di sei anni di controlli, ossia a partire dall’anno 2008 (da quando è operativo il Durc por gli incentivi). Avviata con il messaggio n. 2889/2014, la procedura avrebbe dovuto smaltire il pregresso tra maggio e novembre dello scorso anno, ma per tutto il 2014 si sono proseguite sospensioni e proroghe, fino all’ultima a novembre con il rinvio all’anno nuovo (il 2015).

Venerdì, al Videoforum sul Jobs Act l’annuncio: l’Inps è intenzionato a chiudere la partita entro l’estate. Circa 1 milione di «preavvisi di Durc interno negativo», contenenti l’invito a regolarizzare la posizione contributiva, saranno spediti via pec ai consulenti del lavoro. La procedura, in particolare, prevede che il preavviso venga inviato al consulente, ma nel caso in cui non risulti all’Inps il suo indirizzo Pec, verrà inviato all’azienda o al suo titolare/legale rappresentante; in mancanza d’indirizzo Pec anche di quest’ultimo, è spedito all’azienda con raccomandata (Inps messaggio n. 5192/2014).

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