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Durc interno ed esterno: necessari termini certi per la regolarità contributiva

Durc interno ed esterno: necessari termini certi per la regolarità contributiva
Con un comunicato stampa del 1° dicembre 2014, i Consulenti del Lavoro evidenziano le criticità esistenti tra Durc Interno ed esterno auspicando un riallineamento a termini certi affinché il rilascio del documento non dipenda dalla libera determinazione dell’operatore della sede

La procedura di richiesta del Durc prevede l’intervento dell’ente interessato che tramite lo Sportello Unico Previdenziale attiva l’istanza per il rilascio. Ricevuta l’istanza l’operatore della sede Inps, Inail o Cassa edile, istruisce la pratica e se trova qualche inadempienza, fa partire il preavviso telematico dei 15 giorni per la regolarizzazione.

I Consulenti del Lavoro con un comunicato stampa del 1° dicembre 2014, evidenziano che fino a quando l’operatore della sede non chiude l’istruttoria del Durc (30 giorni più 15 per regolarizzare), il pagamento effettuato entro la definizione dell’istruttoria stessa (45 giorni), permette il rilascio del Durc positivo per cui sembra che il termine dei 15 giorni non sia perentorio. Chi avrà regolarizzato il preavviso di accertamento negativo in ritardo, ma entro i 45 giorni, può continuare a sperare che l’operatore magari non ha ancora terminato l’istruttoria, per ottenere il Durc Positivo. Resterà danneggiato invece il contribuente che fa capo ad una sede Inps in cui gli operatori di sede siano più solerti nel terminare le pratiche entro i 15 giorni assegnati.

Altra disparità riguarda le modalità del conteggio dei termini del preavviso di accertamento negativo. Gli operatori, infatti, quando contano i giorni per la regolarizzazione, fanno decorrere il termine iniziale dallo stesso giorno della notifica, e come termine finale non slittano al giorno successivo in caso di coincidenza con un festivo. L’Inps è intervenuta con messaggio n. 9156 del 26 novembre 2014, indicando chiaramente che tale calcolo dei termini non può che essere subordinato alla normativa generale civilistica, aggiungendo anche che, se il pagamento è previsto di sabato, il termine slitta pure al lunedì successivo.
La chiarezza è intervenuta dunque, solo per il “Durc interno”, non così per il “Durc esterno”, dove sono interessati tutti gli Enti. Il “Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro ha già segnalato la problematica e provvederà a interagire con gli Enti responsabili per tentare di trovare una soluzione che dia certezze alle aziende e agli operatori”, commenta Vincenzo Silvestri, Vicepresidente con delega ai rapporti con gli istituti previdenziali, auspicando di eliminare al più presto le incertezze affinchè il Durc possa assolvere appieno ad una delle sue più importanti finalità: evitare che il mercato possa essere inquinato da soggetti che scontano prezzi di produzione più bassi, perché non pagano correttamente i contributi e i premi assicurativi.

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